“Soldi pubblici spesi male. Ammonta a circa 2,5 milioni di euro la cifra annuale per garantire un treno che”, secondo il giudizio di Tino Di Cicco, presidente del Circolo Dopolavoro Ferroviario di Pescara e componente del direttivo di Federconsumatori Abruzzo, “registra un utilizzo limitato. È il caso del Regionale Veloce 19762, che ogni sera parte da Roma Tiburtina alle 18.45 e arriva a Pescara Centrale alle 22.34”.
Di Cicco, ferroviere marsicano in pensione originario di San Vincenzo Valle Roveto e da anni residente a Pescara, mette in discussione l’efficacia del collegamento e propone di destinare quelle risorse ad altri servizi ritenuti più utili per gli abruzzesi.
“Il primo problema riguarda i tempi di viaggio: il R19762 impiega oggi 3 ore e 49 minuti, mentre in passato ne bastavano 3 ore e 22. Ma soprattutto circa mezz’ora prima prima parte il regionale Tua 90524, che percorre la stessa tratta in 3 ore e 27 minuti”.
“Poco prima della partenza del Regionale Veloce 19762 da Roma Tiburtina parte il regionale TUA 90524. Pur essendo un regionale ordinario, impiega 3 ore e 27 minuti, quindi 22 minuti in meno rispetto al regionale veloce”.
La ragione dello scarso utilizzo del convoglio di Trenitalia è che i passeggeri non usufruiscano del Regionale Veloce 19762 dato è preceduto di poco da un altro treno regionale che impiega meno tempo per arrivare a Pescara. “Bisogna sapere che far circolare il Regionale Veloce 19762 da Roma a Pescara costa al bilancio della nostra comunità circa 2 milioni e mezzo di euro ogni anno”.
La soluzione indicata da Di Cicco è utilizzare lo stesso stanziamento per attivare due regionali veloci tra Pescara e Ancona.
“Perché utilizzare quelle risorse per un treno al quale i passeggeri non sono interessati quando, a parità di risorse utilizzate, si potrebbero attivare due regionali veloci Pescara-Ancona?. I nuovi collegamenti potrebbero essere integrati con due degli undici regionali veloci già attivati dalla Regione Marche sulla tratta Ancona-Piacenza. Si creerebbe così una connessione verso Bologna e, per alcune corse, fino a Milano”. Per Di Cicco, l’intervento offrirebbe agli abruzzesi un’alternativa ai Frecciarossa lungo la linea adriatica, con costi di viaggio inferiori. “Sulla relazione Pescara-Bologna c’è il massimo della domanda di trasporto ferroviario da parte dei nostri concittadini e, purtroppo, anche il minimo dell’investimento da parte della nostra Regione”.
La proposta dunque è dirottare le risorse verso collegamenti ritenuti più coerenti con le esigenze reali dei passeggeri abruzzesi.




