Abruzzo – Una mattinata di grande apprensione quella vissuta oggi sul Gran Sasso teramano. Una valanga di ampie proporzioni si è staccata dal Corno Piccolo, incanalandosi nel Canale Sivitilli all’interno della zona nota come “la Giumenta“, per poi riversarsi con forza verso valle.
La massa nevosa ha attraversato l’area del residence Prati di Tivo e ha terminato la sua corsa nei pressi dell’Hotel Miramonti, invadendo la carreggiata della strada provinciale 43 bis.
Fortunatamente, al momento non si registrano persone coinvolte. Il bilancio umano è salvo anche grazie alla lungimiranza delle autorità: già nella giornata di ieri, infatti, il sindaco di Pietracamela, Antonio Villani, aveva firmato un’ordinanza per vietare il transito pedonale e veicolare nella zona.
Sul posto sono stati impegnati il primo cittadino, il vicesindaco e i tecnici della Protezione Civile per valutare eventuali danni strutturali, in particolare al residence lambito dalla neve.
Le operazioni di verifica sono tuttavia rese estremamente complicate dalle avverse condizioni meteo, caratterizzate da una fitta nebbia e da una generale instabilità del manto nevoso.
L’episodio non è isolato, ma si inserisce in un contesto di forte criticità per tutto il territorio. La Provincia sta gestendo oltre 60 interventi sulle strade di propria competenza, dove si alternano chiusure totali e restringimenti di carreggiata.
Per far fronte all’emergenza, sono state attivate le procedure di somma urgenza, con il supporto di ditte esterne per liberare i tratti invasi dai detriti e dalla neve.
Il fronte della valanga ai Prati di Tivo ha occupato la sede stradale per circa due metri di larghezza. Sebbene la massa nevosa non abbia interessato l’impianto della seggiocabinovia, la preoccupazione principale degli esperti riguarda ora il pericolo di nuovi distacchi dai versanti sovrastanti.
L’intera area resta interdetta in attesa che i rilievi tecnici confermino il ripristino delle condizioni di sicurezza.
La Provincia e il Comune raccomandano agli automobilisti la massima prudenza e di limitare gli spostamenti allo stretto necessario, specialmente lungo le arterie provinciali che costeggiano i pendii più ripidi del massiccio.


