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Aree interne, la sfida di Di Pangrazio: Statuto speciale e ZEF con IRAP azzerata per 5 anni

Redazione

Rivitalizzazione aree fragili d’Abruzzo, Di Pangrazio lancia due proposte rivoluzionarie: “Statuto Speciale delle Aree Interne e istituzione della ZEF, con esenzione IRAP per i primi 5 anni”

Avezzano – Continua la fase di elaborazione di una strategia comune e ad ampio raggio per la rivitalizzazione delle zone fragili della Regione. Il sindaco di Avezzano: “La strategia sarà condivisa con tutti i sindaci dei Comuni interni. È arrivato il momento di costruire un nuovo paradigma”. 

Il sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, già promotore del progetto di eco europea della “Quinta Provincia”, lancia due nuove ipotesi di lavoro rivoluzionarie, da condividere con tutti i Comuni ad economia fragile del territorio abruzzese. “Continuiamo – afferma – a lavorare su una strategia per il rilancio delle aree interne della Regione. Riaffermo la necessità di istituire in Abruzzo uno Statuto speciale delle zone interne. Questa proposta – continua il sindaco – non sottende la ricerca di autonomia istituzionale, ma vuole ottenere un regime differenziato di politiche pubbliche”. 

“Ogni cittadino, infatti, – aggiunge Giovanni Di Pangrazio – deve poter scegliere liberamente di vivere nelle aree interne, senza dover scontare svantaggi derivanti dalla propria collocazione geografica. In questi giorni, ho avuto modo di confrontarmi con diversi sindaci che coordinano Unioni e Aree Interne proprio in merito ad un percorso di questo tipo”. Ed è proprio nella logica di un regime differenziato di politiche pubbliche che si articola la seconda proposta di “peso”, ovvero l’istituzione della ZEF regionale, vale a dire di una Zona ad Economia Fragile, che mutua dall’intuizione della ZES. “Differentemente dalla ZES, la ZEF – spiega Di Pangrazio – andrebbe a delimitare un territorio “area fragile” all’interno della Regione, in cui le aziende potrebbero beneficiare di agevolazioni fiscali e di semplificazione amministrativa e di favore, rispetto alle zone più fortunate d’Abruzzo. Anche i giovani ne beneficerebbero: creando più occasioni e opportunità di lavoro, i nostri ragazzi non sarebbero più costretti a portare altrove le loro professionalità, ma costruirebbero il loro futuro nei borghi e nei luoghi di residenza e di nascita”. Nell’ambito delle ZEF, ad esempio, per le imprese che trasferiscono le loro sedi nei Comuni interni, che assumono residenti e che investono in innovazione si potrebbe prevedere un’esenzione totale dell’IRAP per i primi 5 anni e un’aliquota ridotta per i successivi 5 anni. A questa ipotesi, se ne aggiungono altre: il credito d’imposta fino al 60% per investimenti su beni strumentali nuovi, la semplificazione amministrativa tramite lo sportello unico per pratiche in zona ZEF, iperammortamenti e cumulabilità con incentivi nazionali nel rispetto del limite del 100% del costo netto dell’investimento, veicolazione e rimodulazione dei fondi PNRR per il digitale. “La ZEF, insomma – conclude il sindaco – vuole essere un’infrastruttura normativa nuova: un insieme agevolativo semplificato orientato alla rivitalizzazione delle aree interne. La Zef opera in un quadro di insieme che diventa sinergico nel quadro più ampio, come la transizione 5.0, i contratti di sviluppo Invitalia, la riproposizione della “Sabatini”, il Fondo di Sviluppo e Coesione e la necessaria rimodulazione del PNRR”.

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