Balsorano, al via la prima rassegna di teatro ragazzi “Centro Arti Espressive e Creative – ART’È”



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A Balsorano, a partire dal 18 luglio, prenderà il via la prima rassegna di teatro ragazzi, nell’ambito del progetto di arte e cultura “Centro Arti Espressive e Creative – ART’È”, promossa dall’Istituto Comprensivo Statale di Balsorano e dal dirigente Piergiorgio Basile, in collaborazione con il Comune di Balsorano, il Comune di San Vincenzo Valle Roveto e il Teatro Stabile d’Abruzzo.

La realizzazione del progetto è a cura della Coop. Sociale “Fantacadabra” e prevede una rassegna teatro ragazzi presso il cortile dell’ex scuola materna di Balsorano.
Il primo appuntamento è in programma per il 18 luglio con la compagnia “TEATRO BERTOLD BRECHT” di Formia, con lo spettacolo “PULCINELLA MON AMOUR”.
“PULCINELLA MON AMOUR” Incubi, lazzi e sogni di Cetrulo Pulcinella di Maurizio Stammati, con Pompeo Perrone, Chiara Ruggeri, Francesca De Santis, Dilva Foddai,
Salvatore Caggiari, Maurizio Stammati, Margherita Vicario, Marco Mastantuono, per la regia di Maurizio Stammati, una produzione Teatro Bertolt Brecht di Formia.
Strutturato come fosse un gran carnevale di maschere e tamburi, coriandoli e bandiere, si narra l’arte difficile del sopravvivere di Pulcinella Cetrulo, maschera dai mille volti sempre in fuga da qualcuno, sempre in cerca di qualcosa. Nel riscrivere per attori e musica le avventure guarattellesche della maschera in bianco e nero, si racconta degli incontri terreni e sovrannaturali del Cetrulo Pulcinella, condannato a morte per essere sfuggito al suo burattinaio.

Rappresentato per la prima volta nel teatro di Fleury in Francia, lo spettacolo ha una doppia vita: il palcoscenico e la strada.
Può infatti essere rappresentato in palcoscenico per un pubblico di adulti e di bambini, ma anche nelle piazze e nei vicoli delle città, costruito come un percorso a quadri. Sempre il pubblico viene portato a compiere un viaggio, al di là dei facili stereotipi, autentico, ironico, amaro e grottesco nel mondo variopinto di Pulcinella.

La rassegna proseguirà poi il 21 luglio al “TEATRO VERDE” di Roma con lo spettacolo “I VESTITI NUOVI DELL’IMPERATORE”, di Andrea Calabretta, per la regia di Emanuela La Torre della Compagnia Teatro Verde di Roma, con Andrea Calabretta, Enrico Biciocchi, Diego Di Vella, audio e luci di Enrico Biciocchi, musiche originali di Enrico Biciocchi, Ugo Valentini, Gilles Pauget, scenografia e
costumi di Corrado Olmi (da H.C. Andersen).
Un re vanesio e civettuolo pensa unicamente a cosa e come indossare.
Un giorno due imbroglioni lo convincono a comprare un tessuto straordinario per bellezza ed eleganza, e questa stoffa ha una piccola particolarità: la può vedere solo chi è intelligente, chi non la vede vuol dire che è uno stupido.
Con questa scusa i due furfanti fanno finta di tessere tessuti meravigliosi e nessuno, per paura di passare da stupido, osa confessare che non vede niente.
Alla fine il re si mostrerà nudo al suo popolo, il quale popolo loderà le meraviglie di un abito inesistente.
Tra tanta gente solo un bambino ha il coraggio (o l’incoscienza) di dire la verità e di urlare a tutti che il re è nudo.
I Vestiti dell’Imperatore è una partitura per attori e musicisti, in un connubio di immagini, testo, musica.
Per le scene e le immagini l’ispirazione viene dai colori e dal segno di Matisse.
I bambini vengono coinvolti nella storia, la musica dal vivo accompagna tutto il racconto che alterna alle parti narrate quelle cantate. Oggetti, figure e parole si muovono insieme alla storia. La fiaba diventa voce, narrazione, musica, figura, movimento, suggerisce di non fermarsi alle apparenze.

Appuntamenti poi il 30 luglio con la compagnia “TIEFFEU” di Perugia con lo spettacolo “PI – PI PINOCCHIO”, spettacolo per attori e figure di Mario Mirabassi con Claudio Massimo Paternò, Nicola di Filippo, Greta Oldoni, costumi di Lorenza
Menigatti, figure di Ada e Mario Mirabassi, scenografia e regia di Mario Mirabassi.
Pi… Pi… Pinocchio, è un omaggio alla figura del burattinaio per eccellenza: Mangiafuoco, che riscattato dal ruolo di “cattivo” a cui siamo abituati, diventa il narratore nostalgico di una propria storia del famoso burattino.
Mangiafuoco, dopo il fatidico incontro con Pinocchio, entra in crisi di identità: non possiede più la vita delle figure, venendogli negata la funzione di “creatore” e “animatore”, Pinocchio vive di vita propria.
L’impedimento di questo ruolo gli fa scoprire i suoi limiti “umani”, ma allo stesso tempo scatena nel suo animo sentimenti di rispetto e ammirazione: quel piccolo essere di legno lo ha fatto emozionare con le sue strabilianti avventure alla ricerca del padre perduto.
Una storia commovente ed appassionante capace di sciogliere i cuori di pietra.
Un giorno, mentre “la Premiata Marionettistica Mangiafuoco” bivacca in prossimità di un villaggio, dove rappresenterà il suo solito spettacolo sulla tradizione, Mangiafuoco decide di buttarsi nell’avventura di allestire uno spettacolo sulla storia di Pinocchio.
Lui la sua storia la conosce bene perché l’ha appresa direttamente dalla viva voce del burattino parlante, ora si tratta solo di tirare fuori dai bauli i materiali di scena ed iniziare le prove.
Tutto inizia dal noto starnuto e dalla costruzione della marionetta Pinocchio, un’altra che lui guiderà nella ricostruzione delle vicende di cui è protagonista.
Lo spettacolo di teatro nel teatro, dove su piani paralleli, tra il metateatro e l’apertura di finestre della memoria, appare la vera storia di Pinocchio.
Nella scena si combinano così due momenti: il presente della costruzione scenica condotta dagli attori nel ruolo di aiutanti del maestro burattinaio, impersonificato da una grande figura animata posta al centro della scena, e il passato appartenente alla storia conosciuta, che si dipana in uno spazio scenico mutevole.
Gli attori e le figure ci accompagnano nei luoghi tipici: il teatro di Mangiafuoco, il paese dei balocchi, il campo dei miracoli e il mare dove alla fine appare il grande pesce.

La storia così scorre delicatamente in un contesto magico e ricco di colpi di scena.
La versione attuale di Pi… Pi… Pinocchio è un riallestimento di una produzione del 1996 che ebbe un notevole successo di pubblico.
Per questa nuova versione sono stati ricostruiti gran parte dei materiali ed è stata ridefinita la drammaturgia e la regia.
Infine, il 18 agosto, la compagnia “PROSCENIO TEATRO” di Fermo si esibirà con lo spettacolo “CENERENTOLA IN BIANCO E NERO” tratto da Basile, Perrault e Grimm, con teatro d’attore, pupazzi e figure animate, interazione con il pubblico.
Cenerentola è certamente una delle storie più conosciute e raccontate al mondo, la sua origine si perde nella notte dei tempi, si dice che provenga dalla Cina ma altri sostengono che fosse conosciuta già nell’antico Egitto.
La prima testimonianza italiana si deve a Giambattista Basile che la riporta nel suo “Lo Cunto de li Cunti” (1635), mentre le più fortunate e conosciute versioni in occidente sono quelle che ci sono arrivate da Charles Perrault (1697) e dai Fratelli Grimm (1822), scritture per molti versi simili ma con importanti differenze, soprattutto nel finale.

Questa visitazione prende spunto proprio da queste incredibili e diverse maniere di far concludere la vicenda, da una parte Perrault, che perdona le malefatte della matrigna e delle sue figlie e che vede addirittura Cenerentola accoglierle nel Palazzo dove era andata in sposa con il principe, idea ripresa poi da Walt Disney nel suo celeberrimo film d’animazione (versione bianca).
Dall’altra la “zampata” dei Fratelli Grimm, che invece puniscono severamente le sorellastre, facendole accecare da due colombi nel giorno delle nozze di Cenerentola (versione nera).
Lo spettacolo racconta fedelmente la vicenda, attraversando i momenti più cari e noti al pubblico di ogni età, ci sarà in scena Cenerentola in carne ed ossa, col suo vestito sporco di cenere e con quello sfavillante con cui si presenta alla festa, ci sarà il lrincipe, la scarpetta abbandonata e tutto il resto. Non mancheranno, come da tradizione della compagnia, pupazzi animati, situazioni divertenti e coinvolgimento diretto del pubblico, anzi, sarà proprio quest’ultimo a decidere quale dei due finali è più gradito, con una regolare votazione, alzando il foglio che gli verrà consegnato all’ingresso, nella parte bianca o in quella nera.

Quella di Cenerentola è storia di mondi magici, di straordinari rapporti con la natura e gli animali, ma è anche storia di una profonda ingiustizia, di riscatto, di prepotenze sconfitte, del bene che trionfa sul male.
Tutti, chi prima e chi dopo, abbiamo subito nella nostra vita dei torti, si comincia già a scuola con il triste fenomeno del bullismo, e tutti abbiamo sognato di avere giustizia, questo ci permette un’immediata identificazione con le vicende di Cenerentola, siamo dalla sua parte sin dall’inizio, lo siamo stati per secoli e continueremo ad esserlo ancora.
Da punto di vista delle tecniche teatrali utilizzate, lo spettacolo pur essendo essenzialmente d’attore, mostra una contaminazione giocosa tra questi e l’utilizzo di figure animate di diverso genere: si va dal burattino a stecca con il braccio mobile, al grande pupazzo in gomma piuma, fino a diverse figure piatte animate.
L’incontro tra l’attore e la figura sposta lo spettacolo su un piano così fantastico da far diventare tutto incredibilmente vero, la vicenda coinvolge, emoziona, indigna e rapisce i bambini in maniera immediata.
Dal punto di vista didattico è molto interessante vedere come i più piccoli si schierano al termine dello spettacolo, i finali proposti sono due: quello di Perrault (bianco/perdono) e quello dei Fratelli Grimm (nero/punizione), raccontati entrambi e posti al giudizio del pubblico, che, con appositi cartoncini consegnati all’ingresso, dovrà prendere posizione ed esprimere un accordo sul perdono o sulla severissima punizione qual’è quella proposta dai Fratelli Grimm.
Sarà un momento su cui riflettere successivamente a scuola e al contempo un’importante occasione per capire ciò che si muove nell’animo del bambino.
Episodio che spalanca porte e portoni, certamente vecchio quanto l’uomo, ma pur sempre di grandissima attualità.
Con il progetto del Centro Estivo Centro Arti Espressive e Creative si vuole offrire un’esperienza allo stesso tempo ricreativa ed educativa, centrata sui bisogni e sugli interessi dei bambini, che devono essere protagonisti attivi della loro esperienza estiva, attori vivaci e motivati, partecipi e liberi di esprimersi in tutte le attività ludiche, ricreative, espressive e di animazione proposte.
Il Centro Estivo vuole essere un luogo di incontro e di confronto, uno spazio in cui poter esprimere la propria individualità e imparare divertendosi, attraverso le varie attività dedicate all’emozione e alla magia del teatro.
Per vivere un’estate da protagonista salendo sul palcoscenico per giocare con l’improvvisazione, creare burattini, scoprire il teatro, costruire piccoli strumenti musicali e tante altre cose divertenti.
Il progetto coinvolge più ambiti: educativo e formativo, ricreativo e aggregativo, culturale e sociale.

Molte le attività artistiche che coinvolgeranno le famiglie di Balsorano e San Vincenzo Valle Roveto: parallelamente agli spettacoli si attiveranno diversi laboratori dedicati al mondo dell’arte, della cultura, del teatro e della musica, attraverso molte attività laboratoriali: LABORATORIO DI RACCONTO FAVOLE, condotto da Mario Fracassi e Laura Tiberi; LABORATORIO ARTISTICO DI MANIPOLAZIONE DI RICICLO E RICOSTRUZIONE a cura di Santo Cicco; LABORATORI DEDICATI ALL’AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITÀ “IL BOSCO E IL FIUME” a cura della cooperativa DENTROCOOMOS; LABORATORIO COSTRUZIONE DELLE MASCHERE E DEI BURATTINI realizzato da Wally Di Luzio; LABORATORIO DI DANZA PER RAGAZZI condotto da Mazan Maria; LABORATORIO TEATRALE PER RAGAZZI a cura di Paola Munzi dell’Ass. TAMS; LABORATORIO MUSICALE a cura di Christian Fantone; LABORATORIO DI CONOSCENZE DIGITALI a cura di Ass. Video Fly; CINEFORUM, che sarà a cura dell’Associazione SULMONA FILM FESTIVAL.
Inoltre ci sarà la possibilità di proporre attività artistiche e ludico-sportive e incontri finalizzati alla conoscenza delle tradizioni e della cultura locale, con gite e visite culturali alla scoperta del territorio e laboratori dedicati all’ambiente e alla
sostenibilità.