Usura nei contratti di mutuo e nei conti correnti, ad Avezzano il convegno su come tutelarsi, in sede penale e civile



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Avezzano. “Usura nel contratto di mutuo e di conto corrente bancario, strumenti di tutela in sede penale e in sede civile”, è il titolo di un convegno organizzato ad Avezzano dallo studio legale Catarinacci.

“Un tema molto importante per l’economia delle singole aziende, nonché delle famiglie, senza ombra di dubbio, è rappresentato dal problema della quantificazione del livello dei tassi di interesse, troppo spesso eccessivi, che gli Istituti di credito applicano nei confronti di quanti hanno la sventura di incappare nelle loro grinfie per le operazioni commerciali”, spiega l’avvocato Gabriele Catarinacci, “per come è strutturato il sistema, purtroppo, tutti noi, troppo spesso, siamo vittime degli abusi perpetrati dalle banche. Tale stato di fatto non ha neppure bisogno di essere oggetto di prova è, infatti, opinione comune e sotto gli occhi di tutti, che lo strapotere dei soggetti detentori del potere economico e finanziario, sia ormai diffuso a più livelli, tanto da porre quasi in posizione di estrema soggezione i clienti rispetto ad essi e ad ogni singolo rapporto intercorrente con gli intermediari finanziari o con gli Istituti di Credito. È comunque opportuno rilevare che vi sono dei limiti ben precisi, almeno in teoria, fissati, oltre i quali il potere deve essere qualificato come abuso. Tale aspetto nel rapporto tra banca e cliente, senza ombra di dubbio può essere individuato nella facoltà, che ha l’istituto di credito di fissare alcuni elementi importanti nell’ambito dei singoli contratti, i cd. elementi essenziali del contratto. Uno di questi elementi è individuabile proprio nella quantificazione del tasso di interesse che la banca può chiedere, di fatto, come prezzo o controprestazione per l’intermediazione. Orbene, la norma fissa dei limiti ben precisi entro i quali contenere il livello del tasso di interesse; importante è la definizione che offre l’art. 644 c.p. la quale rimanda a specifiche norme tecniche per la determinazione puntuale del limite oltre il quale il tasso di interesse è usurario. Ad ogni buon conto tale limite appare sempre più ridicolizzato, e gli operatori del diritto, di fatto, non riescono più a comprendere, nella pratica, quale debba essere la modalità di calcolo per la quantificazione del tasso di interesse, e quale possa essere il giusto modo per affrontare il problema. Ovverosia, appaiono sempre più distanti tra di loro i metodi di calcolo di volta in volta adottati dai vari Giudici di merito. Le indicazioni della Banca d’Italia, infatti, per il calcolo del tasso di interesse differiscono moltissimo da quelle indicate dalla norma, e quelle indicazioni lasciano un concreto malcontento perché sembrano fatte proprio per fare in modo di favorire la parte più forte del vincolo contrattuale, ovverosia le Banche. Tale circostanza negli ultimi mesi ha portato ad un radicale mutamento dell’orientamento giurisprudenziale in materia arrivando, addirittura, ad una radicale inversione di rotta dei singoli organi giudicanti di merito rispetto al precedente orientamento e, sempre più spesso, si assiste ad un ingiustificato respingimento delle domande proposte contro le banche. Accanto a tale aspetto, inoltre, abbiamo potuto verificare una vera attenuazione del problema del c.d. anatocismo e ciò in virtù di una delibera del C.I.C.R., Comitato Interministeriale per il Credito ed il Risparmio, la quale detta le disposizioni applicative del secondo comma dell’art. 120 del Testo unico bancario (TUB), e che sembra costituire Vangelo per gli istituti di credito”.

Lo studio legale Catarinacci, interessandosi da anni dell’argomento ed avendo assistito e guidato decine di clienti nella risoluzione positiva di questioni contro gli istituti di credito, ha organizzato una giornata di studio, con l’intento di contribuire a far luce sugli aspetti controversi della vicenda, lasciando spazio alla fine della giornata a quanti vorranno rivolgere domande sulle questioni agli esperti, tutti di eccelso valore, che interverranno. Inoltre, l’evento, con il patrocinio della Regione Abruzzo e dell’Università degli Studi di Teramo, è accreditato, per la formazione continua, dall’Ordine dei Commercialisti e degli Avvocati ed avrà luogo nella sala convegni dell’ARSSA in Piazza Torlonia Avezzano.

Interverranno: professoressa Lorena Ambrosini, docente ordinario presso l’Università degli Studi di Teramo, la quale avrà il compito di illustrare le novità legislative e giurisprudenziali in tema di usura e anatocismo, avvocato Roberto Di Napoli del Foro di Roma, esperto in questo settore e autore di molteplici pubblicazioni sull’argomento con opere edite da case editrici di primario interesse nazionale, e con ulteriore edizioni in corso di pubblicazione per i primi giorni del mese di giugno, avvocato Leonardo Casciere, del Foro di Avezzano, eccellente penalista e valente oratore, il quale con la sua pluriennale esperienza illustrerà gli aspetti penali del reato di usura e le modalità per difendersi da questa in sede penale e infine il dottore Domenico Angelosante, esperto contabile e revisore dei conti, anch’egli con pluriennale esperienza maturata sul campo negli specifici argomenti avrà il compito di illustrare gli aspetti tecnici della perizia di parte necessaria per l’avvio del giudizio. L’incontro, oltre che organizzato, sarà coordinato dall’avvocato Gabriele Catarinacci.

I lavori saranno aperti con i saluti del Presidente del Tribunale di Avezzano, Eugenio Forgillo, dal Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Avezzano, Franco Colucci e del Presidente dell’Ordine dei commercialisti Revisori ed esperti contabili della Marsica e di Avezzano, Valerio Dell’Olio.

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Redazione Contenuti

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