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Coronavirus, Don Antoniu Petrescu “Mors tua vita mea, e in questo periodo delicato lo abbiamo sperimentato sulla propria pelle”

“Un titolo che non lascia spazio alla libera interpretazione. Chi più chi meno, tutti noi lottiamo contro l’egoismo. Dato che è una malattia tanto diffusa, perché dobbiamo preoccuparci? Perché l’egoismo in realtà è la malattia che ci porta all’autodistruzione. Non dobbiamo quindi stupirci se il profeta Joseph Smith dichiarò: «Che ogni sentimento egoistico sia non soltanto sepolto, ma annientato»”  E’ la riflessione di Don Elvis, Antoniu Petrescu, il prete con la passione per il rock.

“E in questo periodo delicato lo abbiamo sperimentato sulla propria pelle. Ognuno di noi ha sicuramente almeno una storia, un fatto che gli è accaduto, un qualcosa da raccontare che lo ha visto protagonista in maniera diretta o indiretta.

Ma per addentrarci ancora di più nel clima della clausura forzata, noi cristiani dovremmo occuparci anche della figura del profeta.

Nel linguaggio comune il termine “profeta” si associa a colui o a colei che sanno (meglio, dicono di sapere) quanto accadrà. E dato che ai nostri giorni la ricerca del sacro – un sacro infondato e ingannevole – è molto diffusa, con un concreto pericolo che di lì si sconfini nell’occulto e in tutte le deviazioni che ne sorgono, ecco che non sono pochi quanti si rivolgono a maghi e fattucchiere, senza distinguere tra profeta e imbroglione.

Per il cristiano è “profeta” soltanto colui che parla a nome di Dio: il suo compito non è di minacciare, promettere successi, né annunziare sventure: il profeta “annunzia la Parola, insiste in ogni occasione opportuna e non opportuna, ammonisce, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina” (cfr. 2 Tim 4,2).

Il profeta, per prima cosa, odia l’ingiustizia e lavora in opere e parole per la pace, ben sapendo che essa è dono di Dio all’uomo che Egli ama. Questa è la vera identità del profeta. Non prevede l’avvenire, ma ammonisce e ricorda a tutti che Dio è misericordia infinita ma è pure giustizia. Perché “non fatevi illusioni: non ci si può prendere gioco di Dio” .

Allora, nasce la domanda : Dove sono i profeti del nostro tempo, di questo tempo in cui il “Pastore è percosso e il gregge disperso” ( Mc 14:26-42 ) ?

Dove sono i martiri che in mezzo alle persecuzioni lungo il corso della storia hanno affrontato la morte a testa alta per la fede professata ? Dove sono coloro che in nome di Cristo e della Chiesa andavano anche armati per estirpare il “male” dell’eresia? Chi gode di questa situazione e quale disegno a noi sconosciuto c’è dietro questa paura infusa dai media nei nostri cuori diventata ormai psicosi ? Non convenite con me nell’affermare che si tratti nel caso specifico, aldilà dell’emergenza sanitaria, anche di un “test” per osservare come reagiscono i cristiani, se siamo pronti ad abbracciare la croce, se abbiamo a cuore il fenomeno della scristianizzazione ?

Con quanta facilità abbiamo adottato poi le raccomandazioni secolari degli enti statali alla vita della chiesa. Il buon Pastore ha dato la vita per le sue pecore e noi, i cristiano del terzo millennio, in mezzo alle intemperie non possiamo avvicinarci ai nostri luoghi di culto ?

La tentazione del potere dell’uso della forza pubblica è sempre la tentazione di chi è al potere, sarebbe meglio dire al servizio della comunità. Il potere deve garantire il rispetto di tutte le dimensioni della persona umana. La dimensione fisica ( la salute ), la dimensione culturale ( la scuola e la cultura ), la dimensione sociale ( il lavoro, la famiglia e le varie aggregazioni ) e non ultima la dimensione religiosa ( garantendo la libertà di culto ) . Nelle deviazioni totalitarie lo stato ha cercato sempre di impossessarsi di tutte queste dimensioni delle quali, sicuramente la più difficile ad addomesticare è quella religiosa che ha a che fare con la coscienza e la fede delle persone. Eppure anche Napoleone lo aveva capito quando disse che “un popolo senza religione non si governa neppure con i fucili”. La Chiesa ha sempre accettato il “libera chiesa in libero stato” ma anche lo stato che si professa laicista non resiste alla tentazione di proibire alle donne musulmane di abbigliarsi come credono.

Uno stato non si governa con le pure leggi ma con le idee che guidano e orientano le leggi. Le leggi senza idee sono pericolose.

Lo stato non può considerare le religioni come una pura espressione sociale che fanno , magari , del folclore, di un popolo.

Le grandi famiglie religiose e le correnti spirituali che ci hanno preceduto in questo mondo e che durano ancora, sono molto più ricche di quanto la nostra epoca possa accorgersi. Esse sono le custodi delle questioni essenziali che non osiamo più porci per non rischiare di manifestare la nostra ignoranza. Nell’epoca delle scoperte trionfanti come ammettere che delle scoperte aumentano la conoscenza della nostra non conoscenza ?

Con umiltà il potere politico deve riconoscere che dinanzi alla varietà delle minacce ecologiche, tecnologiche ed economiche, finirà per ritornare al problema centrale, l’enigma antropologico, chi veramente siamo? Come decidere delle politiche sociali, economiche se non ci si pone più la questione della natura dell’uomo? È a partire da questo problema che sono nate le varie famiglie religiose. Non si potrà mai superare il separatismo, il comunitarismo o tutto quello che si vuol chiamare secessione senza riunire le persone intorno all’invariante antropologica: da dove veniamo, dove andiamo e che cosa ci siamo venuti a fare.

Noi viviamo le nostre società come se l’enigma della vita stessa non fosse una domanda da risolvere, come se considerare ogni persona come mistero non fosse più la radice dell’umanesimo che vogliamo far rinascere.

Bisogna augurarci che il potere politico cominci a pensare per scegliere la strada da percorrere.

Se una religione non è onorata per quello che è diventa soltanto carburante di un comunitarismo mentre invece una società troverà L’Unità del suo corpo sociale non soltanto per delle scelte giuridiche e tecniche ma per la sua capacità di riconoscere l’uguale dignità di tutti gli uomini e di chiamare ciascuno a dare una risposta al problema : chi siamo veramente se non siamo gli uni per gli altri?

E’ peccato fare proclami, invitare caldamente ad ogni ora durante i programmi televisivi, con tanto di pubblicità sponsorizzate fatte da personaggi più che benestanti, di restare a casa perché un conto è trascinarsi in un monolocale un altro godersi la quarantena in una villa con annesso giardino, campi sportivi e magari piscina.

C’è poi chi è rimasto a casa da solo non “godendo” della compagnia di alcuno, essendo, per così dire e passatemi il termine “dimenticato anche da Dio” !

Bisognerebbe essere onesti e consapevoli che la quarantena, alla quale uno stato di polizia ci ha obbligato non è stata equa. Per non parlare della messa in atto di un’azione intimidatrice da parte di chi dovrebbe tutelare e difendere il cittadino; c’è stata una vera e propria caccia al runner, a chi portava un’animale a spasso, addirittura a chi andava a fare compere.

E quelle poche volte che siamo usciti per “comprovate esigenze” ( qualcuno mi dovrebbe spiegare poi chi lo stabilisce ) abbiamo dovuto evitare di starnutire o tossire nei supermercati indipendentemente dal motivo che poteva essere allergie o semplice raffreddore e questo per evitare rimproveri, richiami vari o peggio violenze fisiche.

Non penso sia giusto trattare i liberi cittadini al pari di delinquenti incalliti. Non ho sentito nulla riguardo ai più piccoli, per tenerli a casa impegnati ma soprattutto per spiegare loro una situazione assurda, costretti a non poter uscire e giocare con altri bambini.

L’elenco delle assurdità può continuare fino all’inverosimile. Per due mesi non si è parlato se non di un virus spacciato per influenza facendo passare qualunque tipo di decesso, certificato come causa Covid 19 .

Mi è capitato, e con questo concludo, di recarmi prima di Pasqua ad un Centro Commerciale per fare spese e comprare anche un giocatolo da regalare ad una bimba e sorpresa, non si potevano acquistare giocatoli bensì soltanto generi alimentari !

Ma vi rendete conto della bassezza in cui siamo caduti e dell’assurdità di queste situazioni che le abbiamo vissute un po’ tutti in questa fase surreale che ci ha visti coinvolti ?

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