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Capistrello il paese dell’alta ingegneria

Capistrello – Le gallerie elicoidali, in Italia e nel mondo, sono capolavori dell’ingegneria ferroviaria, ideati per superare forti dislivelli e consentire ai treni di salire ad alta quota attraverso territori montuosi. 

Quest’opera di grande ingegneria, fu realizzata anche in Abruzzo, a Capistrello tra il 1877 ed il 1902. Il treno avrebbe dovuto percorrere la tratta Avezzano-Roccasecca, ma il problema più grande fu quello del dislivello. Per rimediare, gli ingegneri, adottarono una soluzione che ha dell’incredibile: avvitare all’interno della montagna un tunnel elicoidale in salita. Dunque, venne scavato nella roccia un percorso a spirale che girava verso l’alto all’interno della montagna, quasi come una scala a chiocciola che permetteva ai convogli di superare agevolmente il tratto in salita. 

Questa tratta, molto antica, si snoda attraverso le possenti montagne abruzzesi, passando sui diversi ponti sul fiume Liri, attraversando gole e vallate che donano al viaggiatore paesaggi mozzafiato. 

Capistrello il paese dell'alta ingegneria

Altra opera, considerata tra le più grandiose imprese idrauliche dell’antichità, è quella della realizzazione dei “Cuniculi di Claudio”, eredità dell’imperatore romano. Il regnante, fece costruire un inghiottitoio per drenare le acque del Fucino verso il fiume Liri, che allora quando traboccava, inondava tutte le colture locali dei paesi rivieraschi. Per la costruzione del tunnel lungo 5600 metri furono impiegati 30000 uomini, lungo le sue rive, muratori, carpentieri e fabbri si affannarono intenti allo scavo anche manuale del traforo. Con i molteplici pozzi e un sistema di gallerie laterali, le acque in eccesso del Fucino sfociavano nel suo emissario, il fiume Liri, che da Avezzano arrivava fino a Capistrello. Dopo poco tempo l’emissario cominciò ad ostruirsi, ci furono anni di buio, poi la situazione passò in mano al Principe Torlonia che realizzò un nuovo canale. 

Nel 1902 i cunicoli sono stati inclusi tra i monumenti nazionali italiani. L’area, che rappresenta un sito d’interesse archeologico, è tutelata da un parco inaugurato nel 1977. 

A Capistrello, inoltre, possiamo trovare il più antico acquedotto romano dell’Arunzio, da molti chiamato “traforetto”, è una galleria-acquedotto sotterranea che, a metà strada con Capistrello, taglia la montagna alle spalle di Castellafiume per sboccare nei piani Palentini. Il canale, ideato dal console Lucio Arrunzio, è da considerarsi, per le sue caratteristiche costruttive, uno degli acquedotti più importanti di sempre, scavato in parte nella roccia, in parte ricoperto di selci e sostenuto da pietre poligonali. 

Tali imprese di grande rilievo e ingegneria, ancora oggi sono considerate tra le più complesse e significanti di tutti i tempi. (B.D.M.)

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