Viabilità Valle Roveto, frane e smottamenti lungo la SP66. Preoccupazione per le imponenti frane attive fra Rendinara e Castronovo

Dalle associazioni, la richiesta di un tavolo di confronto con le istituzioni locali e gli enti sovracomunali per tracciare un percorso condiviso sulle modalità di impiego delle risorse del PNRR sulla transizione verde e sulle infrastrutture sostenibili

Morino – Le intense piogge di questi giorni fanno tornare la preoccupazione nella frazione di Rendinara, che fa riferimento al comune di Morino e in quella di Castronovo, che invece fa parte del comune di San Vincenzo Valle Roveto.

I due borghi sono interessati da due imponenti frane che insistono sulla stessa direttrice, come evidenziato nella foto. Quella più in alto, che sovrasta l’abitato di Rendinara, riguarda il distacco di una parete di roccia lungo un fronte di almeno trenta metri per un’altezza di venti. I giganteschi massi che si erano staccati dalla parete, avevano invaso la strada sottostante prima di essere messi in sicurezza ai bordi della carreggiata.  

La frana più in basso è di tutt’altra natura. La sua composizione è argillosa, e il suo scivolamento è probabilmente dovuto all’acqua sorgiva, la cui spinta, ne ha causato il distacco. Dal fronte franoso, notevolmente più largo rispetto a quello della frana superiore, sono partiti centinaia di metri cubi di materiale sceso a valle e riversatosi nel torrente Rio Sonno, il cui letto, è notevolmente cresciuto per via delle ostruzioni.

Per quanto riguarda Castronovo, già nel mese di marzo scorso, il sindaco di San Vincenzo Valle Roveto, Giulio Lancia, aveva firmato un’ordinanza di divieto di accesso ai terreni attraversati dal torrente. In più aveva provveduto a far sgomberare un’abitazione messa a rischio dalla frana.

Nel giro di perlustrazione che noi di Terre Marsicane abbiamo fatto, accompagnati dal presidente della Pro Loco di Rendinara, Sergio Salustri, un ex finanziere da tre anni in pensione, ma estremamente attivo per la salvaguardia del suo territorio, abbiamo potuto rilevare, non solo la condizione di pericolo a cui sono esposti i residenti delle due frazioni, ma anche lo stato di dissesto della Strada Provinciale 66 che collega la frazione alla SR82.

Lungo i circa 7 chilometri di strada che si inerpica sulla parte abruzzese della catena montuosa degli Ernici, le frane e gli smottamenti sono ormai parte integrante del paesaggio. Nel percorrerla non si può fare a meno di notare i frequenti restringimenti di carreggiata, con ampi tratti, del tutto sprovvisti di guardrail, alternati da altri che hanno la barriera di sicurezza posta ormai raso terra, tanto da essere diventata inutile.

Già nel maggio 2020, la provincia aveva annunciato la disponibilità di €. 300.000 per la SP66. Somma inserita nel piano triennale delle opere, sotto la dicitura, Lavori urgenti per il ripristino della scarpata stradale franata e del piano viabile tra il km. 4+300 ed il km. 4+600 , attualmente si attende l’inizio dei lavori.

Sulla questione abbiamo interpellato il delegato alla viabilità della Provincia dell’Aquila, Gianluca Alfonsi, che ha motivato la dilazione dei tempi con la necessità di un’indagine geologica finalizzata a raccogliere altri elementi utili alla progettazione dell’opera che, secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, sarà cantierata fra un mese circa.   

Oggi il territorio soffre una situazione ulteriormente compromessa a causa dei problemi indotti dalla frana che minaccia Castronovo, e certamente, le somme fin qui stanziate dalla Provincia per la viabilità, non hanno alcuna incidenza sul più ampio tema del dissesto idrogeologico che si ripercuote in maniera incisiva sulla Sp66.

Quanto a strade, ponti, gallerie, e muri di sostegno lungo le diverse strade della Valle Roveto, la Provincia non potrà mai programmare una manutenzione ordinaria efficace se a monte, dalla Regione, nessuno deciderà mai di dare vita a un grande piano complessivo mirato alla mitigazione e alla prevenzione del rischio idrogeologico.    

Dalla Valle del Liri, sono molte le voci, soprattutto del mondo delle associazioni, che chiedono un tavolo di confronto con le istituzioni locali e gli enti sovracomunali per tracciare un percorso condiviso sulle modalità di impiego delle risorse del PNRR circa la transizione verde e le infrastrutture sostenibili.

La Valle Roveto vanta uno strumento importante come il Contratto di Fiume, fra le prime in Abruzzo ad averlo istituito, che a pieno titolo può assolvere la funzione di stimolo su questi temi, potendo contare su un’ampia platea di portatori di interessi che vedono nella tutela e nella corretta gestione delle acque, oltre che una misura di salvaguardia dal rischio idraulico, anche un’opportunità di sviluppo per l’economia locale.