Trenta esuberi nel comparto manutentivo delle strutture ospedaliere della provincia dell’Aquila. Fim-Cisl attacca la politica del territorio



Condividi su facebook
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su linkedin
Condividi su email
Condividi su print

<<Questi tagli indiscriminati sono figli di una politica che da oltre vent’anni continua a scegliere Dirigenti Incapaci di gestire questioni tanto delicate. La partita a difesa dei lavoratori è appena iniziata. Si sappia che siamo determinati a non lasciare nessuno da solo!>>

Avezzano – Le previsioni fosche non erano infondate, infatti l’altro ieri, l’incontro in prefettura, voluto dalla Fim-Cisl, ha certificato quanto il Sindacato aveva annunciato la scorsa estate. Secondo Antonello Tangredi, referente territoriale della Fim-Cisl, anche se i lavoratori sono stati ricollocati presso la società che si è aggiudicata l’appalto, per circa 30 dipendenti, il nuovo contratto di assunzione, dovrà intendersi a tempo determinato, appena poco più di un anno di durata.

<<L’incontro di oggi non e stato foriero di alcun buon esito per la vertenza. Le conferme della ASL 1, alla presenza del di Capo di Gabinetto della Prefettura – Dott. Emanuele D’AMICO, rappresentano di fatto una pietra tombale, non solo per le sorti di tanti lavoratori che, ovviamente, saranno difesi fino all’ultima goccia di sangue dalla FIM-CISL, ma anche per le sorti del Servizio nella Sua globalità che di conseguenza, inciderà sulla qualità del servizio offerto alle persone costrette a ricorrere alle strutture sanitarie provinciali.>>

Tangredi sostiene che l’appalto, così come è stato concepito, contemplerebbe una serie di revisioni nell’ambito dei servizi generali e in quello delle manutenzioni termo-idrauliche, che andranno ad impattare sull’operatività di oltre una dozzina di addetti. L’istallazione di caldaie di nuova generazione, farebbe venir meno l’esigenza di personale dedicato alla sorveglianza, e ciò genererà esuberi nei prossimi 12-14 mesi.

Le trattative che hanno avuto luogo nei mesi di settembre e ottobre, hanno visto FIM-CISL, che rappresenta oltre l’80% dei lavoratori, fare il possibile per scongiurare gli esuberi. La richiesta, da parte del Sindacato, di un impegno scritto della ASL 1 che fornisse rassicurazioni sui livelli occupazionali non è stata accolta. Tuttavia la ASL 1, si è mostrata disponibile a individuare lavori accessori all’appalto, per garantire tutti.

<<E’ del tutto evidente che una semplice dichiarazione d’impegno, riproposta oggi dalla ASL 1, identica a quella già fatta il 23 settembre, non è assolutamente sufficiente a tranquillizzare nessuno, e men che mai gli operai, ormai già identificati come esuberi. Lo stesso capo di Gabinetto è apparso preoccupato rispetto alle prospettive occupazionali e sociali che si andranno a prefigurare nel breve periodo, tanto da tenere aperto il tavolo di crisi attivato 2 mesi fa, con espressa richiesta alle parti, di comunicare ogni sviluppo, con cadenza periodica.>>

Tale stato di incertezza è sfociato nella proroga dello stato di agitazione già proclamato in precedenza e riconfermato sine die. Tangredi conclude poi con una stoccata e un guanto di sfida lanciato alla politica del territorio, senza distinzione alcuna di colore.

<<Evidenziate le vittime di questa ennesima sciagura sociale e occupazionale, bisogna solo dire di chi sono le responsabilità. Senza dubbio vanno trovate nei tagli indiscriminati operati dalla politica, che da oltre vent’anni, continua a scegliere Dirigenti Incapaci di gestire questioni tanto delicate. La partita a difesa dei lavoratori è appena iniziata. Si sappia che siamo determinati a non lasciare nessuno da solo! >>