giovedì, 4 , Marzo

Il Comune di Avezzano predispone la pulizia del Fossato di Antrosano

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Covid-19, pneumologo Carducci: “Molte richieste da Avezzano. Ho visto morire un numero impressionante di pazienti”

Avezzano – Non nasconde la propria preoccupazione, e ribadisce con forza il suo sostegno alle misure restrittive in atto in tutto il paese, il dottor Paolo Carducci, primario facente funzione di pneumologia dell’ospedale San Salvatore de L’Aquila, reparto che, più di ogni altro, risente dell’emergenza coronavirus.

Dottore, com’è, ad oggi, la situazione nel suo reparto? L’ospedale del capoluogo abruzzese come ha vissuto questa seconda ondata?
All’inizio della pandemia, la provincia de L’Aquila è stata toccata solo marginalmente. Con la seconda ondata, invece, la situazione è cambiata e siamo stati colpiti in maniera pesante. Nei giorni scorsi, nel mio reparto, per la prima volta dopo tanto tempo, abbiamo notato una riduzione della pressione. Speriamo che il dato si vada a confermare anche nei prossimi giorni.

La cura del plasma per i pazienti covid-19 divide gli esperti, lei cosa ne pensa?
Le evidenze scientifiche a favore dell’uso del plasma sono scarse e controverse, ma ciò non toglie che in alcuni casi selezionati possa essere un’opzione terapeutica, per questo dovrebbe essere disponibile presso ogni ospedale. Io personalmente non ho avuto motivo di utilizzarlo e non ne ho quindi esperienza diretta.

Screening a tappeto, porterà i vantaggi sperati?
Sicuramente lo screening va fatto. Anche perché molti sono asintomatici o paucisintomatici. È una misura di prevenzione fondamentale, perché si scovano e si isolano gli infetti. Lo screening va, però, associato ad un programma di educazione. Il paziente positivo, anche se asintomatico, deve rispettare le regole e stare in isolamento. Chi, invece, risulta negativo non può pensare di poter stare tranquillo e di poter ignorare le raccomandazioni ormai a tutti note, finché è in atto la circolazione del virus.

La difficile situazione che sta vivendo la Marsica si ripercuote anche sull’ospedale aquilano?
Abbiamo ricevuto molte richieste da Avezzano. C’è una grande pressione per pazienti critici. Abbiamo cercato di collaborare il più possibile, ma credo che ci si debba organizzare per rendere l’ospedale del capoluogo marsicano idoneo ad ospitare i pazienti Covid. Secondo ciò che affermano i più esperti epidemiologi, e non da oggi, dovremo abituarci alle pandemie, per cui credo che il nosocomio avezzanese debba essere ristrutturato oppure dovrà essere ospitato in una nuova sede. Tutte le strutture dovrebbero avere degli spazi idonei a far fronte ad emergenze che richiedono incremento del numero dei pazienti da isolare.

Con un allentamento delle misure, si apre la strada ad una terza ondata?
La seconda ondata si sta affievolendo è vero, ma in mancanza di misure preventive, la terza ondata sarà inevitabile. Io sono un sostenitore delle misure di distanziamento sociale e sono d’accordo con le relative limitazioni alla circolazione delle persone. Negli ultimi mesi ho visto morire un numero impressionante di pazienti. Faccio questo lavoro da 30 anni e non avevo mai visto una cosa del genere. Chiunque sostenga che queste misure sono inutili e fa campagne per la loro abolizione dovrà portarsi sulla coscienza le conseguenze di questa pandemia, morti comprese.

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