Domenico Pacini e gli esperimenti sui raggi cosmici al Liceo Scientifico “M. Vitruvio Pollione” di Avezzano



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Avezzano – La classe IV Q del Liceo Scientifico Statale “M. Vitruvio Pollione” di Avezzano, coordinata dai professori Argante Ciocci, Anna Maria Rubeo e Adelfo Sterpetti, ha vinto ben due premi con il Progetto “Domenico Pacini: il padre dei raggi cosmici”, presentato al grande pubblico in occasione della XIV edizione della Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica del marzo 2018. I due premi sono stati conferiti agli studenti dalla Pro Loco delle Forme, paese adottivo del padre dei raggi cosmici, che ha bandito una Borsa di studio dedicata appunto a Domenico Pacini, e dai Laboratori Nazionali del Gran Sasso nell’ambito del concorso “Anch’io scienziato”.

La storia della scoperta dei raggi cosmici è inscindibilmente legata alla figura di Domenico Pacini. Nella metodologia scientifica che mise in atto per risolvere il problema dell’anomala scarica degli elettroscopi entrano in gioco i processi sperimentali che consentono alla scienza di acquisire le sue conquiste. Il problema della scarica degli elettroscopi poteva esser risolto o con l’ipotesi di una radiazione di origine terrestre oppure, come propose Pacini, con l’ipotesi di una radiazione penetrante. Nella memoria pubblicata nel Nuovo Cimento nel 1912 l’ipotesi della radiazione penetrante venne corroborata da dati sperimentali incontrovertibili.

A più di 100 anni da Pacini ed Hess gli alunni della IV Q sono giunti a risultati altrettanto incontrovertibili mediante la ripetizione degli esperimenti effettuati agli inizi del XX secolo e questi risultati se da un lato confermano la validità scientifica ormai acquisita dell’ipotesi di Pacini dall’altro costituiscono una prova evidente dell’importanza storica di questo scienziato nella scoperta dei raggi cosmici e gli restituiscono il ruolo prioritario che egli ebbe nello scrivere una pagina importante della fisica del ventesimo secolo.

 




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