Disdetta del contratto di affitto, ecco come effettuarla



L’affitto è un contratto che viene talvolta confuso, in maniera impropria, con il contratto di locazione. L’affitto si differenzia dalla locazione in quanto, la cosa che ne istituisce oggetto è un bene definito produttivo. Tale sostanziale diversità condiziona tutti quegli obblighi che incidono sul locatore e sul conduttore. La disciplina di tale contratto è istituita all’interno del codice civile, che include regole ad hoc in materia di affitto.

Il soggetto dell’affitto è in particolare un oggetto, un bene mobile o immobile, che sia produttivo, di cui l’affittuario deve ovviamente tutelarne la conduzione, nel pieno rispetto della finalità economica dell’interesse alla produzione. Come corrispettivo della gestione, all’affittuario competono i frutti e le utilità che tale bene è in grado di apportare. Se si decide di disdire un affitto prima della scadenza del contratto, questo è possibile, pur essendo un processo abbastanza complicato, con un iter procedurale basato su regole ben precise, sia per quanto concerne il proprietario del locale, sia per chi ha posto richiesta di disdetta. Prima regola è quella di redigere ed inviare l’apposito modulo, in un tempo ben scandito.

I motivi che inducono ad una disdetta del contratto di affitto in tempi precedenti al termine, possono essere i più disparati, tra i quali il trasferimento per motivi personali o di lavoro. In queste circostanze è importante inviare una lettera di disdetta anticipata al proprietario, con un coerente preavviso. Colui che desidera disdire il contratto di affitto, deve richiedere il recesso, in forma anticipata, del contratto di locazione, mediante un documento, in forma scritta, come una sorta di lettera di disdetta appunto.

Tale documento deve essere inviato, con carattere di obbligatorietà, mediante raccomandata con ricevuta di ritorno, o anche mediante PEC certificata, la quale ha valore legale. Tale documento dovrà includere i dati anagrafici, la richiesta di recesso ed il contratto di fitto. Oltre a tali dati, bisogna anche annoverare i dati inerenti alla registrazione del contratto e le motivazioni di tale richiesta. La disdetta ovviamente comporta l’obbligo di comunicazione da effettuare all’Agenzia delle entrate. Inoltre, bisogna pagare le imposte di registro.Se la relazione tra le parti si interrompe prima della scadenza prevista, si parla di risoluzione del contratto. Tale imposta da pagare, è di circa 70 euro, e deve essere pagata entro 30 giorni dal recesso. L’imposta di registro non bisogna pagarla se i locatori si sono orientati per il regime della cosiddetta cedolare secca, ma comunque è sempre necessaria la risoluzione anticipata.



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