Abruzzo Civico ribadisce il proprio no all’inceneritore in Abruzzo



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Abruzzo – Il Gruppo regionale di Abruzzo Civico intende respingere le strumentalizzazioni propagandistiche di alcuni esponenti del Movimento 5 stelle, in materia di ciclo integrato di rifiuti e ribadisce la propria posizione così come esposto chiaramente nel programma elettorale regionale presentato all’attenzione degli elettori nel maggio 2015. “Vogliamo riorganizzare il sistema di trattamento dei rifiuti, liberalizzando i servizi di raccolta e gestione anche superando la disciplina imposta dalle Autorità di bacino e combinando in modo flessibile la riduzione all’origine (con incentivi alla vendita dello sfuso e tassazione degli imballaggi), la differenziazione ex-ante ed ex-post dei rifiuti, e la raccolta porta a porta.

Vogliamo che le discariche rappresentino solo una componente residuale di questo sistema, e che l’intera filiera della raccolta, trattamento e riciclaggio sia strutturata per il riutilizzo dei rifiuti raccolti, differenziati e valorizzati a beneficio della comunità. Affronteremo poi, in modo serio, il problema dei rifiuti speciali e di quelli tossici e nocivi, il problema della bonifica dei corsi d’acqua inquinati, e quello delle discariche abusive: non ci spaventa di ipotizzare la realizzazione di piattaforme polifunzionali o di valorizzazione termica pubbliche da costruire dove servono, se e come servono ma solo nella logica della gestione partecipata nel processo di filiera origine-destinazione, della riduzione dei costi di smaltimento e dell’aumento dei benefici ottenibili direttamente dai cittadini.” (pagina 11 del testo programmatico disponibile on-line sul sito www.abruzzocivico.it).

In relazione a quanto esposto si comprende, in maniera concisa e chiara, che il Gruppo regionale di Abruzzo Civico non ha MAI ipotizzato la previsione di realizzazione di impianti di trattamento di pirolisi o inceneritori addirittura proposti dal privato. Si ribadisce, altresì, l’assoluta contrarietà a qualsiasi intervento che non sia inserito in un piano regionale di organizzazione di smaltimento rifiuti condiviso che sia gestito dal pubblico e non dal privato e che dovrà precisare quali sono gli impianti e i trattamenti necessari ad ottimizzare il ciclo integrato dei rifiuti”.



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