Avezzano, “oltre 1600 abitazioni a rischio sismico”


Avezzano – “Oltre 1600 abitazioni a rischio sismico”. E’ quanto afferma in una nota il coordinatore regionale di Mia Casa Abruzzo, Pio Rapagnà.

“Il patrimonio abitativo a rischio pubblico è il seguente:

A) 5.161 alloggi ATER (ex-IACP – ex-GESCAL – ex INA-Casa – ex-INCIS) di cui:

* 2.945 nel Comune di L’Aquila, 1.619 ad Avezzano, 1.294 a Sulmona;

* 715 nel Comune di Teramo, 183 a Montorio al Vomano, 85 ad Isola del Gran Sasso;

* 875 nella Provincia di Chieti;

* 358 nella Provincia di Pescara.

B) 1.259 alloggi e “Case Parcheggio” di proprietà dei Comuni ad alta tensione abitativa di L’Aquila, Avezzano, Sulmona, Teramo, Chieti e Lanciano;

C) 5.784 appartamenti realizzati da Cooperative e Consorzi attraverso i fondi pubblici delle Edilizia convenzionata, agevolata e contrattata;

D) 876 abitazioni di proprietà di vari Enti pubblici, previdenziali, assicurativi e assistenziali;

La quasi totalità degli edifici e appartamenti di edilizia popolare e comunale, realizzati in zone interessate dal sisma del 6 aprile 2009, è andata completamente distrutta o resa inagibile

I circa 4.000 alloggi “popolari”, gestiti nella maggior parte dall’ATER della Provincia dell’Aquila e in parte di proprietà dei Comuni del cratere, a seguito del terremoto del 6 aprile 2009 hanno subito danni “leggeri e pesanti” che, da successive verifiche da parte dei tecnici della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco e dei Comuni del cratere, sono stati così “classificati”:

* il 54,4 % con esito A – 2.176 dichiarati agibili;

* il 15,6% con esito B – 624 dichiarati temporaneamente inagibili, ma resi agibili con provvedimento di pronto intervento;

* il 3,9% con esito C – 156 dichiarati parzialmente inagibili;

* l’1,3% con esito D – 52 dichiarati temporaneamente inagibili;

* 21,3% con esito E – 852 totalmente inagibili;

* 3,5% con esito F – 140 alloggi inagibili per rischio esterno.

Oltre 2.800 abitazioni di Edilizia Residenziale Pubblica si trovano nei principali Comuni della Marsica, della Valle Peligna e del Parco Nazionale d’Abruzzo, e in maggior numero nelle Città di Avezzano e Sulmona, e cioè in “zone” a rischio alto sismico di prima e seconda categoria: con la prevedibile conseguenza che, in presenza di un evento sismico simile a quello del 6 aprile 2009 a L’Aquila o pari a quello dello scorso 24 agosto ad Amatrice (dove è accaduto che due palazzine delle Case Popolari ex-IACP simili a quelle esistenti in Abruzzo e nel cratere aquilano, sono completamente crollate e implose su se stesse, provocando 22 vittime) molte di esse resterebbero inagibili.

Le stesse drammatiche conseguenze si verificherebbero in tutti gli altri edifici residenziali pubblici costruiti nelle zone sismiche delle Province di Teramo, Chieti e Pescara.

La questione è talmente grave che desta meraviglia e sconcerto il fatto che, ancora oggi, dopo sette anni e pur davanti ai disastrosi effetti del “nuovo” sisma del 24 agosto scorso, nessuno ha provveduto con la dovuta urgenza a mettere in atto i primi interventi di messa in sicurezza e ad avviare la “ricostruzione pesante” di tutte le 1.053 abitazioni di Edilizia Residenziale Pubblica Sovvenzionata Regionale e Comunale dell’Aquila che sono ancora inagibili e abbandonati al degrado e all’incuria del tempo”.


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