Un’unica parola prevale nel Consiglio Comunale straordinario: per il bene della Città!



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Avezzano – Nella Sala Consiliare del Comune di Avezzano, inquadrando la prospettiva della seduta, si è avuta la  percezione di “un contro l’altro armati”.

Da attribuire alla lunga attesa di un’ora, da quella prefissata alle ore 11, il disappunto di tutti coloro i quali hanno rispettato la convocazione. L’entrata in scena è avvenuta pochi minuti prima delle 12 e la campanella di inizio è stata suonata dopo la ben nota sirena.

La Presidente del Consiglio Iride Cosimati  ha letto quanto disposto dalla sentenza del Consiglio di Stato e ha elencato nomi e simboli di ogni consigliere entrante, facente parte delle liste civiche del candidato sindaco Gianni Di Pangrazio:  

Francesconi  Luigia (UDC Avezzano Libertas ), Di Fabio Antonio (UDC Avezzano Libertas ) Luccitti Giovanni (Abruzzo civico), Di Stefano Sonia (Io sto con Avezzano) Verdecchia  Roberto (PD) Gallese Gianfranco (Con la Marsica nel cuore).

Leonardo Casciere  ha puntualizzato, nella ricostituzione dei gruppi politici, la sua appartenenza a “Lega Salvini Premier”.

Un’aria di apparente disponibilità e di apertura per  i prossimi lavori per il bene della città. Dalle parole intense dei consiglieri, dell’ attuale maggioranza,  sono emerse  decisioni, puntualizzazioni,  incisivi richiami a cose non fatte, alle azioni non corrette.

E’ stato inoltre presentato, dalla odierna maggioranza, un documento sottoscritto dai 13 consiglieri per una nuova progettazione che  vuole essere la sintesi di tutti i programmi, confidando nell’attuazione per evitare il commissariamento.

In streaming  su questa testata giornalistica si  può ascoltare e valutare personalmente ogni singolo intervento.  Però alcune battute dei discorsi non posso passare inosservati.

Decisive  le parole del consigliere Leonardo Casciere quando puntualizza “Se non vi sarà una maggioranza di centro destra e non vi sarà una qualificazione di centro destra, io mi troverò all’esterno.”  ben preciso il ribattere di Francesco Eliggi -Movimento 5 Stelle- “Soprassiedo sulle parole dell’avv. Casciere poiché è ancora in opposizione,  l’opposizione non può attaccare l’opposizione, quando passerà di là avremo modo di rapportarci. Dalle sue parole Sindaco si evince che più del 50% dei cittadini avezzanesi hanno sbagliato a votare?  visto i presupposti , meglio è andarcene tutti a casa subito. Lei da sindaco rispetti l’elettorato della città.” Poi in seguito  Mario Babbo che finalmente può “togliersi più di un sassolino dalla scarpa” ha ricordato alcuni episodi “ Quello che ho visto quella notte è stato un cambio di serrature.  Un atteggiamento arrogante fin dall’inizio. Pensa che i cittadini non abbiamo notato un atteggiamento vicino a quello “staliniano”? Rispettiamo poi le associazioni. La Pro Loco conta 5000 iscritti, la  incontriamo quando c’è da discutere di quello che sarà la fine del Palazzo Torlonia, cosa ci faremo, come lo utilizzeremo. Invece la incontriamo l’8 marzo, quando il  27 febbraio è stata fatta una delibera nella quale già si stabiliva ciò che si andava fare? E’ una presa in giro. Anch’io ho sottoscritto il documento nel quale c’è disponibilità, siamo nella condizione di parlare di programmi  ma non mi si venga a imporre  veti, condizioni, e quant’altro.“

 

Non meno interessanti le parole del consigliere di minoranza Vincenzo Ridolfi.  “So, che se non ci sono gli interessi di partito,  ci sono le condizioni per governare la città. Ognuno di noi viene da una storia ma dobbiamo trovare il modo di stare insieme. (…) Gabriele se tu, dovessi riscontrare che gli interessi di partito o di singole persone possono,  in prospettiva delle prossime elezioni regionali, ridare uno scossone amministrativo a questa città, allora ti prego devi dimetterti subito, rendi irrevocabili le dimissioni e in questo caso il commissariamento sarebbe più salutare, perché prima viene la città di Avezzano e poi vengono anche le “tue” (?) legittime ambizioni  e aspirazioni al prossimo Consiglio regionale, ma vengono dopo. Prima c’è Avezzano. Questa amministrazione non è un taxi.”

Domenico Di Berardino nel suo intervento ha precisato parte dei grandi piani di lavoro definiti dalla precedente amministrazione.  “Vorrei ricordare che delle più importati  opere e  progetti, che sono iniziati in  questa città,  ne rivendichiamo la paternità,  in maniera propositiva. Il piano di scuole sicure con 23milioni di euro, la realizzazione del nuovo ospedale finanziamento, esigibile subito, di 84milioni di euro, l’attivazione delle procedure e dei progetti di riqualificazione di palazzo Torlonia della Piazza e del Parco Arssa per circa 5milioni di euro. Sono finanziamenti  arrivati a questa città grazie al doveroso impegno amministrativo della vecchia amministrazione. Oltretutto anche  il merito di  Avezzano secondo comune in tutto l’Abruzzo ad approvare il piano sociale, un impegno per coloro che hanno più difficoltà, di circa 4milioni di euro. ”

Forte l’intervento di Ferdinando BocciaQuesta riunione odierna parte dal mese di luglio del 2017 dove purtroppo la commissione elettorale ha proclamato eletti persone che non erano da eleggere perché la legge era chiara: al primo turno elettorale i seggi  di questo consiglio comunale dovevano essere assegnati alle liste che hanno raggiunto il 50% più uno dei voti , quindi il consiglio comunale ottiene la  maggioranza della coalizione delle liste.  Poi, signor sindaco, poi c’è il ballottaggio, ma intanto il consiglio doveva essere fatto in quella data. Lei non ha fatto niente, ha fatto solo ricorso a spese dei cittadini.   Rivendico il diritto di fare  parte della maggioranza di questa città e posso approvare e non approvare le sue decisioni sindaco, perché la maggioranza sembra sia di là, la maggioranza sta qui, siamo noi.  Lei signor sindaco  non si doveva dimettere, deve andare avanti, perché quando ha vinto il ballottaggio sapeva benissimo che questo consiglio comunale era posto in questo modo. Allora il Commissario è meglio che venga domani mattina, perché tutta questa manfrina a me non piace.”

Si spera, con l’attuale formazione del consiglio comunale,  di avere una maggiore possibilità di trasparenza, di conoscere in prima battuta, e non a posteriori, determinate delibere e quant’altro venga preventivato o stanziato per il bene della città. Ricordando che il voto è stato dato dai cittadini che hanno il diritto di conoscere quanto viene deciso per il loro bene, non andrebbe dimenticato che:  La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Vale a dire tu sei lì perché ho avuto fiducia nelle tue promesse.

È facile trasformare un amico in nemico se non si mantengono le promesse. (San Girolamo)

Senza inciuci, i componenti politici devono essere disponibili ad un dialogo proficuo  ed essere più umili per evitare ogni attrito.  Un’ analisi finale porta ad auspicare un rispetto reciproco delle parti, ognuno con le sue ragioni, ognuno con il suo credo ma tutti per il “bene della Città”.



Marianetti MED

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