Febbraio 2012 – Febbraio 2022: 10 anni dal folle mese della leggendaria nevicata che terminò con un’ondata di caldo anomalo



Avezzano – Oggi 1 febbraio 2022 ricorre il decimo anniversario della leggendaria nevicata del febbraio 2012 che ricoprì e paralizzò la Marsica. Già nella serata del 31 gennaio si potevano ammirare dei fiocchi di neve scendere dal cielo ma nessuno si poteva aspettare ciò che sarebbe successo nei giorni successivi. La mattina del 1 febbraio 2012 sulle strade marsicane era presente una discreta quantità di neve che ha comunque costretto parte dei cittadini a rinunciare ad andare a lavorare ed ha fatto rimanere a casa gli studenti (bei tempi senza dad!). Nei primi giorni di febbraio si alternavano continue nevicate a brevi momenti di quiete metrologica. Fortunatamente qualcuno, grazie alle previsioni meteorologiche ed allarmato dal non cessarsi della bufera, aveva fatto scorte in casa di beni di prima necessità, anche se in quei giorni si sentì narrare di vicini di casa, soprattutto nei condomini, che misero in comune le loro risorse.

La mattina del 3 febbraio 2012 la grande sorpresa: una montagna di neve, che in alcune zone abitate della Marsica aveva superato anche il metro d’altezza, era presente sulle strade, paralizzando di fatto tutto il territorio. Mezzi di trasporto in tilt e amministrazioni comunali che cercavano disperatamente di porre rimedio all’inaspettata calamità e limitare i danni. Il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, invitò tutti i cittadini a restare nelle loro case. In pochi avevano vividi nella mente il ricordo degli unici precedenti storici narrabili di tale entità: infatti per il primo bisogna tornare a quando, affissi sui muri delle case, i calendari segnavano gennaio 1956; per trovare un’altra bufera perfetta antecedente al 1956 invece bisogna riavvolgere le memorie fino a marzo 1929. Quando la situazione neve si stabilizzò, intorno al 5 febbraio, in molti uscirono ad ammirare i loro nuclei abitativi nell’insolita veste. Ad Avezzano la scalinata della cattedrale si trasformò in una spettacolare pista per bob e slittini e venne presa d’assalto dai ragazzi ancora in vacanza dalla scuola. Bollettini meteo si diffondevano su Facebook, il social più in voga in quel periodo storico, e aggiornamenti live arrivavano dai vari comuni. Nella Marsica, intorno al 6 febbraio, si attivò anche il 9° regimento alpini, mettendo a disposizione i propri mezzi di soccorso, salvando diverse persone bisognose d’aiuto. Nonostante ancora la presenza di una quantità ingente di neve che non accennava a sciogliersi, la situazione per quanto riguarda la viabilità tra i vari comuni marsicani iniziò a normalizzarsi dopo il 15 febbraio ed i ragazzi tornarono a scuola. È da precisare che il fenomeno non fu circoscritto solo alla Marsica, ma fu una vera e propria calamità naturale che si abbatté su tutta l’Europa e su parte del Nord Africa, causando circa 650 morti, dei quali almeno 57 solo in Italia. La leggendaria nevicata di febbraio 2012 è stata preceduta da una stagione autunnale caratterizzata da una scarsa piovosità, con l’eccezione delle zone alluvionate di Liguria e Sicilia, e da una precedente fase invernale non particolarmente fredda e scarsamente nevosa.

Dal punto di vista sinottico meteorologico le cause di tale evento è da ricercare nelle due potenti irruzioni di aria fredda di matrice artica continentale provenienti dalla Russia e dalla Siberia, che favorite dall’unione tra l’anticiclone delle Azzorre e l’anticiclone russo-siberiano (ponte di Voejkov), si sono abbattute sul territorio italiano a distanza di una settimana l’una dall’altra generando ciascuna una ciclogenesi sul Mediterraneo per contrasto con l’aria mite e umida preesistente. Ciò ha dato origine alla grande fase precipitativa unita al brusco abbassamento delle temperature con termiche a 850 hPa di -15 °C sulle Alpi e -10 °C sulle regioni centrali italiane. Si sono avute nevicate molto abbondanti fino in pianura soprattutto sul versante adriatico ed in parte anche su quello tirrenico, con annessi fenomeni di burian e di tormente di neve. Ad innescare una tale configurazione barica-sinottica è stato un evento di riscaldamento stratosferico occorso nella stratosfera a metà gennaio 2012: Tale fenomeno ha contribuito al rafforzamento dell’anticiclone russo-siberiano dal quale sono giunte masse d’aria gelide di matrice continentale. Nonostante durante questo periodo si siano registrate temperature record ben al di sotto delle medie stagionali, la seconda metà di febbraio prese una direzione completamente opposta.
Salvo altre spruzzate di neve il 20, 22 e 29 febbraio, la terza decade del mese è stata caratterizzata da un’ondata di caldo anomalo.



Minime assolute del mese

Avezzano: -24,2°c
Avezzano est: -21,5°c
Campo Felice: -32,1°c
Capestrano: -15,6°c

Castel di Sangro: -20,4°c
Capistrello: -21,9°c
Carsoli: -13,3°c
L’Aquila Cansatessa: -19,1°c

Monte Genzana: -13,8°c
Navelli: -25,1°c
Ovindoli: -18,3°c
Passo Godi: -18,6°c

Pescasseroli: -20,2°c
Pietrasecca: -13,2°c
Pizzoli: -13,3°c
Rocca di Mezzo: -19,3°c

Santo Stefano di Sessanio: -16,0°c
Scanno: -13,0°c
Tagliacozzo: -28,6°c
Valle del Salto: -25,5°c

Marsia: -35,8°c
Piani di Pezza: -37,4°c

Medie del mese

Avezzano: -1,6°c
Avezzano est: -1,6°c
Campo Felice: -6,6°c
Capestrano: 1,1°c

Castel di Sangro: -1,2°c
Capistrello: -1,2°c
Carsoli: 1,3°c
L’Aquila Cansatessa: -0,4°c

Monte Genzana: -6,6°c
Navelli: -3,1°c
Ovindoli: -3,6°c
Passo Godi: -5,0°c

Pescasseroli: -3,0°c
Pietrasecca: -0,6°c
Pizzoli: -0,4°c
Rocca di Mezzo: -3,9°c

Santo Stefano di Sessanio: -2,6°c
Scanno: -1,6°c
Tagliacozzo: -3,3°c
Valle del Salto: -1,9°c

Marsia: -6,5°c
Piani di Pezza: -7,6°c
Tabelle delle temperature minime assolute e medie del mese riportate dalla rete meteo AQ Caput Frigoris



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