Una poesia della scrittrice Maria Assunta Oddi per celebrare la “Giornata della Terra”



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Sembra poter disporre di se stesso e della natura, ma sembra anche estremamente fragile di fronte a ciò che egli stesso ha messo in moto e generato. Pertanto è necessario un surplus di coscienza e di discussione per decidere insieme quale avvenire per l’era post-carburi. Questioni così gravi non possono essere lasciate solo nelle mani del mercato. Bisogna prevedere delle autorità internazionali capaci di La Giornata della terra, che si celebra il 22 aprile, fu istituita dalla pubblicazione del libro, manifesto ambientalista, “Primavera silenziosa”, della biologa statunitense Rachel Carson per valutare le problematiche ambientali.

Come nella vita umana le ricorrenze servono a fermare e dare significato al fluire ininterrotto e inesorabile del tempo, così nella storia le date, servono ad individuare dei momenti particolarmente significativi per dare un senso alle vicende umane, individuali e collettive. Diventano così delle occasioni per riflettere e cercare di capire il presente e nel contempo preparare un futuro sostenibile a livello ambientale, culturale, economico ed etico. Come ha dichiarato Enzo Fortunato anch’io “sogno un mondo senza giornate mondiali” perché in tal caso non ci sarebbero più questioni da risolvere e il mondo vivrebbe in pace.

Invece siamo ancora qui, a scrivere quanto è importante custodire il Creato mettendo in atto “Una rivoluzione verde”. L’uomo postmoderno si impone il principio di precauzione, anche frenando o bloccando il profitto, quando il rischio per l’uomo e l’ambiente rischia di essere troppo grande o addirittura irreversibile. Per rendere meno iniqua la globalizzazione sono necessari dei meccanismi di riequilibrio ecologico in grado di difendere la vita del Pianeta tramite il rispetto dei diritti umani e la tutela delle nuove generazioni.

Con questi brevi versi, “Flashback” in punta di matita, auguro a tutti voi lettori di trasformare l’estrema semplicità delle parole in poesia per il cuore del mondo.

IL Miracolo.

Avvolti dal grigiore fumoso delle ciminiere,
Dei tulipani alzano le corolle al cielo
Nel tentativo folle di scuotere le radici
Conficcate nella terra bruciata.

Lampi di luce variopinta
Trafiggono il buio innaturale del vuoto
Per distinguere,
Nell’epifania,
Il bene dal male.

 



Redazione Contenuti

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