Canistro, cadono i massi sulla strada che sale alla clinica Ini, paura per degli automobilisti. Di Paolo: Ci servono fondi


Canistro. Cadono i massi sulla strada che sale alla clinica Ini, a Canistro. L’altra sera, mentre procedevano degli automobilisti, si sono staccati dei grossi massi che sono caduti sulla carreggiata e solo per un miracolo nessuno si è fatto male.

Ora stata ripristinata la viabilità sulla strada comunale che di fatto collega Canistro alla clinica Ini.

“Abbiamo rimosso i massi e abbiamo transennato una parte della strada, ma tutto il versante è in pericolo. Da diversi anni la zona è interessata da una frana, che è stata censita e non posso rimuoverla perché c’è il rischio che precipiti la strada a monte”, dichiara il sindaco di Canistro, Angelo Di Paolo.  La problematica è stata rappresentata molte volte alla Regione, anche in persona del presidente Luciano D’Alfonso, che visitò Canistro in occasione dell’alluvione che la colpì nel 2015. La realtà del paese era una di quelle ammesse al finanziamento ReNDis, il repertorio nazionale che riguarda il dissesto idrogeologico, ma come afferma Di Paolo, “Ogni volta che se ne parla in Regione, mi accorgo che molti comuni vengono finanziati, mentre Canistro, che in precedenza era tra i primi 20 comuni, non viene considerato”.

La strada in questione è attualmente aperta in parte e nell’area dove sono precipitati i massi, sia al suo ingresso sia nella sua metà, sono state poste delle transenne. “Sarò costretto a scrivere al Prefetto o al presidente della Protezione Civile, se la situazione dovesse restare così. E’ tutto fermo, nonostante le mie quotidiane sollecitazioni e richieste di intervento – commenta il sindaco- Queste zone detengono il massimo pericolo idrogeologico e non posso rischiare che qualcuno si faccia male”.

A seguito dell’alluvione del 2015, il sindaco chiese alla Regione il ristoro delle ditte che si erano occupate di pulire il paese dai detriti e dai massi che il fiume aveva portato in paese, causando, ovviamente, notevoli e ingenti danni, ma sono due anni che stanno aspettando.

“Non si è mosso nulla, ma sono ancora per un po’ fiducioso, non posso lasciare la situazione così, con il rischio che succeda qualcosa in qualsiasi momento. Spero che qualcuno si interessi concretamente alla faccenda prima che si verifichino tragedie o situazioni irreparabili”, conclude, con un tono di speranza, Di Paolo.


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