“Adesso parlo io, prima che il cancro mi tolga la parola”, lo sfogo di un marsicano che difende i diritti dei malati oncologici 



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A pochi giorni di distanza dall’importante quanto commovente manifestazione dal titolo “Io sono ancora qua”, svoltasi nell’Anfiteatro Marruvium di San Benedetto dei Marsi e dedicata a tutti coloro che hanno lottato e lottano ogni giorno contro il cancro, e vista anche la recente scomparsa di Giusina Cupo, stroncata a soli 29 anni dallo stesso male, non è più stato possibile tacere.
È da ciò che scaturisce lo sfogo su Facebook di Gianmarco De Vincentis, agricoltore di San Benedetto dei Marsi che da 20 anni combatte una dura battaglia con il cancro, malattia che ha colpito anche alcuni dei suoi familiari più vicini.
Racconta in breve la sua esperienza, fatta di lunghe cure e di una strenua difesa che giorno dopo giorno non scalfisce la sua forza d’animo e la volontà di vivere al meglio possibile il tempo della sua vita.
Esprime la sua preoccupazione per le sorti dei giovani, della sua faniglia e delle famiglie di chiunque sia coinvolto in primis nelle conseguenze di questo male del secolo che travolge e spesso distrugge.
Al momento il reparto oncologico dell’ospedale di Avezzano è attivo, ma i posti sono assai limitati ed è concreto il rischio che venga assorbito da un centro più distante, costringendo così coloro che vengono dai vari punti della Marsica a percorrere parecchi chilometri per poter ricevere le cure necessarie.
Per questo si è attivato scrivendo lettere ai politici, chiedendo ascolto, aiuto e soprattutto una risposta, una risposta che non corrisponda all’ennesimo taglio all’assistenza sanitaria, tassello fondamentale di una società che rispetta il diritto alla vita e alla dignità umana.
Quello che si chiede è un ospedale di Avezzano che funzioni e che abbia a disposizione posti letto non in base al numero degli abitanti, ma alla percentuale dei malati oncologici, e soprattutto si chiede ai vertici politici considerazione, rispetto e dignità per chi vive questa malattia nel quotidiano e la affronta con coraggio.
Si richiede infine collaborazione, coesione e unità, affinchè si ottengano importanti risultati e si evitino ulteriori sofferenze a chi già ogni giorno cerca strenuamente di farvi fronte.



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