Il territorio di Balsorano, sin dall’inizio di ottobre dell’anno 1943, fu preso di mira dagli aerei da ricognizione americani. Sistematicamente, appena dopo il crepuscolo, un velivolo sorvolava a media altezza e per tutta la notte gli abitati del centro e delle frazioni. Quel rumore assillante e persistente non permetteva di dormire. A tratti lasciava cadere una bomba a caso che, scoppiando, seminava il panico e costringeva la gente a scappare dalle case alla ricerca di posti più sicuri. Quasi sempre, però, la fuga terminava in aperta campagna e lo scoppio di qualche altra bomba nei pressi causava sgomento e disperazione. Queste operazioni di terrorismo psicologico continuarono anche quando incominciarono i bombardamenti veri e propri.
Il 15 ottobre 1943, un bombardamento aereo colpì la contrada Periglio, distante circa 3 km dal capoluogo, demolendo un ponte stradale e causando danni per un totale di L. 200.000. Successivamente, il 4 novembre 1943, si verificò un mitragliamento aereo sulla strada nazionale 82, in prossimità dell’abitato, con la distruzione di diversi automezzi tedeschi.
Il 11 novembre 1943, durante un altro bombardamento aereo, la SS. 82 subì lievi danni, portando alla morte di un civile. In seguito, il 2 gennaio 1944, un bombardamento colpì una casa in contrada “Cancavano”, a un chilometro dal centro abitato, causando danni per circa L. 100.000, due morti e un ferito grave tra i civili.
Il 6 gennaio 1944, bombe caddero in prossimità della stazione ferroviaria, causando danni lievi al fabbricato e alla linea elettrica. Il 9 gennaio 1944 si registrò un altro bombardamento vicino al ponte ferroviario tra Balsorano e Roccavivi, con danni a una casa rurale per circa L. 20.000.
Il 10 gennaio 1944, un mitragliamento aereo sulla stazione ferroviaria provocò danni al treno e la morte di due civili. Successivamente, il 19 gennaio 1944, colpita la strada nazionale, si registrò un’interruzione con danni da L. 5.000 e distruzione di automezzi nelle vicinanze della cabina elettrica, per un totale di danni di L. 10.000.
Il 22 gennaio 1944, un bombardamento colpì un ponte stradale e una casa colonica in contrada Periglio, con danni per L. 150.000. Il 23 gennaio 1944, il mitragliamento aereo sulla strada nazionale coinvolse automezzi militari tedeschi.
Il 29 gennaio 1944, bombardamenti effettuati da fortezze volanti in contrada Ponte distrussero tre case rurali, causando danni per L. 100.000. Il giorno successivo, altre incursioni colpirono la strada nazionale e diversi fabbricati rurali, con danni stimati in L. 70.000.
Le incursioni aeree continuarono, e durante i mesi di marzo e aprile del 1944, si verificarono mitragliamenti quasi giornalieri sulla strada nazionale, causando danni lievi alle abitazioni. A quel punto, tutta la popolazione aveva già evacuato il paese.
Il 21 maggio 1944 avvenne un bombardamento aereo devastante tra le 10:00 e le 12:00, con gravi danni ai fabbricati e alle piantagioni: circa quarantasei case furono distrutte e mille danneggiate, con un costo di L. 7.000.000.
Il 22 maggio 1944, in contrada Aringo, il bombardamento distrusse due case rurali e danneggiò altre sette case civili, interrompendo la strada nazionale in tre punti. I danni ammontarono a L. 200.000. Il 23 maggio 1944, altre azioni colpirono le contrade Periglio e Rampuccia, con la distruzione di tre case e danni per L. 50.000.
Il 24 maggio 1944, il bombardamento distrusse il casello ferroviario e quattro civili persero la vita. Il giorno successivo, un bombardamento e mitragliamento sulla strada nazionale portò alla distruzione della cabina elettrica e di due case rurali, con danni per L. 100.000.
Il 26 maggio 1944 si verificarono più attacchi, colpendo il centro abitato di Balsorano e le contrade Costa, Starze, Valcatoio e Aringo, causando la distruzione di sei case e danni per L. 250.000. Il 27 maggio 1944 furono registrate ben tredici incursioni, con la distruzione di otto case e venti ulteriori danneggiamenti, per un totale di danni pari a L. 200.000.
Infine, dal 29 maggio al 6 giugno 1944, si susseguirono azioni di artiglieria, portando alla distruzione di cinquanta case e al danneggiamento di duecento, con danni complessivi stimati in circa L. 8.000.000. In questo periodo, cinque civili persero la vita e ventotto risultarono feriti.
Il sindaco annotò che “non si conoscono le notizie relative alle numerose incursioni aeree effettuate sulle frazioni Casino Villa e Collecamponi“, ma i danni a persone e abitazioni furono ingenti. Le località, all’epoca molto popolate, si trovano quasi a ridosso di Ciammorrone, le cui fortificazioni fermarono l’avanzata anglo-americana per diversi giorni.
Riferimento autore: Sull’altare della Memoria (Testi a cura di Giovanni Tordone).