TAGLIACOZZO – A settantuno anni dalla tragica alluvione che il 5 settembre 1955 colpì Villa San Sebastiano, la comunità è tornata a riunirsi per commemorare le vittime e ricordare una delle pagine più dolorose della storia della frazione di Tagliacozzo.
La cerimonia si è svolta nella serata di sabato, al termine della celebrazione eucaristica presieduta dal parroco don Michelangelo Pellegrino. Il sindaco di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio, insieme all’assessore Danilo Iacoboni e al consigliere comunale Angelo Di Marco, ha deposto una corona di alloro davanti alle lapidi dedicate alle vittime dell’alluvione.

Nel disastro persero la vita quattro donne: Barbara Scarsella, Brigida Testa, Palmarosa Verdelocco e Nardella Ricci. Ventuno furono i feriti, mentre 334 persone furono costrette ad abbandonare le proprie abitazioni.
Nel suo intervento, il sindaco Giovagnorio ha richiamato il valore della memoria non soltanto come omaggio a chi perse la vita, ma anche come insegnamento per il presente.
«Villa conobbe allora la distruzione e il dolore, ma seppe rialzarsi grazie al lavoro, al sacrificio, alla solidarietà e alla tenacia della sua gente», ha ricordato il primo cittadino.
Giovagnorio ha quindi sottolineato come quella tragedia rappresenti ancora oggi un richiamo alla responsabilità e alla coesione della comunità. «La vita è fragile – ha evidenziato – e non va consumata nelle divisioni e nei rancori. Dobbiamo imparare ad ascoltarci, rispettarci e perdonarci, confrontandoci senza trasformare le differenze in inimicizie e custodendo il rispetto delle istituzioni e il senso profondo di appartenenza alla stessa comunità».
Un messaggio rivolto in particolare alle nuove generazioni, chiamate, secondo il sindaco, a comprendere che il bene comune si costruisce attraverso «responsabilità, concordia, solidarietà e attenzione verso i più fragili».
Il primo cittadino ha infine ringraziato don Michelangelo Pellegrino, le suore di Villa San Sebastiano, la Pro Loco, l’associazione Gli Amici e tutti i cittadini che hanno preso parte alla commemorazione, contribuendo a mantenere viva la memoria della tragedia.
«Settantuno anni non hanno cancellato il ricordo – ha concluso Giovagnorio –. Barbara Scarsella, Brigida Testa, Palmarosa Verdelocco e Nardella Ricci continuino a vivere nella memoria di Villa San Sebastiano. Il loro ricordo ci aiuti a essere una comunità sempre più unita, generosa e solidale, capace di custodire la propria storia e di guardare con fiducia al futuro».




