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Terrorizza la ex con appostamenti, minacce e chiamate ossessive, poi tenta di entrare in casa sua di notte: giudizio immediato per un 31enne

Luco dei Marsi – Una sequenza di comportamenti ossessivi, minacce, appostamenti e intrusioni che, secondo l’accusa, si è protratta per mesi fino a trasformarsi in un’escalation fuori controllo. Per questa vicenda il giudice ha disposto il giudizio immediato nei confronti di un 31enne di origine marocchina, accusato di aver perseguitato l’ex compagna, una 26enne residente a Luco dei Marsi.

I fatti contestati coprono un arco temporale ampio, da maggio 2025 fino al 3 gennaio 2026, e descrivono una pressione continua, quotidiana, che avrebbe costretto la donna a stravolgere la propria vita, a farsi accompagnare per andare al lavoro, a temere di restare sola e, in un’occasione, a chiudersi in bagno per chiedere aiuto al 112. Secondo la ricostruzione della Procura, l’uomo non avrebbe mai accettato la fine della relazione. Da qui una raffica di telefonate incessanti, anche oltre dieci al giorno, spesso in piena notte, messaggi, note vocali e videochiamate con cui avrebbe cercato di controllare ogni spostamento della vittima. Alle suppliche di tornare insieme si sarebbero alternate accuse, insulti e pressioni psicologiche sempre più forti.

In più occasioni, sempre secondo l’accusa, l’uomo avrebbe inscenato condotte autolesionistiche dimostrative, mostrandosi in videochiamata mentre minacciava di colpirsi con un coltello al petto, alle braccia e alle gambe, nel tentativo di costringere la donna a riallacciare il rapporto. L’uomo si sarebbe anche presentato sul luogo di lavoro della persona offesa, costringendola a nascondersi nei magazzini e a chiedere di uscire anticipatamente. Il giorno successivo, un’altra giornata segnata dalla paura: appostamenti sotto casa e novanta chiamate in poche ore, anche da numeri sconosciuti. Nella notte di Natale, intorno alle 2, l’ennesimo episodio.

Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe cercato di controllare il telefono cellulare della donna. Quando la vittima si sarebbe allontanata per raggiungere l’abitazione di un familiare e chiedere aiuto, lui le avrebbe strappato il telefono dalle mani, allontanandosi. Poche ore dopo, la situazione sarebbe ulteriormente degenerata. Il 31enne si sarebbe presentato sotto l’abitazione della persona offesa, cospargendosi di liquido infiammabile e minacciando di darsi fuoco. Solo l’intervento dei Carabinieri, che lo avrebbero immobilizzato, avrebbe evitato conseguenze irreparabili.

Secondo la Procura, l’uomo avrebbe anche tentato di introdursi nell’abitazione della vittima, scavalcando la recinzione e arrampicandosi su un albero per raggiungere il balcone del primo piano. Il tentativo sarebbe fallito a causa della rottura di un ramo, che lo avrebbe fatto cadere. Attualmente l’uomo è sottoposto al divieto di avvicinamento alla persona offesa con applicazione del braccialetto elettronico congiunta al divieto di dimora nella regione Abruzzo. L’udienza è fissata per il prossimo 20 marzo. Il 31enne è difeso dagli avvocati Luca e Pasquale Motta.

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