Bilancio di fine anno: intervista al presidente dell’AVIS di Avezzano Simone Di Cicco



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Avezzano – L’anno è ormai quasi giunto al termine, e sorge spontaneo fare riflessioni e bilanci, constatare le eventuali vittorie e quello su cui invece bisogna ancora lavorare per giungere a un miglior risultato. Queste sono le considerazioni del presidente dell’AVIS di Avezzano Simone Di Cicco, in carica da marzo 2017, che in un’intervista a Terre Marsicane illustra i punti essenziali che hanno contrassegnato il percorso di questi mesi.

Cosa ci può dire sull’andamento generale delle donazioni di quest’anno?

Quest’anno la sezione comunale di Avezzano ha registrato un sostanziale pareggio rispetto allo scorso anno. È per noi una vittoria, considerando qualche piccolo stallo dovuto principalmente alle temperature rigide dell’inverno, che hanno comportato influenze di stagione, ed eccessivamente torride dell’estate, che hanno causato evidenti disagi.
Oltretutto a completare il quadro non posso fare a meno di ricordare il caso della “Chikungunya”, malattia trasmessa da zanzare infette, che quest’estate non permetteva a chiunque avesse soggiornato almeno una notte a Roma di effettuare donazioni. Fortunatamente sembra che la situazione si sia generalmente stabilizzata, e dunque posso confermare il conseguimento di un sostanziale risultato positivo.

Ci sono eventuali criticità riscontrate?

Ritornando al discorso della salute dei donatori ribadisco appunto una serie di epidemie influenzali, causate da condizioni climatiche particolari e invalidanti, unite sicuramente al consolidarsi di una carenza di donatori appartenenti alla fascia anagrafica che va dai 18 ai 35 anni, che sono le fasce più predisposte alla donazione proprio per la giovane età. Un’altra criticità è certamente anche la presenza di mezzi poco idonei, che hanno causato non poche difficoltà, superate comunque brillantemente. Mi sento di esprimere la mia preoccupazione riguardo al centro trasfusionale di Avezzano, che corre il rischio di essere trasformato in un punto raccolta sangue, cosa che va assolutamente scongiurata.

Riguardo alla campagna di sensibilizzazione come vi state muovendo?

Ci sono progetti in cantiere che ovviamente non posso rivelare ora e che saranno svelati al momento opportuno. Intanto posso dire che in questi mesi sono state fatte importanti campagne di sensibilizzazione, grazie anche al contributo della nostra testimonial ufficiale Giorgia Farina e del nostro fotografo Antonio Oddi, che sono sempre stati in prima linea e che si sono rivelati fondamentali per la realizzazione dei numerosi progetti benefici. Ottimi risultati riguardo alla sensibilizzazione sono stati raggiunti anche grazie alla squadra dell’AVIS di Avezzano, che si è dimostrata molto sensibile, efficiente e performante.

Quali sono le situazioni risolte e quelle invece da risolvere?

Per quanto riguarda le situazioni risolte posso dire che grazie ai donatori si è creata un’autonomia sangue nell’ambito della provincia di L’Aquila, e un aspetto molto importante da sottolineare è che abbiamo registrato un notevole incremento sia dei donatori sia delle donazioni pro capite, inteso come numero di donazioni effettuate da ogni singolo donatore. Per quanto concerne invece le questioni da risolvere stiamo lavorando duramente per far sì che venga migliorata la visibilità dell’associazione agli occhi della popolazione, entrando nelle case dei cittadini tramite campagne come ad esempio quella recentemente effettuata con l’invio di cartoline di auguri di buone feste, in modo da richiamare quanti più donatori possibili. Credo fermamente che donare sia non solo un dovere morale nei confronti del prossimo, ma anche un dovere civile nei confronti della società.

A livello invece della prassi da seguire per effettuare donazioni si sente di fare qualche considerazione?

Credo che certamente vada snellita la procedura di chiamata di potenziali donatori, in quanto la scarsa fluidità del protocollo provoca il rischio di scoraggiamento dei donatori, cosa che viste le continue emergenze a cui dobbiamo far fronte non possiamo assolutamente permetterci.

Essendo in carica come presidente da meno di un anno, cosa pensa di questa esperienza vissuta fino ad ora?

È stata senza ombra di dubbio un’esperienza piena, meravigliosa, che proseguirà per almeno 4 anni e che ha valorizzato il mio bagaglio di vita. L’impegno è tanto, il lavoro da fare è enormemente coinvolgente, ma sono comunque molto soddisfatto per quanto è stato fatto fino ad ora, anche se sono convinto che si possa fare sempre meglio e che non bisogni mai adagiarsi. Mi sento di ringraziare per il loro sostegno i membri del consiglio direttivo e i soci, che con il loro impegno risultano fondamentali per la missione di questa associazione. Ringrazio anche la nostra testimonial Giorgia Farina e il nostro fotografo Antonio Oddi, che non fanno mai mancare il loro concreto aiuto e la loro preziosissima presenza.

Un messaggio che si sente di lanciare?

Il messaggio che non smetterò mai di diffondere è quello di andare a donare, perché andare a donare non aiuta, salva!




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