Sul mercato settimanale, ordinanza del Consiglio di Stato non eseguita



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Tagliacozzo. Si torna a parlare dello spostamento del mercato settimanale. Un’interrogazione al riguardo, infatti, è stata presentata lo scorso 5 gennaio, durante il consiglio comunale, dal consigliere di opposizione Maurizio Di Marco Testa. «C’è un’ordinanza del Consiglio di Stato che sospende i provvedimenti emanati dall’amministrazione in merito al mercato settimanale, nella quale si dice di ripristinare la situazione precedente a quei provvedimenti in attesa della decisione del TAR», ha affermato il capogruppo de Il Paese che vorrei, che ha constatato come «nulla sia finora avvenuto. In questo atteggiamento riscontro un’ostinazione visto che ancora non avete ottemperato a quanto stabilito dal Consiglio di Stato».

Lo scorso 15 marzo si era svolta la prima giornata di prova della “riorganizzazione” del mercato settimanale. Lo spostamento voluto dall’amministrazione, però, non era stato accolto positivamente dagli ambulati che, proprio quella mattina, avevano protestato non aprendo i banchi ed esibendo sui propri furgoni dei cartelloni riportanti i motivi della protesta. A termine della stessa mattinata, era stata diramata una nota congiunta che aveva fatto pensare al raggiungimento di un accordo tra gli ambulanti e il sindaco. Non è stato così per tutti, infatti, una parte dei commercianti aveva poi presentato ricorso al TAR, che lo aveva respinto a luglio. Lo scorso 7 dicembre, però, il Consiglio di Stato –al quale si erano appellati gli ambulanti- ha riformato la decisione del TAR, sospendendo l’efficacia dei provvedimenti impugnati in primo grado. Il massimo grado della giustizia amministrativa ha, dunque, stabilito che, fino a quando il TAR non si pronuncerà nel merito del ricorso, è da considerarsi decaduta l’efficacia degli atti del Comune e il mercato deve tornare a svolgersi secondo le vecchie collocazioni. Oggi, a distanza di un mese dal pronunciamento del Consiglio di Stato, l’amministrazione non ha però ancora provveduto a riportare il mercato alla vecchia collocazione.

Al consigliere Di Marco Testa, che chiedeva come mai l’atto amministrativo che ricolloca il mercato non fosse stato sospeso, il sindaco, Vincenzo Giovagnorio, ha risposto che «siamo ancora in un periodo di prova. Questa amministrazione, pur prendendo atto del provvedimento del Consiglio di Stato, ha chiesto agli uffici di valutare un’apposita commissione per il riassetto del mercato. All’esito della commissione, si prenderanno le successive determinazioni riguardanti la disposizione del Consiglio di Stato». Il primo cittadino, inoltre, ha tenuto a specificare che «la problematica della non costituzione da parte dell’Ente presso il Consiglio di Stato non dipende da questa amministrazione». All’interrogazione ha risposto anche l’assessore agli Affari legali, Giuseppe Mastroddi, affermando che «non è una questione che si risolve dall’oggi al domani. È stata convocata una commissione; sono interessati i vigili del fuoco, la polizia locale, la Asl e l’ufficio tecnico. Senza un loro parere noi non possiamo fare, al di là di quello che ordina il Consiglio di Stato». L’assessore ha poi evidenziato come «gli ambulanti potrebbero chiedere al Consiglio di Stato un giudizio di ottemperanza», atto che porterebbe alla nomina di un commissario, ma che l’amministrazione sarebbe intenzionata a evitare. Le dichiarazioni di sindaco e assessore hanno scatenato la dura reazione dei consiglieri di opposizione. «Conosco le dinamiche, ho letto gli atti», ha affermato Di Marco Testa. «C’è l’ordinanza del Consiglio di Stato, un organo superiore, che sospende la riorganizzazione del mercato, quindi deve tornare tutto come prima poi, quando il TAR si pronuncerà, si vedrà» e, ribattendo al primo cittadino che aveva parlato di «sicurezza pubblica», il consigliere di opposizione ha chiosato: «Mi rifiuto di essere preso in giro! Non vi state assumendo nessuna responsabilità: per quanto concerne le questioni di sicurezza, si faranno altre valutazioni. Oggi c’è in essere un’ordinanza che deve essere rispettata».

È intervenuto anche il capogruppo di Tagliacozzo Unita. «Quando il supremo organo della giustizia amministrativa ordina a un’amministrazione la sospensiva, l’amministrazione deve sospendere immediatamente l’atto in questione facendo rivivere quelli precedenti e riportando la situazione allo status quo ante», ha spiegato Vincenzo Montelisciani.«La strategia dell’amministrazione è quella di prendere tempo per arrivare al giudizio del TAR, evitando il giudizio di ottemperanza. È una melina e allo stesso tempo una scommessa al buio; un muro contro muro puntiglioso, che si gioca sulla pelle dei ricorrenti e dei cittadini. Crediamo pure che questo maldestro tentativo di prender tempo sia rischioso per l’Ente Comunale». 

Al termine del consiglio comunale, Montelisciani ha aggiunto che «è assurdo che dopo nove mesi il sindaco ancora ci viene a raccontare che la collocazione del mercato è in prova».




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