Avezzano, alla vigilia del ballottaggio, Intervista con Tiziano Genovesi nel confronto a distanza con Gianni Di Pangrazio

Avezzano – A poche ore dal ballottaggio, l’attenzione dell’elettorato si polarizza sui due candidati e sui loro profili personali. La redazione di Terremarsicane ha intervistato separatamente i due contendenti, ormai esausti, dopo la faticosa campagna elettorale estiva. Le risposte di Genovesi alle nostre domande.

Al di là dei programmi e delle promesse, quale ritiene siano i suoi punti di forza rispetto all’avversario?

«Un punto di forza è sicuramente quello di portare il rinnovamento, l’altro è quello di farlo in un contesto ben connotato nell’ambito del centrodestra rappresentato dai partiti che stanno nel centrodestra. Dall’altra parte c’è solo una sinistra scolorita.»

Secondo lei, su quali fasce di elettorato, e in che modo, il suo avversario può risultare più efficace rispetto a lei?

«Il mio avversario può attingere a tutto quel mondo fatto di clientele costruite negli anni e nel periodo in cui è stato sindaco della città. Io invece ho come riferimento il mondo popolare delle persone comuni, che non hanno mai avuto la possibilità di entrare nel palazzo comunale.»

È vero che molti neo-elettori, i giovanissimi, i nativi digitali cresciuti sui social e con TikTok, sono più attratti dai messaggi salviniani e quindi sono più vicini alle sue posizioni?

«Chiaramente un quarantenne è più agevolato nell’intercettare un elettorato giovane, da padre di due adolescenti riesco a parlare con quel mondo, anche perché c’è solo una generazione che ci separa, parlo con loro perché molti li conosco.»

Nell’ipotesi lei diventasse il sindaco di Avezzano, ha già in mente una squadra di governo?

«Questo no! Non abbiamo parlato di posizioni, non abbiamo parlato di assessorati, ci siamo sempre e solo confrontati sulle idee e sui programmi. Nel momento in cui dovessimo cogliere l’obiettivo, e lo coglieremo, allora ci siederemo attorno a un tavolo, e con la trasparenza e la serietà che ci contraddistingue, costruiremo una giunta all’altezza delle sfide che la città deve affrontare.»

Come valuta il fatto che diversi esponenti della coalizione della Taccone hanno dichiarato pubblicamente che appoggeranno Di Pangrazio, invece di convergere sulla sua candidatura, come ci si sarebbe aspettato?

«La cosa non mi sorprende perché si tratta di persone che hanno già amministrato in passato, anche con Di Pangrazio, e fanno parte di quelle logiche clientelari di cui parlavo prima. Sono persone che non vedono di buon occhio il ricambio generazionale.»

Cosa pensa di questo fronte comune che si è schierato contro di lei, una sorta di “Invincibile Armada” che parte da Mario Babbo, passa per Del Boccio, attraversa il PD e termina, seppur fra vari distinguo, nell’ambito della coalizione della Taccone?

«Stanno facendo la più classica delle campagne contro. Si sono coalizzati tutti contro Tiziano Genovesi. Storicamente le campagne contro, non hanno mai pagato. Io ho portato avanti una campagna sui contenuti, non mi sembra di aver mai parlato male di nessuno sul piano personale, ho espresso critiche molto dure, ma sempre restando sul piano politico. Tutto il vecchio apparato politico di Avezzano si è compattato contro di me. Ci sono le sinistre e gruppuscoli di centrodestra che non hanno gradito la mia candidatura. Vuol dire che si assumeranno la responsabilità di un modo di far politica, mirato a distruggere l’avversario. Gli elettori però sapranno distinguere fra una politica contro la città e una politica per Avezzano. L’odio, il livore e gli attacchi personali li lascio agli altri.»

Sembrerebbe che qualcuno di Forza Italia, abbia tentato di favorire una ricomposizione del centrodestra ma voi vi sareste rifiutati di farlo, e vero?

«Io ho parlato di programmi e di progetti. Ben venga la ricomposizione su queste basi. Se invece si vuole parlare solo di assessorati e posti nelle partecipate ci si può tranquillamente accomodare da Di Pangrazio, che ha promesso mari e monti a tutti. Sfido chiunque, a dire che io abbia promesso assessorati, posti da primario e poltrone in qualche partecipata. Questa politica del sottobosco e del sottobanco non fa parte di me.»

Cosa può dirci delle fotografie di tre anni fa che la ritraggono fra i supporters di Di Pangrazio?

«Ero stato invitato a un evento pubblico a cui avevo partecipato in amicizia. Oggi stanno usando quella foto in maniera strumentale per far passare un messaggio distorto. Questo è il livello della campagna elettorale di chi non ha contenuti, è il livello della claque che sostiene il mio avversario. Si tratta solo di stupidaggini e non voglio rispondere alle fesserie e alle fakenews. Sono arrivati a dire che io, nel 2017, dovessi formare una lista a sostegno di Di Pangrazio, ovviamente è una falsità. Basta riprendere gli articoli dell’epoca per leggere le mie dichiarazioni di neutralità rispetto a quella competizione da cui restai lontano. Se vogliono screditarmi con questi sistemi si sbagliano. L’avversario va contrastato con argomenti e contenuti, di cui evidentemente sono a corto, e quindi si tira fuori la fotografia di un evento pubblico dove saranno state presenti più di 300 persone. Io continuo a lavorare per la mia città e per gli avezzanesi.»

Se diventasse sindaco, offrirebbe la presidenza del consiglio comunale alla minoranza?

«La presidenza del consiglio spetta alla maggioranza. È logico e legittimo che sia così!»

È previsto ancora qualche confronto fra lei e Di Pangrazio?

«Beh! Ce n’è stato uno stamattina, ma lui non si è presentato, voci di corridoio mi hanno riferito che non si presenterà più ad alcun confronto se non a quelli di carattere più goliardico e leggero. Spero ci ripensi e mi sfidi sugli argomenti seri e sui contenuti.»