Il Maestro Guccini emoziona a parole la Marsica e i Musici cantano le sue canzoni



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Avezzano  –  Due serate indimenticabili quelle che Francesco Guccini ha offerto al pubblico della Cattedrale dei Marsi in occasione della  XVII edizione del Concerto di Natale, grazie all’impegno e all’organizzazione di Massimo Coccia con la sua Harmonia Novissima, con il placet e il contributo dell’amministrazione comunale.  La platea, infreddolita, ma visibilmente emozionata e impaziente, ha accolto il Maestro con un lungo applauso e una calorosa ovazione. Il cantautore modenese è tornato in scena per raccontare e rivelare oltre quarant’anni di carriera , in compagnia del giornalista, critico musicale e conduttore radiofonico, Riccardo Bertoncelli.

Guccini ha ripercorso il suo viaggio inedito, ricordando la sua prima esibizione in pubblico, all’età di quattro anni  e di come per un lungo periodo, dal ’44 al ’68 ca, sia stato anche un cantante “Rock and Roll”, che cercava di nascosto di imitare le mosse di Elvis Presley. Sarcastico e dissacrante, come sempre, il Maestro ha raccontato anche il periodo in cui fu giornalista per la Gazzetta dell’Emilia, e del suo primo articolo, anno 1959, “sui 50 anni di professione religiosa di una suora, che mi hanno fatto riscrivere 3 volte!”, per non parlare dell’intervista che fece a Domenico Modugno, del quale dice: “All’inizio non piaceva tanto”.  Ma la commozione si è fatta sentire quando parlando della canzone “Auschwitz”, ha ricordato il suo recente viaggio in Polonia, assieme a 30 scolari “di cui era terrorizzato” e dell’impressione che gli ha provocato la visione di quello che lui definisce “il più grande cimitero d’Europa senza alcuna tomba” .
“Non sono mai diventato un professionista serio, sono sempre stato un cialtrone, mi avevano anche consigliato di smettere dopo la pubblicazione di ‘Auschwitz’ ”, ha dichiarato il cantautore. Guccini non ha paura della pagina bianca, è lui stesso a ribadirlo, sebbene dal 2011 abbia deciso di smettere di scrivere canzoni e di fare concerti. Si è dedicato, però al mondo della scrittura, pubblicando diversi romanzi e dedicandosi perfino all’arte del fumetto.

La città di Avezzano, in persona del sindaco Giovanni Di Pangrazio, ha tenuto a rendere omaggio al Maestro Guccini mediante la consegna del premio ‘Kimera’. Dopo aver ritirato dalle mani di mons. Pietro Santoro il ‘17esimo premio alla carriera, la scultura realizzata da Alberto Cicerone, il cantautore ha abbandonato il palco per lasciar spazio ai Musici, storici amici, artisti e compagni di viaggio. Juan Carlos Flaco Biondini (voce e chitarre), Vince Tempera (pianoforte e tastiera), Antonio Marangolo (sax) Pierluigi Mingotti (basso) e Ivano Zanotti (batteria) hanno riprodotto i più grandi classici di Guccini, da “Noi non ci saremo”, a “L’avvelenata”, da “Il vecchio e il bambino” a “Dio è morto”, interpretata per l’occasione dall’ex cantante de I Nomadi, Danilo Sacco.

Due serate piene di storia, di emozioni, di divertimento e di musica, ma anche di solidarietà, poichè i proventi del Concerto saranno devoluti alla Caritas della diocesi reatina, a sostegno delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto scorso.

Foto e video di Manuel Conti




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