Avezzano: Pizza e lavoro? Binomio perfetto



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Avezzano – La pizza, patrimonio Unesco,è stata proclamata tale perché rappresenta l’Italia in tutto il mondo. L’arte della pizza eleva una tradizione culinaria e un’espressione culturale e ci evita lo scippo da parte degli Americani. Anche il viaggiatore nella remota isola di Pasqua trova la pizza napoletana: non è gustosa come quella infornata a Margellina ma è comunque appetitosa. La pizza che è saporita, nutriente, poco costosa, ha avuto un successo travolgente e globale. Fare il pizzaiolo può essere un mestiere di successo. Un corso ci insegna a diventare un professionista pizzaiolo.

È un corso pratico che insegna un mestiere intramontabile, che non conosce disoccupazione e permette di lavorare in tutto il mondo. Per informazioni contattare il numero di cellulare: 3927496774. Passione, studio e determinazione anche in questo campo possono fare la differenza. Le tante qualità hanno fatto salire la pizza sul podio del più famoso e diffuso piatto a livello internazionale. Si può mangiarla in ogni angolo  dei cinque continenti. L’Accademia Pizzaioli e la Coldiretti hanno dati vertiginosi: 12 miliardi di euro, 100 mila lavoratori fissi nel settore, oltre 50 mila nei fine settimana. Ogni giorno vengono sfornati in Italia 5 milioni di pizza nelle circa 63 mila pizzerie e locali di prodotti per l’asporto. C’è anche un enorme valore sociale perché crea occupazione anche in situazioni e zone difficili evitando la marginalizzazione di tante persone. Secondo la leggenda fu inventata oltre tre secoli fa a Napoli e sempre secondo la leggenda Raffaele Esposito la cucinò per il re Umberto di Savoia e la moglie Margherita (da qui la famosa pizza Margherita), che alloggiavano nel palazzo reale di Capodimonte.

La pizza è una straordinaria immagine interculturale elaborata non dalla mente di geniali pubblicitari, ma da una tradizione storico-culturale e alimentare condivisa, più o meno consciamente da tutte le civiltà del Mediterraneo e oggi potremmo dire del mondo intero. La sua storia, la varietà e la differenza dei suoi ingredienti rispecchiano la sua appartenenza ad una tradizione culinaria associata alla cosiddetta “dieta mediterranea”, risultato dall’incrocio di costumi alimentari molto spesso non provenienti dall’area del Mediterraneo, ma da altri continenti. (V.L.)




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