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Fiume Liri, per il WWF Abruzzo Montano, fare i controlli sulla qualità delle acque a valle di Balsorano non serve a nulla

Valle RovetoAntonello Santilli, Presidente dell’Associazione Provinciale WWF Abruzzo Montano, esprime preoccupazione sullo stato di salute del fiume Liri perché a nemmeno un mese dalla ripresa delle attività produttive, le sue acque già presentano rilevanti tracce d’inquinamento.

«Sia ben chiaro.» ci dice Santilli, «Noi non abbiamo un approccio di tipo ideologico sui temi dell’ambiente. Il nostro è un profilo di interesse caratterizzato ovviamente da un’estrema attenzione alla tutela della natura ma capiamo benissimo che la società, senza l’industria, non può andare avanti. Ovviamente ogni attività va pensata dentro un contesto che rispetti l’interesse pubblico, in primis, il patrimonio naturalistico, che è di tutti.»

Sui Contratti di Fiume, il Presidente del WWF esprime qualche perplessità perché fino ad oggi, almeno per quanto riguarda la Valle Roveto, non avrebbero mai avuto, a suo dire, risvolti di concretezza a beneficio del territorio. Per Santilli tutto è rimasto a livello teorico o, al massimo, i Contratti di Fiume sono serviti come pretesto per qualche convegno fine a se stesso.

Cosa c’è nell’acqua che scorre nei canali del Fucino?

«Ovviamente, parlo come volontario, con tutti i limiti della conoscenza specifica su fatti puntuali relativi a questi controlli, che evidentemente vengono fatti a un livello troppo alto, altrimenti non si spiegherebbe perché i depuratori funzionano come funzionano, ma si continua a permettere che ciò avvenga. Noi non vogliamo puntare il dito contro l’agricoltura, ci basterebbe che venga garantito il buon funzionamento dei depuratori.»

E sui controlli?

«Per quanto ci riguarda, chi fa il controllo dei canali neanche ci interessa. Quello che chiediamo è che si arrivi a gettare nel Liri, acqua depurata, priva di agenti inquinanti. I controlli dell’Arta per esempio, nel fiume Liri, vengono effettuati a valle di Balsorano, dove praticamente l’acqua si è già riossigenata e i livelli delle sostanze inquinanti, sono sotto i limiti dei parametri fissati. Le nostre denunce invece, riguardano tratti di fiume più a monte. Stiamo parlando di Morino, di Civitella Roveto, Canistro e ancora più su, dove, a quanto mi risulta, non c’è uno storico dei rilevamenti effettuati.»

Quindi bisogna andare a cercare nei punti giusti?

«Se si decidesse di affrontare il tema del monitoraggio in questi termini e su questi tratti, con una logica che non vuol essere quella della caccia alle streghe ma che al contrario, intende comprendere la natura e l’entità del problema per studiare le opportune contromisure, allora si potrebbe cercare di intervenire in maniera selettiva sui depuratori che non funzionano o funzionano male.»

Mettere in regola i depuratori però costa.

«Certo, ma qui parliamo di risorse pubbliche che devono entrare in ballo. Le attività produttive, devono essere sostenute e incentivate sulle misure di prevenzione dell’inquinamento, perché si tratta di interventi strutturali sulle filiere produttive che hanno costi rilevanti. Sono questi gli investimenti sull’ambiente e sull’economia verde, di cui tanto si parla.»   

Per Santilli, le aziende, sostenute dalla finanza pubblica, potrebbero dotarsi di adeguati sistemi di depurazione e di idonei siti di stoccaggio delle materie prime. Questo secondo punto per lui, è importante, perché fra le fonti d’inquinamento, ci sono quelle derivanti dalle acque di prima pioggia.  L’azione erosiva delle piogge andrebbe a dilavare i materiali stoccati nei depositi industriali, trasportando le scorie nei fossi e nei letti dei fiumi.

Cosa pensa di fare concretamente il WWF per il fiume Liri?

«Noi ovviamente continuiamo con la nostra opera di sensibilizzazione indirizzata all’opinione pubblica ma anche a chi governa i processi delle scelte politiche. Siamo sentinelle sul territorio e vigiliamo, non contro qualcuno, ma semplicemente a favore dell’ambiente. Siamo perfettamente consapevoli che l’economia, il lavoro e le attività industriali fanno girare tutta la società, ma siamo del parere che ci sia il modo per far coesistere l’attività d’impresa con la tutela dell’ambiente, basta solo volerlo fare.»

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