Borghi Autentici d’Italia, come promuovere il territorio e creare lavoro ai tempi del coronavirus

Marsica – Lo scorso 22 maggio l’Assemblea dei soci di Borghi Autentici Tour ha eletto il nuovo Consiglio d’Amministrazione affidando la presidenza a Enzo D’Urbano, già dirigente dell’associazione stessa. D’Urbano è una figura poliedrica. Sociologo e insegnante, nonché ideatore e Presidente del Premio Hombres itinerante, si occupa di valorizzazione di borghi e cammini, ed è Presidente dell’Associazione Cammino di San Pietro Eremita. 

Al neo Presidente di Borghi Autentici Tour, TerreMarsicane ha chiesto di raccontare cosa fa l’Associazione. 

«Borghi Autentici Tour è una delle realtà che operano all’interno di Borghi Autentici d’Italia, come per esempio, la Fondazione Futurae. Ognuna di esse assolve a compiti ben precisi. Nello specifico, Borghi Autentici Tour, punta a valorizzare un turismo che coniuga ambiente, storia, cultura, tradizione, cucina tipica, attraverso un percorso esperenziale che accompagna il visitatore in una dimensione alternativa al turismo di consumo.» 

Questo l’incipit dell’appassionato racconto di Enzo D’Urbano che, nel suo nuovo ruolo, intende imprimere ulteriore significato alla centralità dei territori e dei borghi che negli ultimi tempi hanno guadagnato un’isperata notorietà per essere entrati nelle argomentazioni di architetti di fama come Stefano Boeri, tanto da diventare quasi un vezzo culturale.  

D’urbano ci tiene a sottolineare che Borghi Autentici si prodiga da anni affinché i borghi, magari non tutti, possano esprimere le loro migliori caratteristiche per diventare destinazioni turistiche riconosciute

«Però non basta essere un borgo per diventare destinazione turistica, occorre fare delle cose. E le cose da fare stanno dentro quel tipo di turismo che riesce a far vivere all’utente delle vere e proprie esperienze sensoriali. Il classico visitatore che arriva, visita qualcosa, guarda e va via, non è più un asset strategico. Occorre sviluppare la capacità di entrare nelle corde più profonde di chi acquista un pacchetto turistico.»   

«Il lavoro da fare è complesso» Afferma D’Urbano «Convincere una comunità a fare accoglienza esperienziale non è semplice. Il compito di BAI Tour è quello di aiutare i borghi associati a mettere in piedi la cultura di base dell’economia dell’esperienza. L’associazione ha quindi l’obiettivo di formare gli operatori. Dai B&B ai ristoratori, dai Bar agli alberghi, investendo tutta la filiera della ricettività, passando per le Pro Loco e tutti quei soggetti che possono diventare elementi di traino per un’operazione di questo tipo.»  

«Ovviamente all’interno della struttura facciamo anche commercializzazione, ma prima ancora che commercializzare, ci teniamo a formare gli aderenti all’associazione, perché l’elemento culturale è quello centrale di tutto il progetto. Quando un comune, un borgo, aderisce all’associazione, inizia un percorso fatto di molte cose.»

Per D’Urbano il primo elemento discriminante, nel percorso di crescita di una comunità, è imparare ad assumere un approccio diverso con l’esterno. «Se per esempio faccio venire un americano per tre quattro giorni di permanenza nel mio borgo, dovrò attivarmi affinché quel turista abbia un’esperienza memorabile che gli resterà impressa nella memoria.»

Secondo D’Urbano le amministrazioni hanno un ruolo determinante nel processo di crescita turistica dei borghi ma da questo punto di vista, non esita a dire che in Italia, la situazione è abbastanza variegata. Molte amministrazioni, secondo lui, non percepiscono fino in fondo il potenziale che hanno, altre invece, riescono a sintonizzarsi subito sulla giusta lunghezza d’onda. 

A tal proposito ci racconta del sindaco di Castel del Giudice, in Molise, un borgo di 450 abitanti, che sta dimostrando come, guidando la macchina in un certo modo, si possono trasformare le risorse del territorio in enorme giacimento turistico, attrattivo di ricchezza. L’elemento di svolta è riuscire a fare aggregazione. 

«Un amministratore che pensa di fare da solo, di poter essere autosufficiente contando sui rapporti amicali col tal presidente di Regione piuttosto che con l’amico Assessore, è un amministratore che vive nel passato.  Ferme restando la municipalità e l’autonomia del comune, credo sia necessario aggregarsi, in relazione a ciò che si vuol fare, e lavorare affinché le comunità siano meno conflittuali su questioni spesso marginali.»

D’Urbano afferma che le amministrazioni devono favorire la tenuta delle relazioni sociali come fattore di supporto alle istanze provenienti dal territorio. «La strada da seguire è la collaborazione di comparto. Vogliamo coltivare questa utopia, vogliamo aiutare le municipalità a ragionare in termini di collaborazione. In tal senso ci proponiamo come facilitatori. La forza di un territorio sta nel valorizzare il particolare che messo insieme a tanti altri, fa la differenza, diventando elemento attrattivo.»

«Chi ha seguito questa strada già nel passato, quando si era ancora in pochi a parlare di concetto di borgo, come elemento distintivo e identitario per promuovere il territorio, oggi sta raccogliendo molti frutti.» dice con trasporto il neo Presidente che aggiunge. 

«C’è un comune della Sardegna che si chiama Galtellì, situato nella parte interna del golfo di Orosei, che quando ha iniziato il percorso con la nostra associazione, aveva un solo ristorante e un solo B&B. Adesso ha una decina di ristoranti e una decina di B&B. Oppure Sauris in Friuli, il cui ex sindaco è stato anche presidente dei Borghi Autentici, dove, a 1400 metri, una realtà di 380 abitanti, è diventata meta turistica non indifferente proprio per il lavoro fatto dalla nostra associazione.»

«Certo bisogna stare attenti a una cosa, dato il momento di crisi generale che stiamo vivendo.» raccomanda D’Urbano. «Oggi c’è una grande richiesta di borghi, di turismo ecosostenibile, per tutta una serie di ragioni. La pandemia ha ridefinito esigenze e priorità, e molti, stanno prenotando case e alloggi per trascorrere le vacanze nei borghi. Qualche privato però, sta cercando di sfruttare la situazione a proprio vantaggio triplicando i prezzi. Ecco! Questa è la strada ideale per distruggere questo tipo di economia.»

D’Urbano dice che la gente dovrebbe capire che alzare adesso i prezzi, cercando di far pagare la crisi al consumatore finale, è quanto di più stupido si possa fare. La sua speranza è che ciò non accada e chiude la piacevole chiacchierata con un’idea che gli piacerebbe poter realizzare durante il suo mandato. 

«Mi piacerebbe creare una narrazione dei borghi. Trovare la strada per far raccontare agli anziani, ma non solo a loro, l’esperienza di vita all’interno di un borgo. Vorrei provare a creare un filo rosso che unisca le storie di mondi apparentemente distanti, fra persone che hanno trascorso la vita nella dimensione di un borgo e persone che magari vorrebbero immergersi in quella dimensione. In fondo è una vita che racconto il territorio, e questo mi rende veramente felice.»