Elezioni, il Pd si schiera e parla di Orde barbariche, Cia, Fbi, Trump e Russi e degli interessi stranieri su Avezzano. Il presidente della pro loco fa lezioni di giornalismo



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Avezzano. Elezioni amministrative di Avezzano, tutto e il contrario di tutto, come in una buona o cattiva campagna elettorale che si rispetti, a colpi di annunci, smentite e anche di qualche conferma.

Tutto nella norma, direbbe qualcuno. Non lo dicono gli attenti lettori che qualcosa che non va lo hanno pur notato.

E’ notizia di solo qualche ora fa che la locale sezione del partito democratico si è schierata con l’attuale sindaco Gianni Di Pangrazio. Qualcuno d’altronde si aspettava anche questo considerato che il fratello del sindaco, Giuseppe Di Pangrazio, milita da anni nel partito, cresciuto in maniera esponenziale ad Avezzano, città da sempre (o quasi) di destra, proprio con l’elezione dell’attuale primo cittadino.

Ebbene, il Pd ha inviato una nota alla stampa in cui acclama l’appoggio a Di Pangrazio, titolandolo le “Orde Barbariche”. Qui si legge della campagna elettorale di Trump con l’ingerenza russa e addirittura si lancia un’occhiataccia a Cia e Fbi.

“Siamo in piena campagna elettorale Amministrativa per il Comune di Avezzano e già si delineano gli schieramenti”, scrive il Pd a firma dell’esecutivo e del segretario Giovanni Ceglie, “Oggi la novità, rispetto al passato, e` quella di vedere in campo candidati che sono portavoce di interessi di altri territori. Non passa inosservato che almeno un candidato Sindaco sia supportato da Consiglieri Regionali o Parlamentari che nulla hanno a che vedere con Avezzano o meglio che si affacciano nella nostra Arena Elettorale solo per estendere il loro controllo sull’unico territorio abruzzese che sta risorgendo nella Provincia dell’Aquila. Si sta ripresentando il caso delle elezioni americane dove oggi la CIA e L’FBI hanno dichiarato l’esplicita ingerenza dei Russi nella campagna elettorale di Trump, russi che certamente non si muovono mai per altruismo”.

“In piccolo, anche qui nella Marsica interessi stranieri, rispetto al territorio, si stanno muovendo con le proprie truppe cammellate, tra cui anche fuoriusciti locali e delatori, per poi aggredire e depredare l’unico centro che sta dimostrando di rinascere. Avezzano e` ritornato ad essere il Faro della Marsica  grazie all’azione incessante del Sindaco Gianni Di Pangrazio e della sua Amministrazione”, vanno avanti, “Avezzano e` l’unica città Abruzzese che ha speso 22.5 Milioni di Euro per la messa in sicurezza delle sue scuole, buttandole giù e ricostruendole quando necessario. L’Aquila, nonostante gli oceani di euro profusi dallo Stato e` ancora al palo. Avezzano e` una citta` Cardioprotetta, in graduatoria subito dopo Rimini sempre grazie all’impegno del nostro Sindaco. Avezzano e` stata premiata nel 2013 e 2014 per la raccolta differenziata. Inoltre, chi e` andato a Roma a sbattere la mano sul tavolo per proteggere il nostro Tribunale dalla imminente chiusura? E sempre a Roma (al MEF) chi si e` battuto per il salvataggio della Cartiera? Ancora, chi sta alzando la voce per  Neurochirurgia dalla rapina di un Barone aquilano che fa la spesa nel nostro territorio, sempre il nostro Sindaco Di Pangrazio”.

Infine arriva l’affondo sul degrado e la desolazione in cui vivono i vicini di casa, quelli che in caso di sciagure naturali, però, siamo tutti pronti ad andare a soccorrere.

“Se si vede la desolazione e il degrado della Valle Peligna, del Celanese o l’abbandono Aquilano a nove anni dal Terremoto, si capisce perche` tutti si muovono per assaltare l’unica realta` della Provincia  in ripresa”, continua la nota, “Ma solo chi è di Avezzano ed ama il suo territorio può lavorare per riportarla al naturale ruolo di Capitale della Marsica. Non si può dimenticare che è stata salvata la sede dell’Agenzia delle Entrate e quella dei Vigili del Fuoco che anzi e` stata potenziata. Siamo stati presi d’esempio da altre regioni per il progetto del Microcredito finanziato grazie anche a svariati stipendi devoluti dal nostro Sindaco”.

“Sindaco, continua dritto sulla tua strada virtuosa, noi cittadini lasceremo fuori le mura della citta` le orde barbariche che si stanno affacciando”, conclude la nota.

Da riconoscere il fatto che almeno il Pd non se la prende con i giornalisti.

Come invece ha fatto il portaborse del consigliere regionale Gianluca Ranieri, Giorgio Fedele (5 Stelle) quando Terremarsicane annunciò uno dei primi nomi che si fece nel Movimento per la candidatura ad Avezzano. Quando il giornale parlò di un incontro con il candidato Leonardo Casciere Fedele se ne uscì con la macchina del fango in movimento contro di loro e addirittura di giornalisti assoldati dal potere per scrivere stupidaggini. Domenica scorsa, Giuseppe Alonzi ex attivista del gruppo di Ranieri e Fedele, ha parlato dello stesso incontro al microfono della riunione dei Meetup marsicani, dicendo in diretta streaming che per dissenso proprio su questo fatto è stato cacciato dal movimento.

In quella occasione Casciere, interpellato sul fatto, con un fare educato e disponibile disse che non aveva avuto nulla da ridire sull’articolo in quanto ognuno faceva il proprio lavoro.

Poi c’è stato il suo affondo per una chiamata mancata a cui il giornalista non aveva risposto, per un’altra vicenda, però, che ha scatenato una serie di post sui social di sostenitori e non che provocarono non altro che imbarazzo a tutti i protagonisti.

Si va avanti con la smentita del nome di Armando Floris tra la rosa di candidati a cui Floris ci tenne a dire seccatamente “no”, smentendo l’articolo in cui si diceva che in un incontro era stato scelto lui. Dopo una decina di giorni arrivò un nuovo incontro e di nuovo tornò il suo nome. Scatta il nuovo articolo, a cui, fortunatamente, non c’è stata smentita o correzione.

Il candidato sindaco Gabriele De Angelis, insieme a Claudio Tonelli, Felicia Mazzocchi e Massimo Verrecchia, “addirittura” hanno ringraziato durante le loro conferenze la stampa sottolineando il ruolo dei giornalisti che spesso “suppliscono” le mancanze della politica, scrivendo e portando all’attenzione dei cittadini le cose che non vanno.

Nazzareno Di Matteo al microfono del Pinguino Village ha ringraziato pubblicamente la nostra testata e i giornalisti presenti.

Spesso e volentieri nel mirino dei giornalisti c’è finito il sindaco Gianni Di Pangrazio, che a differenza dei suoi sostenitori alla fine non si è mai sottratto al confronto/scontro diretto e ha chiarito che i suoi toni nei confronti della stampa si sono alzati solo quando sui giornali c’è finito un suo familiare per una vicenda personale. E siccome i figli sono figli, il suo risentimento verso alcuni pezzi è stato dettato più dalla pancia che da altro. E sinceramente, visto che quegli articoli li firmavo io, so bene di cosa parlava e difficilmente riesco a dargli torto. Nel senso, si intende, che capisco il senso di protezione che ha un genitore. Chiarite le rispettive posizioni con il sindaco e chiarito che quando i giornalisti sono giornalisti quando fanno i giornalisti e non quando fanno gli impiegati, con il sindaco c’è stata una stretta di mano, un caffè insieme e il mio augurio sincero a una buona campagna elettorale.

Meno gradevole ai giornalisti non impiegati (Fortàpasc, 2009) è risultato il pensiero del presidente della Pro loco di Avezzano, Edoardo Federico Tudico, lasciato in un’intervista in esclusiva alla testata on line Marsicanews.

Tudico non ha gradito il fatto che Terremarsicane abbia ipotizzato la candidatura di alcuni esponenti della Pro loco alle prossime elezioni. Tra la rosa dei nomi c’era anche quello di suo figlio, neo eletto presidente del patto territoriale. Notizia, quella della candidatura di esponenti della Pro loco, ripresa anche dalla testata Marsicalive (a conferma che o siamo tutti pazzi visionari o che facciamo solo i giornalisti).

E così è arrivato prima un comunicato in cui si smentiva categoricamente la notizia (che qui non si può dire da dove veniva perché fortunatamente esiste la non rivelazione delle fonti per i giornalisti), che però era a firma della Pro loco e non del presidente e poi è arrivata l’intervista. A quanto pare Tudico non ha gradito nemmeno un articolo in cui c’era scritto che il presidente della Regione Luciano D’Alfonso aveva bocciato i finanziamenti alla manifestazione “Settimana Marsicana”. Per Tudico non è così che si dice, ci sono modi e modi e noi abbiamo scelto quello sbagliato.

Sulle pagine dell’altra testata, allora, ha tenuto a precisare:

“La “Settimana Marsicana”, tenutasi ad agosto, ha dimostrato che lo è, e quest’anno faremo ancora meglio. Riguardo al modo in cui è stata trattata la notizia, come quella su presunte candidature di appartenenti al nostro Direttivo, dispiace dover sottolineare una cosa per me ovvia, e cioè che i bravi giornalisti non sono quelli che prendono le querele, secondo l’idea che vorrebbe far passare chi “se le appunta sul petto” come se fossero la garanzia del suo valore, ma è proprio il contrario: i bravi giornalisti si accertano della verità e poi scrivono, e questo vale a tutti i livelli e per tutti gli argomenti trattati, non quelli che lo fanno senza accertarsi delle cose di cui trattano e poi, magari, sono costretti a una rettifica e la fanno pure buttando un trafiletto di due righe tra le altre notizie”.

Per onor di cronaca, preciso che il comunicato in cui venivano annunciate eventuali querele (forse il reato è “procurato allarme?”) è finito dritto dritto in apertura, mentre l’altro aveva avuto un taglio più basso.

A Tudico rispondo: Grazie, prendo atto di cosa sono e cosa fanno i giornalisti secondo il presidente della Pro loco di Avezzano. Ho svolto il servizio civile nella Pro loco di Rocca di Cambio e sono rimasta per anni come tutore di numerosi ragazzi che svolgevano il servizio civile nazionale nelle Pro loco (Tutto documentato all’Unpli). E’ per questo che trovo inopportuno l’intervento del presidente di una Pro loco nei confronti di chi è iscritto regolarmente in un ordine professionale. Trovo ancora peggiore il fatto che a parlare sia un uomo dello Stato, che veste la divisa della Polizia di Stato. Una persona, quindi, con cui non è rado ci si trovi ad avere anche rapporti professionali, poliziotto-giornalista di cronaca. So e sappiamo tutti bene cosa fa un giornalista, anche uno bravo. Quello bravo, direi io, è quello che non ha paura. Le denunce appuntate sul petto? Quelle si commentano da sole ma il tutto, detto da un uno dello Stato lo trovo davvero una nota stonata riportata sulle pagine di un’altra testata in questa triste guerra di poveri. Non mi sono mai sognata di mettermi al pc a scrivere cosa fa un buon poliziotto o cosa fa un buon presidente di una Pro loco.

Per concludere.

Il direttore amministrativo della casa per anziani Villa Alba di Canistro Villa Alba, Daniela Stati, qualche giorno fa ha invitato la stampa all’inaugurazione della struttura sotto la sua guida.

Durante la conferenza ad alcune domande dei giornalisti o meglio alle uniche domande di una sola giornalista, ha detto: “Forse ti parrà strano che io sono qui, mi ricordo qualcuno ebbe a che ridire”, riferendosi presumibilmente ai commenti negativi seguiti alla notizia lanciata in anteprima su Terremarsicane, che trattava il suo nuovo incarico, sette mesi fa.

Dopo aver chiarito pubblicamente che il giornale aveva trattato in maniera asettica la notizia, che era quella che Daniela Stati diventava direttore della Clinica Ini, ci teniamo a precisare che i giornalisti giornalisti si valutano dal lavoro da giornalisti e non dai commenti che scaturiscono dai loro articoli dopo le condivisioni sui social. Quelli sono i commenti dei lettori dei giornalisti che a meno che bestemmino o non offendano, hanno tutto il diritto di esprimere giudizi in merito alla notizia. Altrimenti, noi, non avremmo ragione di esistere.

E allora, buona campagna elettorale a tutti i candidati di Avezzano e a quelli di tutti gli altri paesi della Marsica. Terremarsicane rimane una testata libera e a disposizione di tutti i cittadini e di tutti i politici che utilizzeranno il nostro canale per conversare con loro.

Firmato, il direttore

 




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