Celano avrà il campo in onore di Francesco “Chino”, il figlio sui social ringrazia e scrive una piccola pagina di storia celanese



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Celano. Celano avrà un campo sportivo che porterà il nome di Francesco Baruffa, che tutti ricordano ancora solamente come “Chino”.

A darle l’annuncio è stato il sindaco Settimio Santilli, nel suo tradizionale “Buongiorno” sui social.

“Domenica 12 marzo alle 12”, ha detto il sindaco, “intitoleremo l’ulteriore campo sportivo che va a sostituire, insieme al “Riccardo Paris”, l’ex campo Bonaldi, a uno dei primi sostenitori della vecchia e gloriosa Olimpia Celano, Francesco Baruffa, detto “Chino”. La passione e l’amore che ha dedicato al calcio celanese, uniti alla dedizione per il mantenimento dei campi da gioco”, ha aggiunto, “meritava un giusto riconoscimento per Chino e io sono il primo ad esserne felice, perché mi lega a lui un ricordo indelebile che mi fa commuovere ancora oggi dopo 30 anni, mentre scrivo. Con il prossimo completamento dell’illuminazione e degli spogliatoi dei campi, si va a configurare una delle più belle realtà del panorama calcistico locale destinata ad ospitare ambiziosi palcoscenici”.

All’annuncio del sindaco Santilli, coetaneo del figlio di Chino, Vittoriano Baruffa ambientalista celanese molto attivo nella vita della città, si è aggiunto il commento dello stesso Baruffa, che in un post ha ricordato anche la sorella, Emanuela scomparsa prematuramente nel 2006, di cui tutta la città di Celano ancora nutre un affettuoso ricordo. Esattamente lo stesso sentimento che ancora nutre la popolazione per il ricordo del padre.

“Ringrazio il sindaco” ha scritto Baruffa, “il cosnigliere con delega allo sport Barbara Marianetti e tutta l’amministrazione per questa dedica prossima. Una dedica molto importante, la precedente amministrazione nella persona dell’ex assessore allo sport Adelio Di Loreto ci aveva fatto dono di una targa commemorativa e quindi tutto si completa e ne siamo felici”, ha concluso, “La domenica era un rito per noi, andavamo al campo di buon mattino, io e lui disegnavamo il campo per la partita dell’Olimpia Celano e mia madre Marilena Perini ed il mio angelo, mia sorella Emanuela ripiegavano le divise dei calciatori pulite e stirate. Si tornava a pranzo di corsa e via di ritorno al campo Bonaldi per tifare Celano. Saltai la comunione a Santa Maria Valleverde e la feci l’anno dopo a don Minozzi. Il motivo? Celano quel giorno giocava lo spareggio per andare in interregionale..e…il Celano e tutti i ragazzi delle giovanili erano la sua vita e quindi questo riconoscimento è come la ciliegina sulla torta”.




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