Arresti domiciliari: una giustizia ingiusta (per i cittadini di via Crispi)



Condividi su facebook
Condividi
Condividi su whatsapp
INVIA
Condividi su telegram
Telegram
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su email
Email
Condividi su print
Stampa

Avezzano – Se chi delinque viene punito è sacrosanta giustizia, ma l’ingiustizia è se la pena ricade sui cittadini onesti e le persone perbene. La notizia della conferma  degli arresti domiciliari , convalidati dal Gip del Tribunale di Avezzano, del marocchino Ahmed El Mansouri  41enne irregolare sul territorio nazionale,  aveva creato grande preoccupazione tra gli abitanti di via Crispi,  perché da oltre un anno vivono il civico 68 come una succursale del carcere di San Nicola.

La convivenza  con personaggi con precedenti di giustizia, sia perché agli arresti domiciliari sia perché sottoposti a sorveglianza speciale, era già fonte di disagio, soprattutto nelle ore serali.

Anche sotto un aspetto umano è inverosimile  la detenzione del marocchino  in un seminterrato privo di servizi igienici e senza areazione,  il piccolo locale è condiviso con  una decina di suoi connazionali.

La domanda generale è come si può concepire una così incivile disposizione, che va ad unirsi all’incremento ed alla pericolosità dello spaccio di droga nella zona?  Anche gli esercenti hanno visto un calo delle vendite data la presenza di determinati soggetti che hanno atteggiamenti incuranti e spregiudicati  perché, obiettivamente, non hanno nulla da perdere.

Una settimana prima della conferma degli  arresti domiciliari  del marocchino, è stato inoltrato un esposto di denuncia della situazione alla Procura della Repubblica , alla Polizia di Stato ed ai Vigili Urbani della Città di Avezzano.

La speranza degli abitanti di via Crispi è che venga data una risposta immediata alla loro richiesta, unita a quella della proprietaria che vorrebbe avere, giustamente,  la restituzione dei propri locali. Da tempo aveva depositato una querela contro quegli  individui che avevano sfondato la porta appropriandosi indebitamente del seminterrato.

Considerando la totale mancanza di igiene di quel contesto,  è stata interpellata la ASL , la quale ha  comunicato l’ impossibilità di emettere un  provvedimento  senza l’espressa richiesta da parte degli organi superiori competenti.

Ancora nessuna risposta.

Circa un anno fa  fu necessario l’ intervento dei vigili del fuoco,  nel  locale occupato abusivamente,  in quanto si era appreso che all’interno venivano usate delle bombole del gas. Gli occupanti aprirono  solo dopo l’azione  intimidatoria  dei carabinieri. Nulla impedisce di credere che ancor oggi siano presenti quei pericolosi accessori.

Grande e grave disagio, non tanto ora che le giornate si allungano, ma nel periodo invernale le signore anziane hanno paura anche di  passeggiare,  molte non vanno più nemmeno alla messa.

Non si riesce a mandarli via, c’è un via vai continuo soprattutto la sera” così, alterato,  si è espresso un residente “ La sera qui è uno spaccio continuo di droga, ci sono tante ragazzette, possibile che nessuno se ne accorge? L’unica pattuglia della polizia passa sempre alla stessa ora, e ormai loro lo sanno.”

La delusione di una signora è evidente quando dice  “E’ una battaglia persa. Volevamo creare un piccolo parco giochi a ridosso della chiesa, ma chi li porta i bambini?  mi creda se non si trova una soluzione le persone che abitano qui continueranno a vivere nella  paura. “

Anche la titolare dell’attività commerciale a ridosso del civico 68, con amarezza,  ha dovuto concludere “Se non vanno via loro, devo andare via io ,  il commercio ne risente,  i clienti non sono rimasti indifferenti all’accaduto.

Arresti domiciliari? Una pena scontata dai cittadini onesti.




Lascia un commento