Inaugurata la mostra personale “La luce del reale” dell’architetto Cicerone



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Avezzano – E’ stata inaugurata nelle sale della ex scuola Montessori di via Fontana, la mostra personale “La luce del reale” dell’architetto Alberto Cicerone. Sarà possibile visitarla fino al 30 dicembre, dalle 16 alle 20
Alberto Cicerone, classe 1966, è Laureato in Architettura all’Università “G. D’Annunzio” di Pescara e ha conseguito il Master di II Livello in Architettura, Arti Sacre e Liturgia al Pontificio Ateneo Regina Apostolorum – Università Europea di Roma. Il suo ambito di maggiore impegno è quello della progettazione architettonica, nella quale è particolarmente attento alla composizione degli spazi. Affrescatore, pittore e designer ha progettato alcuni adeguamenti liturgici ed ha realizzato numerosi progetti di architettura. Tra 2012 ed il 2014 ha ideato e realizzato il Fonte battesimale ed il Candelabro per il Cero pasquale per Papa Benedetto XVI in Cappella Sistina. Nel 2015 ha ideato e realizzato l’Ambone per Papa Francesco in Cappella Sistina. Nel 2017 ha ideato e realizzato i nuovi arredi sacri per il presbiterio della Basilica del Volto Santo a Manoppello: Ambone, Candelabro per il Cero pasquale, Sede e Altare. Suo è il grande affresco del Battistero della nuova Parrocchia di San Giuseppe Artigiano in Avezzano.

La luce del reale

Le opere di Alberto Cicerone suscitano sempre profonda emozione.
Esse non fuggono dalla realtà in un ipotetico “sogno”, incapace di costituire risposta adeguata alle esigenze concrete del cuore umano, ma vanno oltre una sua mera rappresentazione, quasi giungendo “al fondo” del reale. Segno del cammino interiore e spirituale dell’Autore.

Questo “penetrare il reale” è perseguito attraverso la forma ed il colore, il dettaglio e la luce, quasi un invito a riconoscere tutta la forza positiva già presente nella realtà e che da essa, potentemente, si sprigiona come essere e come presenza!

Il dettaglio, spesso trascurato dal veloce sguardo dell’uomo contemporaneo, diviene oggetto di sosta rinfrancante e di contemplazione di una “realtà riscoperta”, che dona pace interiore e sicurezza al cuore.
L’uomo è fatto per la realtà, per vivere in essa, per riconoscervi riferimenti per la propria esistenza; l’uso davvero prodigioso che l’Autore fa della luce, permette alla realtà di emergere dall’oblio contemporaneo con tutta la propria forza, quasi gridando, ricordar dando, in tal modo, all’uomo, le sue radici, ciò che davvero lo rende lieto, certo, stabile e luminoso. I Soggetti rappresentati sono in linea con tale positiva riscoperta.
Del reale è parte integrante anche colui che contempla l’opera e, in tal senso, la materialità, quasi toccabile, dell’uso del colore rende fisica la partecipazione alla riscoperta della luce: è un incontro tra la luce che è in noi e la luce del reale.

Un incontro carico sia di riconoscimento rassicurante sia di distoniche asimmetrie, soprattutto quando ci si scopre meno luminosi di quanto si desidererebbe e ciò impedisce di cogliere tutta “la luce del reale”.
Il fascino delle opere di Alberto Cicerone, probabilmente, consiste proprio in questo:
raccontano parte della realtà, illuminandola, e permettono a chi vi sta di fronte di “sentirsi raccontato”, di cogliervi parte di se stesso. Per questa ragione, nella loro esclusiva originalità, non sono estranee ed il possederle è come possedere un oggetto familiare.

[Salvatore Vitiello
Università Cattolica del Sacro Cuore]