Violenza sessuale sull’infermiera. Ci sarà la perizia sul 19enne albanese



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Avezzano. Sarà il professore romano Paolo Capri a stabilire se Enriges Kavalli, quando un mese fa ha violentato e seviziato un’infermiera del centro “La Crisalide” di Avezzano, era capace di intendere e volere. L’incarico è stato conferito ieri durante l’udienza di incidente probatorio ovvero con l’assunzione di prova anticipata.

Il medico è stato incaricato per fare una perizia sul giovane che ci sarà il 12 dicembre, alle 16, al carcere di Teramo dove Kavalli si trova da circa un mese. La perizia è stata richiesta dal suo difensore, l’avvocato del foro dell’Aquila, Gianluca Totani. Un altro consulente sarà nominato dalla difesa della donna, assistita in giudizio dal legale avezzanese Pasquale Milo.

Al professore universitario viene richiesto di stabilire se il giovane era capace di intendere e volere nel momento in cui ha compiuto il reato, la sua capacità di sostenere il processo e la pericolosità sociale.

L’udienza in cui il perito sarà chiamato a presentare il lavoro sul giovane è attesa per il prossimo 15 marzo. Le accuse mosse nei confronti del 19enne di origine albanese che già aveva violentato un’operatrice di una struttura protetta quando aveva solo 16 anni, sono gravissime: violenza sessuale aggravata dall’uso delle armi (aveva con sé un coletto da cucina), rapina aggravata dall’uso delle armi, lesioni gravi aggravate dall’uso delle armi, porto d’armi abusivo e sequestro di persona finalizzato a compiere tutti altri reati elencati.

L’accusa è del pm Guido Cocco.

 

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