Autostrada A.24, sorpreso con documenti falsi. Arrestato cittadino kosovaro e denunciato a piede libero un connazionale per favoreggiamento



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Gli agenti della Sottosezione Polizia Stradale di L’Aquila Ovest, diretti dal Comandante Sostituto Commissario Alberto Ravanetti, hanno proceduto all’arresto in flagranza di reato di un cittadino kosovaro di anni 31 M.D. residente a L’Aquila con precedenti penali.

Nella circostanza veniva altresì denunciato a piede libero, per favoreggiamento un suo connazionale di anni 26 E.B. anch’egli residente a L’Aquila, incensurato.

I fatti risalgono alla scorsa domenica 16 settembre, in autostrada A24 nei pressi dell’uscita di L’Aquila Ovest, quando i due uomini a bordo di un veicolo, venivano sottoposti ad un controllo da parte degli agenti della Polizia Stradale.

Sottoposti a controllo, M.D. è stato trovato in possesso di documenti falsi in particolare carta di identità e patente di guida rilasciati da autorità bulgare e intestati a nome di un cittadino bulgaro, ma con la foto del fermato.

Da un’accurata verifica dei documenti esibiti, sorgevano dei dubbi sulla loro autenticità, tanto da insospettire gli agenti che procedevano ad ulteriori e complessi accertamenti, dal quale emergeva la falsità di entrambi i documenti.

A quel punto si procedeva all’arresto in flagranza di reato di M.D. per “possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi” art. 497-bis c.p. ai sensi del quale “chiunque è trovato in possesso di un documento falso valido per l’espatrio è punito con la reclusione da uno a quattro anni”.

L’arrestato è stato immediatamente sottoposto a fotosegnalamento e, al termine dell’intervista con gli agenti, ha ammesso la propria vera identità e di essere cittadino kosovaro e di utilizzare documenti bulgari falsificati per poter liberamente circolare sul territorio europeo.

In merito al possesso dei documenti falsi, l’arrestato riferiva di averli acquistati in Macedonia.

Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria l’arrestato è stato tradotto presso la Casa Circondariale “Costarelle” di L’Aquila, in attesa del processo per direttissima.




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