I fiori delle nostre montagne


È opinione comune che nelle zone di montagna le condizioni climatiche non permettano la vita ai fragili e delicati fiori. Invece le cose stanno ben diversamente: numerose sono le specie di fiori che si adattano meravigliosamente a vivere in tutte le zone di montagna, dalle praterie dei fondovalle alle rocce delle cime più impervie, dai boschi ombrosi alle soglie dei ghiacciai perenni.

È vero che le condizioni climatiche non sono sempre le migliori ma la natura ha provveduto a dare ai fiori forme e strutture particolari, per mezzo delle quali essi riescono ad adattarsi perfettamente all’ambiente in cui vivono. La maggior parte dei fiori sboccia su piantine piuttosto basse e, a volte, persino striscianti sul terreno. Questa particolarità ha una funzione ben precisa: permette ai fiori di essere meno esposti alle bufere e di godere del tepore che il terreno emana. In contrasto le radici hanno un notevole sviluppo. Esse servono per ancorare fortemente al suolo le piantine che i venti di montagna potrebbero facilmente sradicare. I vivaci ed appariscenti colori di quasi tutti i fiori hanno lo scopo di attrarre gli insetti che favoriscono l’inpollinazione.

Molti fiori sono provvisti di lanuggine che ha la funzione di assorbire parte delle radiazioni ultraviolette e di proteggere dal freddo evitando l’eccessiva traspirazione. I più comuni sono: la Scarpetta di Venere, spettacolare e rarissima orchidea, il Giaggiolo della Marsica scoperto per la prima volta proprio al Parco Nazionale d’Abruzzo tantissimi anni fa, la Pinguicola di Villetta Barrea, piccola pianta carnivora, la rarissima orchidea fantasma, chiamata così perché le sue piccole dimensioni e i colori molto tenui la rendono mimetica.

Bocca di lupo

Ma tra le tante spettacolari fioriture possiamo ricordare anche: Androsace Appenninica, Anemone epatica, Aquilegia comune, Astro delle Alpi, Bocca di lupo, Bucaneve, Campanula a foglie di pesco, Campanula a mazzetti, Cicerchia primaticcia, Colombina solida ,Dafne mezereo, Dentaria bulbifera, Elleborine violacea, Erba parnassia, Erba-perla azzurra, Euforbia cipressina, Garofano minore, Genziana appenninica, Geranio cenerino, Geranio dei prati, Giaggiolo della Marsica, Giglio martagone, Giglio rosso, Hepatica, Iperico, Lampascione, Melittis, Muscari ignorato, Orecchia d’orso, Peverina a foglie strette, Semprevivo ragnateloso.
Purtroppo alcune specie sono in estinzione come il Giaggiolo della Marsica (Iris marsica) e all’Astragalo Aquilano (Astragalus aquilanus), la: “Scarpetta di Venere” (Cypripedium calceolus); l’ “Adonide Ricurva” (Adonis distorta); la “Androsace di Matilde” (Androsace mathildae); la “Serratula” con foglie di erba-sega (Klasea lycopifolia).

Ma l’intervento dell’uomo, seppure distrugge in alcuni casi, in altri pone rimedio e si sta facendo di tutto per recuperare queste preziose specie. E la speranza ce la da la scoperta qualche anno fa di una colonia della Adonis vernalis (adonide primaverile), considerata estinta fino al 1997.


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