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Coronavirus, l’Italia si barrica in casa, che succederà all’economia?

Avezzano – Nei giorni scorsi abbiamo assistito al crollo generalizzato dei mercati finanziari innescato dai timori legati alla diffusione su scala globale del famigerato Coronavirus. La rincorsa verso asset finanziari più tranquilli ha scatenato le vendite sui mercati azionari nel tentativo di trovare rifugio nei comparti tradizionalmente percepiti come più tranquilli, come le obbligazioni investment grade, ovvero quelle con rating più elevato. 

Ciò ha determinato lo schiacciamento ulteriore della curva dei tassi. Infatti, lo spread Btp/Bund, nel momento in cui scrivo, viaggia intorno ai 198 punti base, ben al di sotto di quanto valeva durante i giorni del Papeete Beach, quando viaggiava intorno ai 235 punti base. 

Questo non vuol dire che la crisi sanitaria va sottovalutata, tutt’altro. Ognuno è tenuto a rispettare le disposizioni del governo per uscire il più velocemente possibile dall’emergenza, col minor costo possibile di vite umane, e ciò dipende moltissimo dalla capacità che abbiamo di cambiare le nostre abitudini per il tempo che ci viene richiesto.  

Circa gli effetti macro economici e le ricadute di natura finanziaria dell’epidemia, una volta passato il picco influenzale, varie case di investimento concordano nel dire che oggi, è ancora difficile capire quale sarà l’impatto del coronavirus sull’economia. Non è ancora chiaro quale sarà il decorso e l’ampiezza della diffusione di un virus abbastanza diverso dai precedenti.   

Sicuramente tutti abbiamo percepito, quanto possano rivelarsi fragili le interconnessioni di un’economia globalizzata. Pensare che un nemico invisibile come un virus, possa diventare potenzialmente un’arma nelle mani di una cellula terroristica, intenzionata a mettere sotto scacco le economie del pianeta, non è più solo la trama di un film catastrofista. Le tensioni geopolitiche fra Cina e USA, il populismo che alimenta le paure, la polveriera del mondo arabo e le politiche espansive delle banche centrali, hanno finito per rendere l’intero sistema ancora più vulnerabile agli effetti collaterali del virus.     

L’impatto diretto sull’economia cinese, dove il virus si è sviluppato, aveva fatto pensare a un contraccolpo sul commercio su scala mondiale ma la risposta decisa e drastica delle autorità cinesi ha permesso non solo di circoscrivere l’epidemia ma anche i suoi effetti negativi sull’economia. Il problema è venuto dalla scarsa reattività del resto del mondo a questo nuovo fenomeno. In primis l’Europa e l’Italia che ne hanno sottovalutato gli effetti adottando misure blande, più orientate a ritardarne la diffusione che a prevenirlo. 

Dal momento che un atteggiamento di sottovalutazione sta prevalendo anche negli Stati Uniti, gli analisti finanziari e i responsabili delle varie case di investimento stanno rivedendo al ribasso la crescita del Pil mondiale. Secondo la maggior parte di loro il 2020 potrebbe essere l’anno più negativo dalla crisi dei mutui sub-prime

Ciò ha indotto la Fed e le altre banche centrali, a tagliare i tassi d’interesse, ma potrebbe non bastare. In tal caso, potrebbero essere costrette a pompare ancora liquidità sui mercati, e per quanto riguarda la BCE, arrivare a fissare uno spread d’ufficio, una forbice contenuta, fra i vari debiti dei paesi della UE, determinando di fatto, le condizioni per la creazione un unico debito pubblico europeo e magari decidere di emettere Bond d’Europa.   

Però con la politica monetaria non si risolvono i problemi di liquidità, di imprese e famiglie, questo è un compito che spetta ai governi, i quali dovranno ricorrere a massicci interventi di investimenti pubblici. In queste ore il governo italiano ha stanziato 25 miliardi, l’80% a debito, per fronteggiare l’emergenza sanitaria, ma dovrà mettere mano anche a politiche fiscali per dare sostegno, e soprattutto una prospettiva, a tutti noi, che mai come questa volta, ci troviamo di fronte a un importante bivio della storia. insomma, ciò che non sono riusciti a fare i sovranisti nostrani, quelli al pomodoro e basilico, sta riuscendo a farlo il Coronavirus.

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Ci sarebbe ancora una volta da sorridere ma non sempre le improvvide dichiarazioni sono derubricabili a semplici battute.

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