I comuni in ritardo nei pagamenti di beni e servizi, obbligati a distogliere fondi da altri servizi per garantire i debiti pregressi



Tagliacozzo – Nei giorni scorsi il Sindaco del comune di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio, aveva emanato una nota stampa per comunicare che il MEF aveva preso atto della riduzione di oltre il 10% dei debiti commerciali del comune rispetto all’anno precedente. Per tale ragione, la sua amministrazione non dovrà effettuare accantonamenti in bilancio sul fondo di garanzia per pagare i debiti accumulati. In altre parole, ci saranno più risorse in bilancio per la comunità.

Ma cos’è il fondo di garanzia per i debiti commerciali? E perché va inserito nel bilancio dei comuni? È la domanda che abbiamo rivolto alla dottoressa Geltrude Scatena, commercialista e ex ViceSindaco del comune di Capistrello

Il fondo di garanzia è un fondo che va accantonato obbligatoriamente, a garanzia appunto, di debiti commerciali, nel caso in cui lo stock dei debiti dell’anno non si sia ridotto di almeno il 10% rispetto a quello dell’anno precedente, e il ritardo nei pagamenti sia superiore ai termini di legge.

Come viene stabilita questa quota da accantonare?

Il calcolo varia a seconda del ritardo accumulato nell’effettuare i pagamenti stessi. Va da un massimo del 5% degli stanziamenti per acquisto di beni e servizi, per ritardi superiori a 60 giorni, a un minimo dell1% per i ritardi compresi tra uno e dieci giorni.

Com’è la situazione negli altri comuni marsicani?

Il nostro comune, per esempio, ha dovuto accantonare il massimo, che è pari a € 52.562,32. Risorse ovviamente da sottrarre ad altri servizi per poter costituire il fondo stesso.

Perché succede ciò? Cosa non funziona nella macchina amministrativa?

È quanto mi sono chiesta anch’io ma evidentemente non ho una risposta. La domanda andrebbe rivolta ad altri. La mia non vuole essere una polemica politica, vuole solo essere un pungolo a chi può e, permettetemi di dirlo, deve fare di più, affinché questi parametri migliorino, senza essere costretti a togliere risorse ad altri servizi.

Cosa può fare la politica in tal senso?

Non è tra i compiti di chi amministra fare i pagamenti, chi amministra può solo cercare di adottare e adattare misure più o meno premianti ai risultati conseguiti. Certo occorre rendersi conto che questi accantonamenti sono soldi in meno da poter destinare ad altri scopi. Mi chiedo se in questi tempi di pandemia, con le sofferenze sociali ed economiche che creano difficoltà enormi a famiglie ed imprese, non sia più giusto, da parte di tutti, cercare di ottimizzare le risorse che si hanno!

La legge n. 145/2018 ha introdotto misure per garantire il tempestivo pagamento dei debiti commerciali e la riduzione del debito pregresso per assicurare una corretta gestione dei crediti commerciali. Dal 2021, i comuni inadempienti sulla situazione contabile dell’anno precedente, hanno l’obbligo di accantonare, nella parte corrente del proprio bilancio, una quota delle risorse che varia a seconda dell’entità della violazione.