Uomo contro Orso, la straordinaria illustrazione di una cartina dell’Abruzzo Ultra del 1734



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La cartina geografica dell’Abruzzo Ultra che mostriamo, di sicuro, ha la sua bella storia. D’altro canto stiamo parlando di un documento che risale al 1734. Il dettaglio che, più di tutto, riesce a meravigliare di questa interessante carta, disegnata e incisa da Francesco Cassiano de Silva, è la splendida illustrazione che si trova nella parte bassa. Si tratta della lotta (o faremmo meglio a dire della caccia?) dell’orso da parte di un uomo ben armato di lancia e accompagnato da una muta di cani. Il combattimento, tra l’uomo e l’orso, sembra non lasciare scampo all’animale che, seppur aggressivo e minaccioso, è sotto il tiro dell’arma umana.

Uomo contro Orso, la straordinaria illustrazione di una cartina dell'Abruzzo Ultra del 1734
Disegno della lotta tra Uomo e Orso

Questa bellissima incisione su lastra di rame, come detto, risale al 1734 ed è stata realizzata nella città di Napoli. La cartina fa parte della seconda edizione di un Atlante geografico che, nella sua prima edizione, era intitolato “Accuratissima e nuova delineazione del Regno di Napoli con le sue provincie distinte, nuovamente date in luce da Antonio Bulifon, e da lui presentate al sommo merito dell’Altezza Serenissima di Cosmo 3. Gran Duca di Toscana” risalente al 1692. I rami di questo atlante, composto da 21 tavole, andarono dispersi durante l’occupazione austriaca nel 1707. Con l’arrivo a Napoli di Carlo di Borbone, nel 1734, Luigi Bolifoni, nipote di Antonio, rientrò in città e fortunosamente riuscì a ritrovare i rami, stampando una nuova edizione dell’opera dedicata al nuovo re di Napoli.

In merito a Francesco Cassiano de Silva, non si può dire molto perché, purtroppo, della sua vita si hanno scarse notizie. Di certo si sa che lavorò a lungo come incisore e che era spagnolo, anche se in alcuni casi viene fatto provenire da Milano. Egli operò soprattutto per grandi editori di Napoli, quindi Antonio Bulifon, Domenico Antonio Parrino e Luigi Mutio. Collaborò anche con Giovan Battista Pacichelli. Alcuni degli Atlanti da lui disegnati sono conservati in alcune delle più importanti biblioteche d’Europa.