Trasacco – Nel pomeriggio di ieri, presso il Centro di riabilitazione Nova Salus, il Vescovo Giovanni ha presieduto la celebrazione eucaristica, vivendo un momento di intensa commozione e di profonda gratitudine insieme ai pazienti, al personale sanitario e alle famiglie presenti.
La Santa Messa è stata occasione di raccoglimento e di ringraziamento, in un luogo dove quotidianamente la sofferenza si intreccia con la speranza e la professionalità si unisce alla dedizione umana.
Nell’omelia, il Vescovo ha espresso anzitutto un sentito ringraziamento a tutti gli operatori della struttura. «Ho visto in questo luogo professionalità, sì – ha affermato – ma soprattutto ho visto cura. E non è la stessa cosa». Ha evidenziato come, accanto alle terapie e agli esercizi di riabilitazione, “ciò di cui il malato ha più bisogno sia uno sguardo umano, una parola gentile, una presenza paziente”. Il Vescovo ha riconosciuto anche il “peso delle fatiche quotidiane di chi lavora in ambito sanitario: le preoccupazioni familiari, le difficoltà personali, la stanchezza accumulata”.
“Eppure – ha sottolineato – nonostante tutto, ogni giorno scelgono di farsi prossimi a chi soffre” Un saluto e un ringraziamento particolari sono stati rivolti alla Direttrice, dott.ssa Lucia Di Lorenzo, alla dott.ssa Giulia Pendenza, al personale amministrativo, ai medici, ai fisioterapisti, agli infermieri, a don Francesco Grassi, alle Suore Passioniste e a tutti coloro che “rendono la struttura non solo luogo di cura, ma autentico spazio di umanità”.
Un passaggio particolarmente toccante è stato rivolto ai pazienti e agli anziani presenti. Il Vescovo li ha invitati a “non sentirsi soli, soprattutto nelle ore più difficili. Cristo ha conosciuto e attraversato la sofferenza, rendendola luogo di redenzione. La fragilità – ha ricordato – non è inutile, ma preziosa agli occhi di Dio”. Richiamando l’imminente tempo di Quaresima e il significato del Mercoledì delle Ceneri, ha spiegato che la parola «Ricordati che sei polvere» non è un’umiliazione, ma una verità luminosa: “siamo fragili, ma siamo una polvere amata da Dio. Proprio nella fragilità si manifesta la forza dell’amore”.
La celebrazione si è conclusa con una preghiera perché la Nova Salus continui a essere “casa di professionalità competente e, soprattutto, di umanità viva”. Un pomeriggio semplice e intenso, segnato dalla gratitudine e dalla consapevolezza che la cura, quando nasce dal cuore, diventa autentico Vangelo vissuto.


