I trasporti per far uscire la Marsica dall’isolamento, incontro di Antonietta La Porta (Lega) a Lecce nei Marsi



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Lecce Nei Marsi –  “Lecce abbandonata, Lecce non esiste più. Me lo hanno detto i cittadini che ho incontrato. Come far uscire una zona cosi bella dall’isolamento al quale l’ha condannata una politica scellerata? Il primo passo da fare è collegare questa zona con la Capitale con il mezzo più sicuro, ecosostenibile, economico: il treno.

Non è possibile che una distanza che potrebbe essere fatta in un’ora attualmente richiede il doppio del tempo.” Continua La Porta ricordando alla platea che il suo interesse per il collegamento Marsica Roma parte da lontano in quanto componente dell’Osservatorio Trasporti del movimento di Civiltà Italiana che già quattro anni fa fece un convegno proprio ad Avezzano per affrontare l’argomento. “Come ho avuto modo di dire in più occasioni non occorre un treno ad alta velocità , non esisterebbero i presupposti, ma un treno veloce. La tratta potrebbe essere gestita dalla Tua, ex Sangritana, con mezzi già a disposizione che, attualmente, pesano solo sui bilanci.”

Le ricadute positive sarebbero tantissime. “Pensiamo a leccesi e marsicani in genere che, lavorando a Roma, potrebbero fare i pendolari ed invece sono stati costretti ad accollarsi mutui onerosi per vivere in periferia mentre avrebbero potuto utilizzare case di famiglia nel loro paese di origine, pensiamo agli studenti che, invece di affittare una camera a 500 euro al mese potrebbero spostarsi col treno e vivere in Marsica.”  Un collegamento ferroviario avrebbe anche ricadute per quanto riguarda il discorso turistico. “Qui siamo nel Parco e dal Parco dobbiamo trovare la vita. Vita significa creare anche occasioni di sviluppo economico. Il parco va tutelato ma al tempo stesso reso fruibile, e, tornando ai trasporti, raggiungibile.”

A conclusione del suo intervento Antonietta La Porta ha ribadito il suo impegno per il territorio marsicano “Insieme ad Angelosante lotteremo per ridare dignità all’Abruzzo Interno. Abbiamo creato un asse marsico-peligno perché i due territori hanno problematiche simili, sanità, tribunali, isolamento. Partiamo dal buonsenso, come dice il nostro leader Matteo Salvini e con il lavoro possiamo passare dalle parole ai fatti.