I bambini della scuola primaria di via Delle Industrie di Avezzano si mobilitano per la pace” armati di carta e colori”



Avezzano – Non si può tacere. Neanche con loro. Le atrocità della guerra sono complesse da spiegare e con i bambini si preferirebbe non doverne mai parlare. Eppure con notizie come queste che con foto, reportage e video dell’invasione russa in Ucraina appaiono ovunque, diventa quasi impossibile farne a meno. I bambini percepiscono immediatamente l’ansia e la paura provata dai più grandi e al contempo comprendono se in ciò che gli viene detto ci sia sincerità. “La televisione è un elettrodomestico più pericoloso di una stufa”, diceva Mario Lodi, ma se un bambino armeggia vicino ad una stufa, come minimo ci dev’essere un adulto a guidarlo, se invece guarda la tv, che è molto più pericolosa di una stufa, spesso gli adulti non sono accanto. I bambini guardano, ci ascoltano e sono come spugne. Nel bene e nel male. Anche i bambini di via delle Industrie hanno realizzato disegni, poesie cartelloni per dire il loro no alla guerra, esternare a tutti il loro desiderio di pace e manifestare la loro vicinanza al popolo ucraino.

Molte le iniziative in tutte le classi di via delle Industrie. Le domande dei bambini hanno trovato negli insegnanti ascolto, comprensione. Gli alunni della scuola primaria di via delle Industrie hanno tappezzato il cancello con disegni e nastri dove il messaggio è univoco: pace, pace, pace. Partita dal basso, senza input ministeriali perché tra i banchi di via delle Industrie si lavora da anni sull’educazione alla pace; decine di iniziative continuano a farsi sentire. La scuola sta facendo tutto ciò che è in suo potere per offrire un racconto diverso da quello che ci piove addosso dai media. Siamo artificieri, non bombaroli. Parliamo una lingua diversa.
Facciamo lezioni diverse. Lezioni di comprensione di ciò che accade, ma soprattutto raccontiamo chi cerca di mettere pace. La guerra è tutt’altro che necessaria. Piuttosto è una scelta, così come quella di aiutare gli altri, di fare solidarietà o fare la pace E ciò può avvenire in un’unica maniera, ovvero educando al rispetto reciproco, insegnando l’importanza dei valori e dell’ardua conquista dei diritti umani avvicinando i bambini alla coesione, alla diversità culturale e alla condivisione. E la scuola di via delle Industrie sta seminando bene. Fanno rumore, cannoni della cultura. Un ringraziamento all’ottimo lavoro degli insegnanti e alla loro Dirigente, dottoressa Franca Felli. 



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