Di Pangrazio convoca il parlamentino dei sindaci della Marsica, stabilita una strategia anti-Covid, Asl assente



AVEZZANO – Si è svolta nel pomeriggio di ieri l’assemblea del parlamentino dei sindaci della Marsica convocata dal sindaco Gianni Di Pangrazio al Castello Orsini. In apertura, il sindaco di Avezzano ha fatto riferimento alla criticità dei dati comunicati dal direttore sanitario della Asl1 l’Aquila, dottoressa Cicogna, ma anche all’incredibile assenza della stessa Asl1 all’assemblea. Presenti invece i consiglieri regionali marsicani Simone Angelosante e Giorgio Fedele.

Assente il Direttore Generale Roberto Testa, assente il Direttore Sanitario Sabrina Cicogna, nessun referente dell’Azienda Sanitaria Locale è stato visto al castello. «Una mancanza di rispetto per i 31 sindaci presenti sul totale dei 37 dei comuni marsicani.» ha affermato senza mezzi termini Di Pangrazio che ha esortato i sindaci a essere compatti e propositivi per il comune obiettivo di far fronte alla pandemia.

Il sindaco ha fatto il riepilogo sulla situazione dei tracciamenti, ormai saltati, in termini di omogeneità del dato, in quanto il numero complessivo dei tamponi molecolari processati dalla Asl non tiene conto dei tamponi rapidi – antigenici e sierologici – che ormai vengono somministrati alla popolazione, su base volontaria, in quasi tutti i paesi della Marsica.

D’altra parte i sindaci si sono trovati, obtorto collo, nella condizione di mettere a disposizione dei loro cittadini un servizio di testing per poter ovviare alle inefficienze e ai ritardi della struttura sanitaria pubblica, sopraffatta dalla rapida diffusione del virus, ritrovandosi poi a sopperire le defaillances del servizio pubblico messo KO dal Covid.

Il sindaco di Aielli, Enzo Di Natale, ha infatti riferito che addirittura, operatori sanitari della Asl1 hanno chiesto di poter usufruire del servizio di tracciamento presso il drive-through organizzato nel suo comune, per poter avere una risposta veloce che consentisse loro di tornare subito al lavoro in caso di negatività dei test.

Dopo aver snocciolato gli ultimi dati sui posti letto recuperati, sui nuovi casi covid accertati e sulla situazione dei reparti, Di Pangrazio ha affrontato il problema della carenza di personale nelle corsie, che la Asl ha cercato di risolvere con un avviso pubblico per assumere infermieri, scaduto il 12 settembre, mentre l’ammissione dei candidati è stata fatta solo il 3 novembre.

Un’indolenza burocratica che ha indisposto non poco il sindaco, non molto convinto quando ha raccontato che la Asl avrebbe assicurato nuove assunzioni entro il 13 novembre. I dati complessivi che Di Pangrazio  ha riportato sulla velocità di propagazione del virus nella Marsica, gli fanno dire che la Regione, nel confrontarsi col governo, dovrà tenere conto di una situazione di grave criticità. A tal fine propone la costituzione di un tavolo ristretto, tecnico-politico permanente, sulla crisi.

Altro punto sottoposto all’attenzione dei sindaci, è stato la realizzazione di un ospedale da campo col supporto della Protezione Civile. «Ormai non ci sono più spazi recuperabili all’interno delle strutture ospedaliere, e con la curva pandemica che si impenna, non possiamo aspettare oltre.» Questo il senso delle sue parole.

Il primo degli interventi riservati agli amministratori presenti in platea è stato del consigliere regionale della Lega, Simone Angelosante. «Mi è stato riferito di grandi criticità negli ospedali di Napoli, dove manca l’ossigeno, ma anche a Roma, dove sono stati allestiti letti nelle cappelle. Questo per dire che il problema è gigantesco. In aprile c’era chi diceva che non ci sarebbe stata una seconda ondata, altri avevano teorie diverse. Abbiamo vissuto l’estate spensierati perché sembrava essere tutto finito.»

Il consigliere leghista sembrava voler buttare la palla in tribuna ma poi è arrivato al punto. «In Abruzzo abbiamo 15.000 medici di base, chiedo ai medici di base di fare i medici. Chiedo loro di visitare i malati e di verificare bene, se c’è l’effettiva necessità di mandarli al pronto soccorso. Il mio è un appello, non è una denuncia. Però quando ci ritroviamo con le ambulanze in fila, di fronte al pronto soccorso, e si verifica che diversi malati che stanno sulle ambulanze, avrebbero potuto essere curati con una terapia domiciliare, allora credo che il mio appello sia fondato.»

Angelosante aggiunge che già a fine giugno, la Regione Abruzzo aveva sottoposto il piano della rete covid all’attenzione del governo. Non ci sta a dire che non sia stato fatto nulla. «La Regione Abruzzo è stata la terza a presentare la rete covid che prevedeva l’implementazione dei reparti di terapia intensiva e sub-intensiva, con la realizzazione dei percorsi dedicati. Per questo abbiamo avuto il finanziamento dei famosi 35 milioni, dopo l’approvazione del piano da parte del governo nazionale, ai primi di luglio.»

Il consigliere leghista fa riferimento alla tardiva nomina a commissario, conferita dal Governo al Presidente Marsilio, lo scorso 8 ottobre, per giustificare l’impossibilità di dare avvio ai lavori di ridefinizione delle strutture ospedaliere in funzione anti covid, prima di quella data.

La consegna dei lavori avverrà quindi in piena emergenza sanitaria, il prossimo 22 novembre, con una durata stimata di 5 settimane. La prossima settimana, sarà allestita anche una tensostruttura per tenere in osservazione i sospetti malati covid in ambienti dotati di un minimo di comfort. Questo è quanto ha garantito Angelosante.

Forte la critica mossa dal consigliere regionale del M5S, Giorgio Fedele, ai vertici istituzionali della Regione ma soprattutto ai massimi responsabili della Asl che non hanno nemmeno delegato qualcuno a rappresentarli. Per Fedele non tocca al sindaco di Avezzano divulgare dati e notizie sul livello di saturazione dell’ospedale, seppure apprezzabile come gesto, ma deve essere la Asl, l’organismo tecnico chiamato a fornire queste informazioni, dando conto alla politica, dello stato dell’arte.

«Mi sarebbe piaciuto che Marsilio o la Verì fossero stati presenti per chiedere loro, quale sia la situazione sull’approvvigionamento di dispositivi dpi e l’ubicazione delle apparecchiature elettromedicali che il territorio ha donato. Vorrei sapere se quei macchinari giacciono in qualche magazzino o se sono stati assegnati ad altre unità, come ad esempio il G8 all’Aquila. Trovo molto grave l’assenza della Asl e l’assenza di risposte.»

Il confronto è continuato con gli interventi dei sindaci del territorio che hanno riportato le esperienze e le difficoltà vissute nei rispettivi comuni. «Se questa pandemia è una guerra e noi siamo gli ufficiali sul campo di battaglia, dov’è il capo delle forze armate?» Così Enzo Di Natale, con chiaro riferimento al Direttore Generale della Asl, Roberto Testa. Il sindaco di Collelongo, Rosanna Salucci, ha proposto invece che i sindaci si facessero latori, presso la Regione, della proposta di chiedere la zona rossa per tutta la Marsica.

Vincenzo Giovagnorio, ha ripercorso le tappe che durante la prima ondata, videro i PPI di Tagliacozzo e Pescina nell’agone di una contesa fra Marsica e Regione Abruzzo, sugli orari di apertura e sulle loro modalità di impiego. Lo ha fatto, sottolineando tutti i limiti alla base di una comunicazione irta di difficoltà, fra i sindaci e i vertici della Asl. Al termine del suo intervento, ha invitato tutti a rifuggire da quella che definisce un’eccessiva accondiscendenza a ciò che la Marsica sta subendo, un atteggiamento che a suo dire non si era mai visto.