Coronavirus, il grido d’allarme delle Scuole Guida, “le istituzioni ci hanno abbandonato, per loro non esistiamo”


Avezzano – Al grido d’allarme dell’Unione Nazionale Autoscuole Studi Consulenza Automobilistica che rappresenta circa 7000 autoscuole per 30.000 dipendenti su tutto il territorio nazionale, si uniscono le circa trenta autoscuole della provincia dell’Aquila che soffrono la sospensione delle lezioni dai primi di marzo e il blocco degli esami per i neopatentati, oltre che il mancato rinnovo, per gli autisti professionali, delle qualifiche Cqc.

«La situazione è sempre più drammatica.» ci dice Ezio Iacobacci, titolare dell’Autoscuola Moderna di Avezzano. «In sostanza, a fronte di un blocco degli incassi, noi continuiamo a sostenere le spese di conduzione dell’attività. Parliamo di affitti, bollette, leasing, bolli e assicurazioni per i mezzi che utilizziamo per l’attività, oltre agli stipendi. A questo aggiungiamo che la nostra categoria non ha visto un euro dei 600 destinati alle partite iva né si è avvalsa della cassa integrazione in deroga.»

È come se il governo si fosse dimenticato di loro. Né il Ministero dei Trasporti né la Motorizzazione, che è l’organo che controlla le autoscuole, hanno mostrato attenzione alle loro difficoltà. Nella provincia dell’Aquila operano una trentina di agenzie con oltre 100 occupati, fra titolari e dipendenti. 

Il problema principale delle scuole guida è evidentemente quello della gestione delle aule, risolvibile alla stessa stregua di quanto si sta facendo per le chiese, i locali pubblici le palestre. «Il punto è che non possiamo riaprire dopo l’estate, è troppo tardi.» Ci dice Iacobacci. 

Le autoscuole stanno valutando la formazione di aule composte da 5/6 persone al posto delle classiche da 15/20 per garantire l’adeguato distanziamento sociale. Predispongono pannelli in plexiglas nelle aree reception, con dispenser e gel per le mani, oltre a dispositivi di protezione. «Tutto questo però, preferiremmo farlo col supporto delle istituzioni per non incorrere in eventuali sanzioni.» Afferma il titolare dell’autoscuola che aggiunge.

«Chiediamo al governo di non sottovalutare la situazione. Chiediamo al Ministro dei Trasporti di stabilire un calendario per la ripresa degli esami nelle Motorizzazioni. Noi possiamo riprendere a lavorare in sicurezza predisponendo un protocollo con tutte le precauzioni richieste per garantire l’erogazione del servizio in condizioni di massima sicurezza, sia nostra, che dei nostri dipendenti, oltre che naturalmente dei clienti.»


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