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Tour guidato della Cina alla scoperta della natura: dal Tibet alla terra dei panda

Redazione

Riguardando le fotografie scattate in Cina, mi sono accorta che il panda gigante compare solo verso la fine. Prima ci sono distese d’erba quasi senza confini, montagne spoglie, foreste, yak ripresi da lontano, piccoli punti scuri che sul momento abbiamo seguito per minuti interi con il binocolo. E soprattutto cieli enormi, di quelli che nelle immagini occupano metà dell’inquadratura.

Sono partita con Boscolo Viaggi scegliendo uno dei viaggi organizzati in Cina dedicati alla natura, dal Sichuan fino alle alte quote dell’altopiano tibetano. Con noi, per tutto il percorso, c’era anche un biologo: presenza che si è rivelata particolarmente preziosa quando distinguere un animale tra le rocce o interpretare una traccia richiedeva decisamente più esperienza della nostra.

Prima di arrivare alle foreste dove vive il panda gigante abbiamo attraversato praterie a oltre 3.000 metri, valli che superano i 4.000 e aree in cui si cercano yak selvatici, antilopi tibetane, volpi e marmotte. Il panda resta uno dei momenti più attesi, ma a quel punto è già diventato soltanto una delle tante immagini della Cina naturale incontrata lungo la strada.

Viaggio in Cina: a Tangjiahe si impara subito ad aspettare

La Riserva Naturale di Tangjiahe è stata il primo vero ingresso nella parte naturalistica del percorso. Qui, le giornate si dividono tra tratti in fuoristrada, camminate e lunghe pause di osservazione.

All’inizio viene spontaneo guardare ovunque, sperando che qualcosa si muova. Poi si rallenta, si ascolta, si lascia che sia il bosco a restituire qualche segnale. Macachi, takin del Sichuan, cervi e piccoli mammiferi possono comparire lungo il percorso, mentre alcune uscite proseguono anche di notte, con termocamera e spotlighting.

È una parte che mi è piaciuta proprio per questo. Non esiste una successione garantita di avvistamenti e nessuno può promettere quale animale comparirà. Anche quando per diversi minuti sembra non succedere nulla, si continua a osservare.

Tour guidato della Cina: sull’altopiano tibetano cambia tutto

Dopo le foreste arrivano le grandi praterie di Ruoergai e poi l’altopiano. A circa 3.600 metri la vegetazione cambia, le distanze sembrano aumentare e gli animali diventano più difficili da individuare.

Marmotte dell’Himalaya, pika, volpi tibetane, cervi e gru dal collo nero fanno parte delle specie che si possono cercare in quest’area. Più avanti, attraversando la Riserva Naturale di Ke Ke Xili e raggiungendo la Wild Yak Valley, si sale ancora.

Qui ho capito quanto conti avere accanto qualcuno che sappia leggere il territorio. Nel tour Boscolo il biologo accompagna il gruppo per tutta la durata del viaggio: indica tracce, movimenti, habitat e comportamenti che da sola avrei probabilmente ignorato. Un punto scuro sulla montagna può rimanere un punto scuro. Con un occhio allenato può diventare uno yak selvatico, un’antilope tibetana o qualcosa da seguire con il binocolo.

Viaggio di gruppo in Cina: la Gouli Valley richiede tempo

La Gouli Valley non è una tappa da attraversare velocemente. Il programma le dedica più giornate, dall’alba al tardo pomeriggio, tra valli che raggiungono circa 4.200 metri. Qui ho sentito forse più che altrove la distanza dalle immagini consuete della Cina. Per ore ci sono soprattutto montagne, spazi aperti e l’attesa di un movimento.

Eppure, il paesaggio non sembra mai fermo. Cambia con la luce, gli animali obbligano a guardare lontano e anche una sosta apparentemente immobile può diventare improvvisamente interessante. In un viaggio naturalistico l’attesa entra presto a far parte dell’esperienza.

Viaggio organizzato in Cina: il panda arriva dopo molti altri incontri

Quando il percorso torna nel Sichuan e raggiunge Wolong, il panda gigante diventa finalmente protagonista. La riserva rientra nel sistema dei santuari del Sichuan riconosciuto dall’UNESCO, uno degli habitat più importanti al mondo per la conservazione della specie.

La visita al centro di ricerca permette di osservarlo da vicino, ma dopo tanti giorni trascorsi tra foreste e altopiano lo si guarda con occhi diversi. Intorno al panda ci sono montagne, bambù, foreste e molte altre specie meno conosciute.

Il viaggio con Boscolo Viaggi continua poi verso Wawushan, dove l’obiettivo diventa il panda rosso nella foresta primaria. Anche qui l’incontro non è garantito, e l’attenzione torna ai rumori, ai movimenti tra gli alberi e a tutto ciò che succede mentre lo si cerca.

Quando ripenso a questo percorso, insieme ai panda mi tornano in mente takin, volpi tibetane, praterie, valli oltre i quattromila metri e parecchie ore con il binocolo in mano. È probabilmente il ricordo più fedele del viaggio: una Cina naturale molto più ampia di quanto possa raccontare un solo animale.

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