“È il momento di un cambio generazionale, basta alla fuga dei giovani”, Chiara Colucci con De Angelis



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Avezzano. Chiara Colucci ha 31 anni, è un praticante avvocato (in attesa dei risultati dell’esame di Stato) ed è una delle candidate giovani che concorrerà con il candidato Gabriele De Angelis. Tra le sue idee per dare un volto nuovo alla città di Avezzano ci sono la scuola, l’università, le attività produttive.

“La nostra città ha tante potenzialità inespresse”, esordisce la candidata, “per troppo tempo i giovani hanno visto come unico sbocco lavorativo, culturale e sociale la “fuga da Avezzano”, che è stata così privata di numerose forze che l’avrebbero resa invece ciò che può essere: il vero motore dell’intero territorio. Vorrei che chi decidesse di esprimere le proprie capacità fuori da Avezzano, lo facesse per scelta e non perché costretto. Un vero rinnovamento della politica passa anche e soprattutto per un rinnovamento generazionale. Queste mie esigenze hanno trovato casa nella persona di Gabriele De Angelis che, nel suo progetto, ha deciso di dare uno spazio consistente alle nuove generazioni”.

“Io immagino una Avezzano che abbia testa, cuore e gambe”, dice Colucci, “Testa perché senza un sistema che valorizzi la formazione e le menti dei cittadini, una collettività non può progredire. Per questo penso ad una riorganizzazione e valorizzazione del Polo Universitario, che anche attraverso una migliore collocazione (quella attuale di Giurisprudenza sul retro del Liceo Classico è francamente improponibile), e penso agli spazi dell’ex Arssa, potrebbe diventare un piccolo “campus” in grado di portare ricchezza culturale, sociale ed economica alla città. Immagino i prati del Parco ARSSA e della vicina Piazza Torlonia piena di studenti. Città più piccole di Avezzano hanno saputo sfruttare un’occasione simile per rivitalizzare il tessuto sociale ed anche le attività economiche che, giocoforza, ruotano intorno ad ogni Ateneo. Tra l’altro, in questo modo sarà più facile attrarre nuovi insegnamenti, grazie alla forza che le energie adesso disperse (Giurisprudenza, Scienze Infermieristiche, ma anche eccellenze non universitarie come l’Istituto Agrario) possono avere se integrate in un sistema. Penso inoltre che si potrebbe arricchire l’offerta formativa anche con la creazione di un vero e proprio Laboratorio delle Arti e Mestieri, che possa essere un ponte fra le generazioni, affinché la straordinaria cultura lavorativa del nostro territorio non vada perduta, ma anzi trovi gambe più giovani sulle quali camminare. L’esperienza dell’Istituto Agrario Serpieri, che già da anni, affiancando attività didattica di livello a esperienze produttive (pasta, vini), segna un punto di riferimento nell’integrazione formazione-lavoro, può essere d’esempio per un arricchimento dell’offerta del nostro territorio e può, perché no, calamitare nuovi insediamenti formativi (perché non una vera e propria facoltà di agraria nel “campus”?).

Cuore perché il cittadino di Avezzano, nonostante stereotipi falsi che però sono duri da infrangere, è affamato di cultura. Lo dimostra il costante successo delle iniziative a disposizione, che possono essere un’ottima base di partenza per pensare ad un massiccio intervento sistemico che, complice anche la vicinanza dello spettacolare sito di Alba Fucens, può trasformare il nostro territorio in un centro di eccellenza culturale. Tante attività si sono fatte in passato, con ottimi successi, poggiandosi però sulle spalle di pochi volenterosi. Troppo spesso quello che dovrebbe essere uno strumento di crescita del cittadino è stato usato per favorire clientele. Abbiamo eccellenze apprezzate in tutto il territorio nazionale: c’è spazio per tutti ed anzi bisogna puntare ad accrescere sempre più gli investimenti e l’offerta. Penso ad uno sfruttamento degli spazi già in possesso del Comune (ad esempio a breve anche la Scuola Corradini-Fermi) per creare centri socio-culturali nei quali i giovani artisti e le associazioni possono trovare spazi per provare ed esporre le proprie capacità creative; che possono essere utilizzati per portare eventi nelle diverse numerose frazioni e quartieri della città; che possano essere luogo di incontro fra le generazioni (bambini, ragazzi e anziani).

Gambe perché la città marcia con le forze di tutti, nessuno escluso. Penso ad un forte rilancio di tutte le realtà territoriali della città, che è grande e non è solo il centro. Potrebbe essere utile, oltre che un interessante esercizio di democrazia, l’istituzione di centri circoscrizionali, elettivi, consultivi, nei quali i cittadini dei vari quartieri e frazioni si incontrino, periodicamente e a titolo gratuito, per discutere di problemi della propria realtà. Le risultanze di questi incontri dovranno, quindi, essere obbligatoriamente vagliate dal Consiglio Comunale e/o Urban Center (altro importante tassello di democrazia partecipata) nell’adottare le proprie decisioni. Spesso dimentichiamo che Avezzano è costituita da quartieri che hanno una popolazione superiore a molti comuni Marsicani: questi sono cittadini che meritano uguale attenzione ed investimenti. Il centro è un importante vetrina della città, ma altrettanto lo sono quartieri e frazioni, nei quali la gente non deve rientrare solo per andare a dormire. Una maggiore attenzione alle singole realtà può essere un ottimo volano economico per portare attività commerciali e professionali in ogni quartiere della città. Tra l’altro una ripartizione più equa sul territorio dei centri produttivi ed economici della città, può spezzare il giogo degli esorbitanti affitti del centro, fino ad ora unica ed ineludibile possibilità per aprire un’attività.

Un ultimo accenno ad un tema che mi tocca direttamente come professionista, ma anche come cittadina: le sorti del Tribunale di Avezzano. Molte parole si sono spese sull’argomento, spesso strumentalmente e per meri scopi propagandistici. Il Tribunale di Avezzano non è il luogo di lavoro degli avvocati avezzanesi, che vogliono difendere una posizione di rendita: è, invece, un importante presidio di legalità dei cittadini. Una diga contro la criminalità. Una fonte, perché no, di reddito per le numerose attività che ne traggono linfa: dalla ristorazione ai servizi. La prossima amministrazione terrà conto di una tale importanza ed attuerà ogni sforzo per far sì che i nostri presidi migliori abbiano la miglior difesa possibile”.



Redazione Contenuti

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