Il coraggio di cambiare e di ‘pretendere’ una nuova classe dirigente. Imprenditori, studenti e ‘donne nuove’ nella lista del candidato Stefano D’Andrea



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Avezzano. La sua vita si divide in tre città diverse: oltre Avezzano, dove è nato e cresciuto “a pane e politica”, Viterbo e Perugia.

È un avvocato e dal 2006 è un professore universitario, insegna diritto privato alla Tuscia di Viterbo.

Insieme a sua moglie, originaria di Civitella Roveto, giudice a Perugia, ha 4 figli. Tre sono gemelli, Anna, Lucia e Pietro e poi c’è Andrea.

Una vita lavorativa e privata molto impegnata quella del candidato sindaco alle prossime amministrative di Avezzano, Stefano D’Andrea, che ha raccolto l’invito di Terremarsicane “A pranzo con… il candidato sindaco”.

Alla “Locanda Corte de’ Guasconi” ci accoglie Vincenzo Mancinelli, cordiale e discreto. Mangiamo la tagliata della casa il cui sapore àncora subito al territorio in cui viviamo. Siamo ad Antrosano, nel borgo storico, quello di cui tanto si parla negli ultimi giorni. Siamo lontani dai rumori frenetici del centro a ora di pranzo.

In compagnia di un buon bicchiere di vino rosso, stacchiamo velocemente la spina e per qualche ora parliamo solo di politica e storia. In materia, l’interlocutore è quello giusto.

“Da anni lavoriamo al nostro progetto”, racconta il professore D’Andrea, anche inventore del neologismo “sovranista” che da qualche anno spopola sul web, anche se spesso tirato in ballo da questo o quello partito politico. Il candidato sindaco di Avezzano ci tiene a chiarire cosa è il Fronte sovranista italiano. “Sovranista non deve spaventare, l’idea è quella di sanare il contrasto tra Trattati Europei e Costituzione della Repubblica italiana. Il Fsi è un’associazione politica nazionale composta, attualmente, da oltre 600 soci di 18 regioni italiane e che ne ha radunati 300 a Roma, nel giugno del 2016, in occasione dell’Assemblea nazionale”.

Con D’Andrea, alle elezioni di Avezzano, però, non ci sono solo i sovranisti. Ci sono imprenditori, studenti e dirigenti che condividono non solo un progetto politico ma che sono motivati soprattutto dalla voglia di cambiamento.

“Le elezioni ad Avezzano sono un primo passo importante per affermare un modo nuovo di pensare la politica, che siamo certi prenderà piede anche in altre città”, va avanti, “siamo pronti per le elezioni anche di Pescara, di Montesilvano, per le prossime regionali. Dovremmo pretendere un cambiamento, va formata una nuova classe dirigente che possa guidare le città”. La Marsica ha bisogno di un’aria nuova  – fa intendere il candidato – che non provenga da vecchie amministrazioni, che non abbia alleanze con persone che “un po’ di qua e un po’ di là” hanno già fatto “il bello e il brutto tempo”.

Tra i suoi 24 candidati c’è Giuseppe Di Gabriele, ex dirigente di una grande azienda tedesca, al quale non è mancato il coraggio per mollare tutto a favore di una propria iniziativa imprenditoriale che oggi vanta essere di successo. C’è Luigi Piccirilli, commercialista, anche uno dei soccorritori “eroi” dell’hotel Rigopiano, impegnato nella vita del soccorso alpino da vent’anni, Antonio Bianchi, proprietario di una nota concessionaria di auto, Andrea Bove, apprezzato giornalista, noto anche per essere il figlio dell’ex presidente della Camera di Commercio, Benito, molto attivo nella vita sociale della città, Gianluigi Zauri, imprenditore nel mondo edile.

Poi ci sono facce nuove, soprattutto tra le donne, come Daniela Franciosi, insieme al fratello, il volto di uno dei ristoranti più apprezzati della Marsica, Morena De Luca, studentessa delle Belle Arti, Raffaella Cerini, impiegata nel Caf della Cisl, Alessandra Verdecchia, promotrice di una scuola stirneriana, Simona Cataldi, avvocato, figlia di Sergio Cataldi, storico ex sindaco di Avezzano.

“Puntiamo ad entrare nel consiglio comunale”, spiega D’Andrea quando chiedo quali sono le aspettative di elezione del gruppo, “in modo che Avezzano possa avere quantomeno un’opposizione. Cercheremo di avere più voti di lista possibili, in quanto i consiglieri vengono ripartiti in base al voto delle liste e non dei candidati sindaco”.

Nel programma elettorale quale è uno dei principali punti su cui fare leva?

“Sicuramente l’Università. La convenzione, così come strutturata oggi, costa ai cittadini di Avezzano 550mila euro. La facoltà di Giurisprudenza è la sede distaccata di un’altra città. Avezzano non ha la sua Università. Andrebbe rivisto tutto l’accordo. Gli studenti non hanno una loro sede, con aule degne di una Università, qui non arrivano studenti da fuori per frequentare questo corso, nessuno vive ad Avezzano per frequentare questo corso e la città non ha attrattiva alcuna per i fuori sede”.

Quando parliamo di politica D’Andrea sorride. “Sono cresciuto a pane e politica”, dice, “mio padre ha partecipato alla vita della città, è stato anche candidato al Senato. In passato a chi mi chiedeva da che parte stavo io ho sempre risposto che sono tanto anti berlusconiano quanto anti antiberlusconiano. Dal 2001 al 2012 non ho votato o ho annullato il mio voto. Non mi sono mai riconosciuto nei partiti italiani. Poi nel 2009 ho creato un blog e ho lanciato un appello al popolo”.

“L’Italia ha bisogno di un terzo Risorgimento”, conclude il candidato, “c’è bisogno che ci togliamo il cappio al collo che ci hanno messo i politici riciclati. Dagli anni ’80 in poi non abbiamo avuto più partiti veri, con ideali veri ma solo centri di potere. Berlusconi, Grillo, sono solo dei megalomani e il fatto che la gente non rida di questi narcisi che vogliono essere visti come leader mi ha sempre preoccupato. Ma io ho fiducia negli abruzzesi. Abbiamo dato i natali a uomini valorosi che hanno scritto la storia di un Paese. Abbiamo l’orgoglio di D’Annunzio, Silone, della Brigata Maiella. La storia ce lo insegna. Ci vuole solo coraggio e non ne abbiamo a volontà”.

Prima di congedarsi mi mostra i disegni di una delle figlie che ama inventare favole fatte di eroi. “Disegna e racconta storie di draghi, di principesse liberate e di castelli”. Mi legge la sua ultima favola.

Tra le righe, il coraggio e la voglia di libertà di una bambina che non ha paura.

Al via l’appuntamento di Terremarsicane “A pranzo con… Il Candidato sindaco”

 

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