Gli incontri tra Luchino Visconti e Roberto Rossellini a Verrecchie e il “neorealismo cinematografico” negli anni della seconda guerra mondiale



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Cappadocia – E’ giunto alla nostra Redazione un racconto del Prof. Giorgio Giannini sul “neorealismo cinematografico”, il nuovo cinema nato dopo la seconda guerra mondiale e sugli incontri avvenuti a Verrecchie, frazione di Cappadocia, tra Luchino Visconti e Roberto Rossellini, due grandi registi italiani.

Dal 1943 al 1944, i drammatici anni della seconda guerra mondiale, si narra che a Verrecchie Luchino Visconti e la sorella minore Uberta, per fuggire i bombardamenti alleati su Roma, trovarono rifugio nella casa di Fidalma Federici, governante di Uberta. Con loro c’era anche Massimo Girotti (impegnato a Tagliacozzo a girare alcune scene del film di Rossellini Desiderio del 1946) con la moglie.

Nello stesso periodo, nella casa di Emilio Salciccia, costruita nel 1926 lunga la strada che porta a Cappadocia, nel rione chiamato “Alto la terra”, nella parte alta di Tagliacozzo, c’era anche Roberto Rossellini con la moglie Marcella De Marchis (dalla quale si sta separando) e i due figli Romano e Renzo.

Dopo l’arrivo dei tedeschi a Tagliacozzo, nel settembre del 1943, Rossellini portò la moglie e i figli nella casa di Fidalma a Verrecchie. Egli però rimase nella casa di Tagliacozzo, insieme con la compagna del momento, Roswita  Schmitd, una delle protagoniste del film Desiderio, che prima alloggiava, con il resto della troupe cinematografica, nell’albergo Moderno di Tagliacozzo.

Ed è proprio in quel periodo che Visconti e Rossellini, conoscenti da alcuni anni, si incontravano di frequente nella casa di Fidalma a Verrecchie e, durante questi incontri, i due intellettuali parlavano del futuro del cinema italiano e di quello che poi sarebbe stato definito “neorealismo cinematografico”.       

A questo riguardo, c’è una recente testimonianza di Renzo Rossellini (presidente della Fondazione intitolata al padre Roberto) raccolta il 25 gennaio 2021 dalla Prof.ssa Caterina Capalbo, autrice del libro  Roma città aperta. Un film non del tutto svelato (pubblicato recentemente dalla Società Editrice Dante Alighieri), presentato venerdì 30 luglio al Teatro Talia di Tagliacozzo nell’ambito del Festival Internazionale di Mezza Estate.

Sarebbe opportuno che il Comune di Cappadocia mettesse una targa sulla parete della casa di Fidalma a Verrecchie per ricordare la presenza di Luchino Visconti e di Roberto Rossellini e le loro discussioni sul futuro “neorealismo”. Questo è quanto si auspica il Prof. Giannini.