Il congresso dei commercianti della Marsica e la consegna delle tessere fasciste (30 marzo-15 maggio 1927)



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La settantottesima riunione del «Consiglio di Stato» stabilì le norme e le regole per la creazione dello «Stato Corporativo». Il 21 aprile 1927, sotto la presidenza di Mussolini, si riunì «Il Gran Consiglio Nazionale del Fascismo» alla presenza di tutti i membri delle confederazioni, dei datori di lavoro e dei subordinati. Al primo punto si stabilì che: «La Nazione Italiana è un organismo avente fini, vita, mezzi d’azione superiori a quelli degli individui divisi o raggruppati che la compongono. È una unità morale, politica ed economica, che si realizza integralmente nello Stato fascista». Al secondo punto si specificò: «Il lavoro, sotto tutte le sue forme intellettuali, tecniche e manuali è un dovere sociale. A questo titolo, e solo a questo titolo, è tutelato dallo Stato» (1). Oltretutto, proprio in questo periodo venne ridefinita la figura del funzionario della provincia, con una circolare diramata da Mussolini ai prefetti (5 gennaio 1927). Di conseguenza, come ben specifica lo storico De Felice: «la figura del prefetto era destinata a mutare radicalmente: da rappresentante dello Stato il prefetto diventava il rappresentante del regime, il suo braccio secolare nelle province; in regime liberal-democratico per il prefetto, almeno in teoria, i cittadini erano tutti eguali, almeno sino a quando non avessero violato la legge; ora, invece, per il prefetto fascista venivano ad esservi a priori due categorie di cittadini, quelli ligi al regime e quelli contrari (o ritenuti tali), i fascisti e gli antifascisti» (2).

Questo insieme ben datato di nuovi indirizzi e di attuazione dei rigidi programmi fascisti, si riscontrò anche nell’impostazione della prima riunione del «Congresso dei Presidenti delle sezioni commercianti della Marsica» (30 marzo 1927), che ebbe luogo «presso la Sede della Delegazione Mandamentale Fascista dei Commercianti, con il Congresso di tutti i Presidenti e Segretari delle Sezioni Commercianti, dipendenti dall’Organizzazione di Avezzano». Scopo dell’adunanza fu quello di regolare i rapporti che dovevano stabilirsi tra la sede e le sezioni dipendenti e «per discutere in merito ai problemi che più interessano la classe commercianti della Marsica». A dare maggior rilievo all’assemblea, intervenne il delegato della confederazione fascista dei commercianti di Roma. I lavori del congresso iniziarono alle dieci e, fatto l’appello nominale, risultarono presenti: Gesualdo Capodacqua (presidente della sezione di Capistrello); Augusto Villani (Civitella Roveto); Giulio Cesare Di Cesare (S.Vincenzo valle Roveto); Pietro Mariani (Canistro); Domenico Di Cesare (Civita d’Antino); Gioacchino Baldassarre (Balsorano); Antonio Palombi (Morino); Pietro Micangeli (Magliano dei Marsi); Eugenio Taricone (Trasacco); Antonio Tancredi (Tagliacozzo); Gustavo Ludovici (Sante Marie); Francesco Colucci (Scurcola Marsicana); Gaetano Scafi (Carsoli); Matteo Maccallini (Aielli); Sante Bianchi (Luco dei Marsi); Ludovico Maussier (Collelongo); Giovanni Bianchi (Villavallelonga). Erano intervenute alla manifestazione anche tutte le altre sezioni del circondario di Avezzano. Aprì il dibattito il delegato generale, che abbozzò: «un meraviglioso discorso, tracciando le linee dell’Organizzazione Unitaria del Commercio, passando in rassegna i vari problemi». Nel suo eloquio parlò del funzionamento delle sezioni, poi, di comune accordo con gli intervenuti, fissò le norme per la tassazione dei contributi, il cui importo andava diviso in parti uguali tra federazione provinciale, delegazione mandamentale e sezioni. Terminò la sua trattazione «rivolgendo un vivo elogio all’Organizzazione Marsicana», passando poi la parola al segretario generale. Dopo il saluto indirizzato a tutti i presidenti che avevano risposto compatti all’appello, egli spiegò in maniera esauriente gli scopi dell’odierna riunione voluta dai dirigenti della confederazione: «allo scopo di determinare quei rapporti inscindibili tra la Delegazione di Avezzano e le sezioni dipendenti». Ancor più chiara fu la sua esortazione rivolta agli intervenuti per il rispetto di una solerte disciplina, elogiando il «meraviglioso edificio delle Organizzazioni Commerciali». Altri importanti dichiarazioni del delegato generale chiusero la rassegna (3). 

Le feste in onore di «Maria Ss.di Pietraquaria» interruppero per due giorni (26 e 27 aprile) la fervente attività fascista della zona. Con grande e solenne partecipazione della popolazione, si svolsero i rituali della cerimonia con messa cantata del Colasanti eseguita dalla «Schola Cantorum» di Avezzano e diretta dal professor Giovanni Mathias. Ci fu poi la processione, la gara ciclistica e l’incontro di calcio tra «la Società Sportiva Forza e Coraggio e la 2ª Centuria di Tagliacozzo della Legione Velino». La gara fu vinta dalla squadra avezzanese per quattro a uno. Seguì il concerto bandistico eseguito dai musicisti di Corato (Bari) e da quelli di Pescosolido (Frosinone). I festeggiamenti si chiusero con i classici fuochi pirotecnici della «Ditta Cancelli Luigi di Pescosolido» (4).

Sempre ad Avezzano (domenica, 8 maggio 1927), ebbe luogo: «la solenne cerimonia della consegna delle tessere fasciste agli insegnanti del circondario». Al rito collettivo, svoltosi nell’ampia sala della «Società Operaia», intervennero tutte le autorità cittadine, tra cui: il commissario del comune Alonzo, il segretario Colaneri, il segretario politico del fascio avvocato Orazio Cambise, il «Seniore» Ferri, il capitano dei reali carabinieri Tani, il commissario di pubblica sicurezza, il preside e i professori del ginnasio e dell’istituto magistrale, i regi direttori didattici del circondario, oltre a quattrocento insegnanti della Marsica, tutti applauditi da un gran numero di cittadini. Pronunciarono «elevati e vibranti discorsi, pieni di ardore e di fede», l’ispettore scolastico, professor Montanaro; il direttore didattico Eugenio Cirese; il preside del ginnasio Ercole Nardelli; il segretario provinciale dell’A.N.I.F. professor Crosta e il regio provveditore agli studi Giovanni Gentile. La cronaca giornalistica riferisce ancora che: «Tutti i discorsi sono stati interrotti spesso da vivissimi applausi e sono finiti tra le calorose acclamazioni dei presenti». 

Il congresso dei commercianti della Marsica e la consegna delle tessere fasciste (30 marzo-15 maggio 1927)
Tessere fasciste

Dopo i vari interventi dei convenuti, si distribuirono le tessere del partito. In seguito, i maestri di Avezzano: «offrirono un riuscitissimo banchetto al Provveditore, al prof.Crosta, ed alle autorità in Civitella Roveto, con l’intervento di moltissimi insegnanti della Valle Roveto i quali si unirono all’iniziativa dei colleghi avezzanesi». Elogi per la riuscitissima manifestazione furono rivolti a: Montanaro e Cirese; ai maestri Di Crescenzo, Garofalo e Iatosti (5).

La sera del 27 marzo, nella sede del fascio di Collelongo, alla presenza di tutte le autorità locali, il dottor Francesco De Medicis, segretario politico della sezione, che era stato recentemente riconfermato nella carica: «procedette alla consegna delle tessere e dei nuovi distintivi a tutti i fascisti della Sezione. Contemporaneamente la sig. De Medicis Bice, Segretaria politica della Sezione Femminile Fascista, procedette alla consegna delle tessere e distintivi a tutte le iscritte. La cerimonia altamente significativa, che fu preceduta da un elevato discorso del Segretario Politico, riuscì quanto mai imponente e si chiuse col giuramento dei nuovi iscritti passati all’Avanguardia». Infine, fu ratificata la nomina del direttorio, costituito dallo stesso De Medicis, da Ludovico Maussier (segretario amministrativo) e dai membri: Giovambattista De Caris, Giovambattista De Medicis, Manfredo Di Scenna, Giuseppe Negri. 

Anche a Cerchio si svolse l’identica «cerimonia fascista» presso la sede del fascio, per l’insediamento del nuovo direttorio, composto dai signori: Alessandro Resch (segretario politico); dottor Antonino Russello (segretario amministrativo); Isidoro Continenza (comandante della milizia); Vincenzo Sperandio, Antonio Di Gravio, Biagio Jannicca (membri). Il numero degli intervenuti fu notevole, tra cui vanno elencati il podestà Stefano Marcanti, il maresciallo dei reali carabinieri Aldo Paolucci «il Fascio femminile al completo, con a capo la zelante segretaria gentildonna Ida Marchesa Rossi di Caprarica, la Milizia e il corso premilitari comandati dal signor Carusoni Domenico». La cronaca esaltò, come sempre, gli intervenuti alla cerimonia: «Il segretario politico sig. Resch, fascista della prima ora, e tenente della Milizia, interrotto spesso da fragorosi applausi, ricordò le varie tappe del fascismo dal giorno della fondazione ad oggi, lesse il messaggio di Mussolini, invitò tutti i fascisti a giurare, e poi procedette alla consegna delle nuove tessere, e dei nuovi distintivi. Infine inneggiò al Duce con fervidi Alalà che furono ripetuti ad alta voce, e con entusiasmo da tutti i presenti». Avanguardisti, balilla, milizia volontaria e una rappresentanza del fascio di Avezzano fecero eco all’enfasi generale (6).

Come completamento delle notizie riportate dallo stesso giornale in quei giorni, possiamo citare le lamentele espresse dal sindaco di Capistrello (Bizzarri), il quale segnalò che il nuovo acquedotto, costruito per il fabbisogno d’acqua potabile: «costato  somma ingente allo Stato, e per il quale il Comune ha contribuito non poco, nonostante le non liete condizioni del Bilancio, soltanto per qualche giorno ha funzionato», all’improvviso cessò di fornire acqua agli utenti dalle fontane sparse lungo il Viale del Liri. Così, la popolazione, dopo anni di attesa rimase: «ancora insoddisfatta nella legittima aspettativa di una delle principali ragioni di vita» (7).

NOTE

  1. Partito Nazionale Fascista, Il Gran Consiglio nei primi cinque anni dell’Era Fascista, Tipografia del Littorio, Roma, maggio 1927, p.217.
  2. R.De Felice, Mussolini il fascista, II. L’organizzazione dello Stato fascista 1925-1929, Giulio Einaudi editore, Torino 2019, p.302.
  3. Il Risorgimento d’Abruzzo e Molise, Anno IX – Num.695 – Roma, 10 Aprile 1927. Corriere di Avezzano. Il Congresso dei presidenti delle sezioni commercianti della Marsica.
  4. Il Messaggero, Anno XLIX – N.102 – Sabato, 30 Aprile 1927, p.6, Corriere di Avezzano. Le feste in onore di Maria Ss. Di Pietraquaria.
  5. Il Risorgimento d’Abruzzo e Molise, Anno IX – Num.704 – Roma, 15 Maggio 1927. Corriere di Avezzano. La consegna delle tessere fasciste agli insegnanti del circondario di Avezzano, p.2.
  6. Ivi, Anno IX – Num.695 – Roma, 10 Aprile 1927. Corriere di Collelongo. Consegna delle tessere fasciste. Corriere di Cerchio. Cerimonia fascista.
  7. Ibidem, Corriere di Capistrello. Il nuovo acquedotto di Capistrello.


Redazione Contenuti

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