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Da Avezzano a Manchester: il Dott. Cristian Baldini, ricercatore professionista nell’ambito della nutrizione, racconta la sua missione con l’Independent Doctors Federation

Lorena Costantini

Il professionista avezzanese torna dal Regno Unito con nuovi contatti internazionali e la conferma che la ricerca marsicana può competere su scala europea

Avezzano. Non una semplice trasferta professionale, ma un vero ponte scientifico tra la Marsica e il Regno Unito. È questo il cuore dell’esperienza vissuta dal dottor Cristian Baldini, di ritorno da Manchester dopo aver rappresentato il territorio al Manchester Evening Social organizzato dall’Independent Doctors Federation, al centro dell’intervista che abbiamo realizzato per fare il punto su emozioni, risultati e prospettive future di questa esperienza.

Un’emozione che non si esaurisce mai

“Chi mi conosce sa benissimo che non è stata la mia prima apparizione in un congresso internazionale”, ha esordito Baldini ai microfoni di Terre Marsicane, “però devo dirti che ogni volta è un’emozione nuova, ogni volta è come se fosse una prima volta“. Il professionista ha spiegato che il motivo va cercato nel confronto con realtà diverse dalla propria: “Soprattutto quando si va all’estero, perché giustamente noi partiamo con un certo bagaglio culturale, poi quando ci si approccia con una cultura diversa dalla nostra non si sa mai cosa aspettarsi”. Un’incognita che questa volta si è trasformata in una sorpresa positiva: “Sono rimasto piacevolmente colpito dal feeling importante che abbiamo instaurato tra la mia attività lavorativa e i professionisti inglesi”.

Non solo esposizione: nascono nuove collaborazioni

Alla domanda sui risultati concreti portati a casa dalla trasferta, Baldini non ha avuto dubbi: “Il primo risultato importante è la possibilità di poter esporre quello che uno fa, la possibilità di mostrare i propri dati, il proprio lavoro sulla nutrizione, sulla ricerca traslazionale nell’ambito metabolico: già quello è un ottimo risultato”. Ma il dato più significativo, ha sottolineato, riguarda le relazioni nate sul campo: “C’è stato subito un grande feeling tra quella che è la mia attività professionale, il materiale che ho portato, e i professionisti britannici. Tant’è vero che dalle conversazioni piacevoli avute con questi professionisti sono emersi nuovi contatti e nuove possibilità per future collaborazioni, anche nell’ambito della formazione e degli eventi professionali internazionali”. Baldini specifica poi che alcuni contatti sono in fase di approfondimento e potrebbero tradursi in collaborazioni concrete nei prossimi mesi, chiaramente i contenuti del progetto rimangono riservati.

Il consiglio ai giovani: “Bisogna tenere duro”

Non poteva mancare, a chiusura dell’intervista, un messaggio per chi si affaccia oggi alla professione. “Io consiglio sempre di tenere duro”, ha detto Baldini, “perché questo chi è un professionista lo sa: un professionista non si afferma in un giorno, è un percorso che dura anni“. Un percorso che il dottore conosce bene sulla propria pelle: “Io personalmente ho aperto lo studio, ormai sono già 15 anni che ho aperto lo studio personale, più tantissimi anni di tirocinio oltre quelli di studio all’università”. La sintesi finale è quasi un manifesto professionale: “I momenti difficili sono tantissimi, però con la costanza e il duro lavoro si arriva a delle bellissime soddisfazioni”.

Un’esperienza, quella di Manchester, che conferma ancora una volta come la Marsica sappia farsi valere anche sui palcoscenici internazionali, portando competenza e passione ben oltre i confini regionali.

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